Materiali cementizi self-healing : prove di impermeabilizzazione di capsule estruse ed analisi delle capacità riparanti di silicati modificati e resine poliuretaniche
Martina Genovese
Materiali cementizi self-healing : prove di impermeabilizzazione di capsule estruse ed analisi delle capacità riparanti di silicati modificati e resine poliuretaniche.
Rel. Jean Marc Christian Tulliani, Alessandra Formia. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
Generalità
Le conoscenze progredite dalla fine dell'Ottocento hanno reso il cemento uno dei materiali più utilizzati nel campo delle costruzioni: si calcola che la sua produzione in Italia si attesta a 26,2 milioni di tonnellate. Le ragioni di questo largo uso sono molteplici: il cemento è un materiale economico, in grado di rispondere alle istanze sociali dell'architettura, è un materiale associabile con barre di acciaio o fibre, è un materiale pesante, massivo ma che può essere plasmato in forme sottili permettendo di realizzare strutture complesse.
Per contro, il cemento è un materiale molto energivoro: il suo ciclo produttivo è composto da molte fasi quali estrazione, trasporto, preomogeneizzazione e macinazione delle materie prime, produzione, omogeneizzazione e stoccaggio della "farina" prodotta, cottura (ad altissime temperature), stoccaggio e macinazione del clinker, stoccaggio ed insaccatura del prodotto finito. Per una tonnellata di cemento si calcola una produzione media di 679 kg di C02 equivalente. I materiali cementizi hanno, inoltre, altri tipi di impatti, tra i quali:
consumo di materie prime
- inquinamento dell'aria
- inquinamento del suolo
- inquinamento dell'acqua
- produzione di rifiuti
Questo crea l'interesse da parte della comunità di professionisti che lavora in questo contesto di creare materiali più durevoli dal punto di vista strutturale e compositivo, in modo da risparmiare sui costi di manutenzione e limitare tutti gli impatti elencati.
concetto di durabilità viene inteso, infatti, come la capacità dell'opera prodotta di soddisfare i requisiti prestazionali richiesti, nell'ambito delle condizioni di utilizzo e a fronte delle azioni previste, per tutta la vita di servizio, senza richiedere interventi di manutenzione e/o ripristino non programmati.
La durabilità del calcestruzzo è principalmente legata al rapporto acqua/cemento: più basso è questo, più alta è la sua resistenza agli attacchi chimico-fisici a cui le armature potrebbero essere soggette.
Tale parametro comunque non è il solo responsabile della durabilità dell'opera: la stessa progettazione, la messa in opera e la successiva stagionatura sono altrettanto importanti per le caratteristiche di vita utile della struttura.
Con il passare del tempo, però, ¡I calcestruzzo può subire un progressivo indebolimento, causato dal suo normale deterioramento: l'esposizione ad agenti atmosferici, le variazioni di temperatura, l'acqua, gli agenti chimici e biologici portano ad un peggioramento del calcestruzzo stesso, riducendo in questo modo la resistenza della struttura ed aumentandone i costi di manutenzione e riparazione.
In particolar modo, in condizioni di elevata umidità, le microfratture presenti nel materiale portano ad un ingresso di acqua, decisamente dannoso specialmente per le armature interne in acciaio, le quali corrodendosi riducono la stabilità della struttura.
La manutenzione legata a tutte queste problematiche ha dei costi esorbitanti: in Italia i costi di manutenzione di gallerie, autostrade e ponti superano i 40 milioni di euro l'anno, inclusi i monitoraggi effettuati periodicamente sugli stessi.
Per tutta questa serie di ragioni, occorre intervenire direttamente sui composti costitutivi del calcestruzzo, e di conseguenza sul cemento, creando materiali in grado di auto-rigenerarsi e auto-ripararsi in caso di rottura: è da qui che nasce il concetto di materiali cementizi self- healing.
L'utilizzo di materiali cementizi con tecnologia self-healing, infatti, potrebbe essere un buon compromesso tra le elevate prestazioni meccaniche tipiche del calcestruzzo e la riduzione degli impatti economici, sociali ed ambientali minimizzati dalle caratteristiche auto-riparanti di questa tipologia di materiale.
Programma e svolgimento della tesi
In questa tesi si analizzeranno i materiali cementizi con particolare attenzione alla tematica self-healing data dall'utilizzo di capsule cilindriche cementizie inserite in campioni di malta: ne verranno analizzati i pro, ¡ contro, le classificazioni, i meccanismi di funzionamento, le loro peculiarità e i possibili recuperi meccanici ottenibili.
L'attività sperimentale si compone principalmente di due parti: la prima legata allo studio dell'impermeabilizzazione (detta rivestimento o coating) della capsula cementizia e la seconda costituita dalla ricerca, attraverso prove specifiche, di un agente healing (riparante) che garantista la perfetta riparazione dei provini fessurati.
Precedentemente alla spiegazione delle prove affrontate, verrà effettuata un'introduzione ai materiali cementizi, relativi degradi e tecniche self-healing finora studiate.
La tesi si concluderà con le considerazioni finali in merito alle prove effettuate e le proposte future attuabili in questo campo di sperimentazione in modo da perfezionare la tecnica e ottenere risultati migliori.
Relatori
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