ADD : addizionare densificare diversificare
Lorenzo Mazza
ADD : addizionare densificare diversificare.
Rel. Guido Callegari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il patrimonio edilizio esistente è stato considerato nell’ultimo decennio come fonte di innumerevoli problematiche. Questa constatazione comune tuttavia non ha fruttato alcun provvedimento a favore di una qualche strategia, se non negli ultimi tempi. Responsabile di questa inversione di tendenza è la crisi economica che, a cominciare dal 2008, ha provocato il crollo dei finanziamenti immobiliari e un brusco arresto delle attività edilizie. Si è quindi maturata una maggiore attenzione sul tema del recupero e delle riqualificazioni, avviando un periodo di notevoli sperimentazioni che han trasformato l’Europa in un laboratorio di ricerca.
La presente tesi mira in una prima fase a realizzare un quadro approssimativo del comparto edilizio, evidenziandone le problematiche che esso comporta a livello energetico, ambientale, economico e sociale.
Le ultime stime impuntano al costruito più di un terzo del fabbisogno energetico europeo, gravando sul bilancio dei paesi membri che vedono incrementare la spesa per l’import di gas o altre fonti di energia. Un tale esborso è riconducibile al fatto che circa II 40% dello stock edilizio nell’Unione è stato realizzato prima degli anni ’60, quando l’emergenza della ricostruzione alla fine del secondo conflitto mondiale ha tralasciato qualsiasi buona pratica di efficienza energetica. I decenni successivi non vedono un netto miglioramento dei criteri costruttivi, continuando la realizzazione di immobili energivori fino agli anni’80.
Il contesto italiano non si discosta di molto dalla realtà europea. Il nostro paese vanta un patrimonio immobiliare di 13,6 milioni di fabbricati, di cui l’87% di destinazione residenziale. Di questi il 60% nel 2013 aveva raggiunto l’età media dei 45 anni e mostra oggi chiari segnali d’allarme causati dal degrado architettonico e da una pessima programmazione urbanistica, inasprita dall’assenza di adeguati servizi. L’aggravarsi di questo quadro ha sviluppato nel tempo problematiche sociali, dettate dall’emarginazione delle fasce più povere e dall’insorgenza di numerosi tassi di criminalità, in particolar modo nelle periferie.
I dati odierni mostrano come circa il 75% della popolazione europea viva attualmente in aree urbane , un valore che secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente è destinato a crescere nei prossimi anni. Ci si interroga quindi quali siano le dinamiche in atto all'interno del tessuto urbano, in particolare sulle sue modalità di espansione che aggiungono nuove problematiche a quelle già esistenti. Fenomeni come lo sprawl e lo sprinkling urbano diventano spunti di riflessioni da inscrivere nella tematica della riqualificazione, ampliando lo spettro di intervento dalla scala edilizia a quella urbanistica. La ricerca coglie quindi l’occasione per quantificare il consumo di suolo da parte delle attività edificatorie, facendo emergere il fenomeno dell’occupazione di terreno disaccoppiata dall’andamento demografico.
La seconda fase della tesi cerca di identificare nella riqualificazione una possibile risposta, elencandone i benefici economici sociali e ambientali. La convenienza del recupero è incontestabile, in particolar modo sull’aspetto economico oltre che ambientale, relegando la demolizione e la ricostruzione come ultima opzione da intraprendere per quei casi "irrecuperabili”. La ricerca punta quindi a valutare quali delle iniziative promosse dall'Unione Europea e dai suoi paesi membri possano fornire valide soluzioni di intervento per ottemperare alle svariate problematiche sopra citate. Si esaminano alcune strategie di riqualificazione, che si avvalgono della prefabbricazione leggera e dell’addizione nelle sue diverse forme inscritte in metodologie differenti, volte magari alla ricerca di soluzioni economiche o tecniche.
L’esito atteso per la terza e ultima fase è la possibilità di individuare una serie di buone pratiche derivanti da una lettura trasversale di tali Iniziative europee, mettendone in luce punti di forza e criticità, anche attraverso la ricerca di diversi casi studio. La ricerca punta quindi a esaltare le potenzialità che il patrimonio esistente è ancora in grado di offrire e di come i benefici conseguenti un’operazione di riqualificazione possano riversarsi sul tessuto urbano consolidato. Lo scopo finale è quello di redigere una metodologia approssimativa per un intervento di riqualificazione, ovvero integrare in un unico approccio le linee guida rilevate, per indirizzare il progetto all’adempimento degli obiettivi della sostenibilità.
Relatori
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