Nuovi spazi di lavoro per un'economia che cambia : il recupero dell'ex fabbrica Bertone di Savigliano attraverso un'ipotesi di coworking e residenza temporanea
MATTEO BELTRANDO
Nuovi spazi di lavoro per un'economia che cambia : il recupero dell'ex fabbrica Bertone di Savigliano attraverso un'ipotesi di coworking e residenza temporanea.
Rel. Silvia Gron, Cristina Coscia. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
In un contesto di crisi economica globale, l'Italia, nel periodo 2007-2014, ha avuto un aumento della disoccupazione pari al 108%: più del doppio rispetto alla media dell'UE. Lo Stato nel quale viviamo possiede la più alta percentuale di giovani under 30 senza un lavoro, e se da un lato, a livello europeo, sono stati soprattutto i Paesi più instabili a pagare la crisi economica, nel contesto nazionale interno sono state le regioni economicamente più forti a subire il contraccolpo più incisivo.
Se in Italia le regioni del sud hanno vissuto tutte un peggioramento della disoccupazione (di circa il 100%), in alcune zone del centro nord le ripercussioni calcolate sull'intero periodo sono state connotate da numeri molto più elevati. Tipo: la Lombardia +163%, il Piemonte +174,38% e l'Emilia-Romagna +286,06 per cento.
Il futuro del mercato del lavoro quindi, diviene tema di, fondamentale importanza poiché direzionerà e regolamenterà le economie dei maggiori stati del pianeta, compreso il nostro: chi saprà sfruttare il come fare, secondo i nuovi metodi di produzione ed organizzazione che si creeranno, vedrà sicuramente ridursi il numero dei disoccupati.
Secondo il WEF (Word Economy Forum), in un contesto in cui, nei prossimi cinque anni, si prospetta una perdita di posti di lavoro pari a 7 milioni, nasceranno 2 milioni di impieghi mai visti prima, tutti densamente connessi alle nuove tecnologie ed ampiamente interfacciati con il mondo dell'automazione. Questo è un cambio di paradigma impensabile fino a dieci anni fa, che cambierà per sempre il mondo del lavoro: la Quarta Rivoluzione Industriale. Ciò che sta avvenendo, trova la sua manifestazione nei comportamenti delle grandi multinazionali in questi anni:
Anno 2016. Adidas dopo 20 anni di delocalizzazione in Asia, annuncia di voler tornare a produrre in Europa. In Germania, ad Ansbach, in Baviera. Niente più manodopera a basso costo (complice il fatto che in 20 anni il costo del lavoro si è alzato anche lì), ma robot e operai iperspecializzati.
Su scala italiana, anche la legge si sta adeguando per accogliere questo cambiamento ed al tempo stesso farne leva per rilanciare l'economia nazionale. Nel novembre del 2015 infatti, il Ministero per lo Sviluppo Economico ha annunciato la redazione di un testo dal titolo Industry 4.0, la via italiana per la competitività del manifatturiero: questo propone di rinvigorire gli investimenti industriali in ricerca e sviluppo nel nostro paese, migliorare le infrastrutture ed aiutare ed incentivare le grandi imprese e le startup.
L'era digitale, si focalizzerà quindi sul remote work, flexible work ed il lavoro on - demand, coadiuvata da mezzi e strumenti largamente orientati alle piattaforme digitali, come lo shopping online personalizzato grazie all'analisi dei Big Data.
Application of technology has already changed when and where work is done in practically every industry as workplaces of the industrial age give way to work practices of the digital age, including remote work, flexible work and on-demand work.
The strongest employment growth in the sector is expected to come from a continued shift towards online shopping and the application of Big Data analytics to derive and act upon insights from customer data and preferences to provide a personalised shopping experience.
Analizzando i fenomeni lavorativi in scala minore, possiamo vedere le nuove dinamiche che si stanno affacciando, già da un paio di anni, nel mondo dei lavoratori freelance e startup, nonché delle piccole e medie imprese.
Tra il 1999 e il 2008 nel nostro paese siamo passati dal crowdsourcing in rete alla condivisione di spazi fisici nelle città. In questa dinamica I freelance fino a qui invisibili, hanno smesso di incontrare i propri partner e clienti al bar, sono usciti da una dimensione di solitudine esistenziale e lavorativa, trovando cittadinanza in hub e connettori di professionalità, ovvero gli spazi di coworking.
Queste stanno ispirando ed ispireranno le grandi aziende, nel loro modo di operare. Il cosiddetto Smart Working, sta prendendo sempre più piede anche nella grande impresa: un lavoro flessibile e decentrato, relazionale ed adattativo, in cui ha un ruolo strategico la comunicazione digitale.
