INTRODUZIONE
Attualmente in Italia, secondo gli ultimi rilevamenti statistici, vivono più di 1.6 milione di musulmani e cioè il 2% circa della popolazione italiana. La religione musulmana è così diventata la seconda più grande confessione dopo quella cattolica. In Italia, le moschee in cui i musulmani professano la propria religione sono principalmente strutture nate per altri scopi, come magazzini o edifici per civile abitazione. Questo perché l'idea di una moschea nella sua forma comunemente conosciuta (edificio + minareto e cupola) è ancora diffusamente non accettata ed in certi casi ostacolata, dimostrando una certa intolleranza verso tutti i musulmani che vivono e rispettano la legge italiana e che necessitano quindi di un luogo di culto appropriato.
In Europa, la situazione attuale riguardante le moschee ed il relativo numero in proporzione ai praticanti musulmani è molto diversa e vede l'Italia negli ultimi posti.
La religione e i rispettivi luoghi di culto sono un fattore fondamentale per la vita sociale di una comunità, e quindi la realizzazione di nuove moschee permetterebbe di ottenere alcuni vantaggi. Infatti, oltre a fornire le basi per una società multiculturale e religiosa integrata, consentirebbe di mappare i luoghi di culto, conoscerne la gestione e la proprietà. Le moschee oggi esistenti in Italia sembrano al contrario avvolte da una sorta di "nebbia" che non permette di vedere la realtà dei fatti e che dà adito a pericolose interpretazioni.
Questi sono dunque i motivi principali che hanno reso attendibile l'ipotesi di un Centro Islamico polifunzionale che oltre a rispondere alle necessità della comunità musulmana, è una struttura integrata al contesto ed aperta a chi ha interesse a conoscere gli aspetti di un'altra cultura.
La struttura del Centro Islamico progettato al Mardichi cerca di soddisfare le diverse necessità che hanno oggi le comunità musulmane di tutta Europa. Infatti, per permettere e facilitare la conoscenza dell'IsIam, oltre agli spazi per la preghiera sono necessari luoghi di formazione, spazi per seminari e conferenze, sale espositive, aree comuni per II commercio artigianale, ristoranti tipici, eccetera che se da un lato rispondono alla richiesta della comunità musulmana (uomini, donne e bambini), dall'altro aprono II centro a chi non è musulmano, in modo da favorire il processo di integrazione e di interazione con i residenti locali.