Villa dei conti Piossasco Asinari di None : progetto di rifunzionalizzazione e restauro
Luca Viscardi
Villa dei conti Piossasco Asinari di None : progetto di rifunzionalizzazione e restauro.
Rel. Giovanni Durbiano, Silvia Valmaggi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
In un periodo in cui le residenze nobiliari e sabaude sono fulcro di un ingente investimento per la loro attrattiva storico culturale, il recupero di una architettura dimenticata della nobiltà piemontese può rappresentare una significativa opportunità per un piccolo comune e per il territorio.
La villa dei Conti Piossasco Asinari di None, costruita dal conte Gian Michele Piossasco Asinari di None all’inizio del XVIII secolo, nel comune di Virle Piemonte è un esempio del barocco piemontese, nodo cruciale della storia dove non sono mancati personaggi famosi come Massimo D’Azeglio, la regina Lorena D’Asburgo e il generale Nicolas de Catinat de La Fauconnerie.
Lo studio della tesi è il proseguimento della mia tesi triennale la quale terminava con ritrovamento di un consegnamento del 1841 rinvenuto nell’archivio di stato di Torino. Nel documento il conte Piossasco di None e della Volvera nomina il famoso architetto Filippo Juvarra come probabile costruttore. Da qui inizia una analisi storica per una ricostruzione di tutta la storia del palazzo, dalla sua demolizione durante la battaglia della Marsaglia fino all’abbandono dei giorni d’oggi. La finalità è raggiungere una conoscenza dettagliata essendo la storia di questo edificio sempre stata confusa e raffazzonata a causa della difficile reperibilità dei documenti storici la cui maggior parte è stata perduta o erroneamente studiata.
L’analisi avrà come termine una analisi della veridicità dell’affermazione del conte del probabile costruttore attraverso una analisi comparativa con altre architetture famose esistenti.
Definirne la storia però non basta per far “rivivere” un’architettura dimenticata. Questo edificio non può giacere nell’anonimato rimanendo dimenticato in un piccolo paese della provincia di Torino. Nel corso degli anni numerose volte è stata proposta la sue demolizione per dare la possibilità di creare nuove costruzioni quindi per evitare l’ennesimo “sacco della civiltà” il metodo migliore è quello di riportare la vita al suo interno trovandone una nuova destinazione d’uso che porti ad un nuovo interesse da parte da parte della comunità e di un pubblico più generale verso un importante edificio storico.
Il restauro e la progettazione delle nuove funzioni vogliono essere un lavoro professionale, non un ipotesi concettuale. Un lavoro che tenga conto delle maggior parte delle variabili per poter definire un progetto “reale” e fattibile.
Approfondendo nel dettaglio l’analisi dei degradi del complesso edilizio per definire i principali interventi di recupero. Gli aspetti burocratici, legali ed economici per capire quali siano i principali stakeholders che influiranno o saranno influiti dalla realizzazione di tale progetto e di tenerli in considerazione durante il suo iter progettuale.
Per definire una effettiva efficienza economica del progetto verrà effettuata una analisi costi e ricavi sviluppando un mercato economico ipotetico per la residenza assistenziale e per il museo.
Anche gli aspetti normativi saranno fulcro di una attenta analisi influenzando la definizione delle modalità di intervento e definendo le dimensioni per la corretta e sicura gestione degli spazi in caso di emergenza.
Il progetto non mancherà di interventi architettonici caratteristici e di spicco che potranno rendere questo progetto un esempio di recupero funzionale di un edificio di particolare pregio artistico e culturale.
- Abstract in italiano (PDF, 1MB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 948kB - Creative Commons Attribution)
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