Lo scopo che questa tesi si propone, è quello di valorizzare il territorio saviglianese, con sguardo rivolto verso il nuovo scenario economico che verrà: quindi verso le nuove tecnologie e spazi di lavoro dedicati a piccole imprese, startup, freelance e dipendenti decentrati. Di fondamentale importanza è il cercare di creare uno o più spazi nei quali la condivisione di informazioni e la compenetrazione reciproca delle stesse, possano agevolare i cambiamenti in atto e porre un primo mattone nel rilancio economico saviglianese. In questi luoghi, il lavoro stesso si interseca con processi di apprendimento learning by doing, ovvero imparare facendo. Per esempio un individuo può seguire un corso di avvio all'attività professionale promosso all'interno di un coworking, in cui applica i suoi studi di economia proprio per il business pian della nuova sede, lavorando alla sua postazione e confrontandosi con gli altri coworker alla presenza di un facilitatore che lo affianca. Il ruolo del Fab Lab all'interno della struttura, pone ancora di più l'accento sui nuovi modi di saper fare:
Luoghi in cui l'ingegneria meccanica crea prototipi con la stampa 3D e con l'hardware open source di Arduino, applicando le tecnologie digitali al comparto manifatturiero. Parliamo dello stesso futuro, quello della nuova impresa e della sua possibile dimensione industriale.
È stato scelto il contesto saviglianese poiché già ricco di eccellenze industriali ed innovazione, e ritenuto fertile per uno sviluppo futuro: ne è un esempio la società Alstom, operante nella costruzione di treni ed infrastrutture, da poco dotatasi di programmi di flessibilità lavorativa e realtà virtuale.
Sulla base di numerosi colloqui presso l'ufficio Urbanistica ed Assetto del Territorio del comune di Savigliano, la zona di progetto selezionata è stata identificata con l'area ex fabbrica Bertone, stabilimento dismesso di ceramiche a ridosso del centro ed edificato nella metà del '900. La ragione di scelta di tale spazio è insita nella vicinanza con la Stazione Ferroviaria e quindi con il flusso lavorativo e pendolare derivante, nonché la presenza forte delle vie di comunicazione nel nord della città, data dalla vicinanza con la strada provinciale SP20. Un'altra ragione di questa scelta, è insita nella volontà di valorizzare e riqualificare il territorio saviglianese e fornire uno dei possibili scenari per l'incentivazione dell'economia locale, sulla base di un modello lavoro - sociale. La criticità della parte progettuale, data dall'eterogeneità delle funzioni insediate (residenziali - ex produttive), pone in modo ancora maggiore l'attenzione sulla sensibilità che è necessario adottare negli interventi.
Il modus operandi adottato prevede una prima fase di analisi, suddivisa in due momenti: in primo luogo viene effettuato uno studio su scala territoriale (contenuta nel capitolo 3 del testo) ed in secondo luogo su scala urbana (capitolo 4 del testo).
La prima indagine si concentra sull'individuazione di più cluster di analisi su un ambito, definito sulla base di caratteristiche similari, e sullo studio delle morfologie e dinamiche territoriali del territorio comunale saviglianese. Sono svolte indagini sui cluster a livello demografico, di istruzione, turismo, eventi, pendolarismo, mercato del lavoro, sistema economico imprenditoriale ed infine brevetti e startup.
La seconda indagine si concentra su analisi urbanistiche che vertono su un'area della città di Savigliano: vengono misurati la mobilità, la densità edilizia, le consistenze, le funzioni ed il verde urbano. Il tutto viene confrontato con l'area di progetto ex fabbrica Bertone, al fine di capire il modo in cui il contesto influisce su di essa.
Si prosegue con il rilievo dell'area di progetto ed una schedatura dello stesso, al quale farà seguito la redazione di 3 tabelle SWOT, redatte sia a livello comunale e focalizzate sul bene, che danno la possibilità di individuare un Genius Loci proprio della zona di progetto, al fine di valorizzarne le vocazioni funzionali, sulla base degli obiettivi strategici dedotti.
L'elaborazione infine del progetto architettonico redatto in scala 1:100, si confronta con i canali di finanziamento e degli stakeholders, con la redazione di un piano gestionale ed un'analisi costi ricavi.
Il progetto architettonico è correlato da una sezione riguardante la normativa saviglianese, riferita al PRGC, per l'area di progetto; viene trattato anche l'aspetto normativo rivolto alle startup, con particolare riferimento alle ultime disposizioni in materia di legge. In particolare ci si sofferma sulla sezione IX della legge 221/2012. Vengono anche date delle linee guida per la gestione dell'impresa in ogni momento della sua esistenza, a cominciare dal suo avviamento.
Relatori
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