Biodivercity : the re-use of a winter olympic site, the MOI area : centro culturale partecipativo
Sandra Carolina Valbuena Bermudez
Biodivercity : the re-use of a winter olympic site, the MOI area : centro culturale partecipativo.
Rel. Gustavo Ambrosini, Mauro Berta, Michele Bonino. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
PREFAZIONE
La immensa area compresa tra Nizza Millefonti e Lingotto - Filadelfia, è tra una delle zone comunemente denominata per i cittadini come testimonianza della storia e del patrimonio torinese. Si possono trovare alcuni del luoghi della memoria metropolitana, come lo stabilimento Fiat o il luogo di proprietà comunale dove si sviluppavano, sino a pochi anni, i mercati generali. Occorre tuttavia sottolineare che questa ultima, era destinata ad un progressivo abbandono a causa del trasferimento delle attività del Centro Agro Alimentare Torinese. L'area ex MOI, intesa quindi come "manifattura in disuso" viene inserita come area di trasformazione nel vigente Piano Regolatore Generale. Dopo il 2006 con la candidatura del territorio torinese come sede ufficiale delle Olimpiadi Invernali, nella zona viene destinato un nuovo spazio progettuale: Il Villaggio Olimpico che ospitava agli atleti e tutte le infrastrutture connesse a questo importante evento.
Attraverso le opere realizzate, in funzione dei Giochi Olimpici, si è infatti totalmente riqualificata la struttura edilizia dei mercati contribuendo in tal modo alla riqualificazione di un quartiere in cui erano già previste o in corso d'attuazione.
La progettazione del Villaggio Olimpico è stata elaborata con l'obiettivo di realizzare un insediamento in grado di funzionare anche dopo l'appuntamento olimpico del 2006, l'area del MOI, è affidata al fondo Città di Torino, per essere trasformata in edilizia sociale. La riconversione a destinazione d'uso residenziale non viene mai effettuata, bloccando l'attività del fondo nel villaggio olimpico. L'intervento delle trenta palazzine peggiora rapidamente Nel 2013 le palazzine vengono occupate da rifugiati dell'emergenza Nord Africa, ed II villaggio dell'ex MOI raggiunge circa 750 persone, con un notevole coinvolgimento sia sotto il profilo urbanistico che sotto il profilo sociale.
Anche se adesso le palazzine sono tuttavia occupate di centinaia di profughi, è importante avere presente oltre a tutto che queste persone, non ricevono collaborazione dallo stato, e cercano di essere integrati nella società nella quale sono arrivati, chiedono il diritto della opportunità di un lavoro dignitoso oltre alla libertà di potersi muovere sul territorio europeo.
Con la proposta da parte degli Atenei Torinesi di convertire la struttura del Ex mercato ortofrutticolo nella nuova sede della Facoltà di Biomedicina del Politecnico di Torino, l'area di rigenerazione urbana, rappresenta lo scenario ideale dove sperimentare, confrontare e codificare esperienze innovative tra la popolazione.
In conseguenza questa porzione del territorio Torinese è divenuto punto di partenza per intraprendere un progetto che può rappresentare un possibile scenario di trasformazione urbana e rigenerazione sociale localizzata.
L'obiettivo principale della proposta nasce sull'ideazione di un progetto come spazio connettivo-inclusivo nella prospettiva dello sviluppo di una comunità, l'idea ha cercato di fornire un approccio generale, integrando le principali tematiche urbane dello spazio pubblico come strumento di rigenerazione urbana per contribuire in modo sostanziale a migliorare la qualità di vita del cittadini.
Relatori
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