The re-use of winter olympic site : bob track of Cesana Torinese = Il riuso dei siti olimpici invernali : pista di bob di Cesana Torinese
ANDREA PETRIGNA
The re-use of winter olympic site : bob track of Cesana Torinese = Il riuso dei siti olimpici invernali : pista di bob di Cesana Torinese.
Rel. Gustavo Ambrosini, Mauro Berta, Michele Bonino, Marta Carla Bottero. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il Joint Studio
Il Joint Studio Polito-Tsinghua è un progetto promosso dal Politecnico di Torino in collaborazione con la School of Architecture della Tsinghua University di Pechino. Si tratta di un'esperienza di scambio didattico il cui obiettivo generale è portare studenti europei e cinesi ad affrontare alcune delle tematiche oggi più stringenti nel governo delle trasformazioni urbane e, parallelamente, offrire l'opportunità di confrontarsi con culture progettuali differenti. Oggetto della VI edizione* del Joint Studio, del 2016, è il tema olimpico e in particolare il riuso degli impianti nel periodo post-olimpico, tale tema è stato preso in considerazione per l'attribuzione alla Cina dei Giochi Invernali del 2022 e cogliendo l'occasione del decennale dei Giochi Olimpici Invernali di Torino del 2006.
Il 19 giugno 1999 a Seul la commissione del CIO sceglie Torino per ospitare i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006. In quell'occasione Valentino Castellani, allora sindaco della città, e il Presidente del CONI, Gianni Petrucci, sottoscrivono l'Host City Contract (HCC): il contratto che impegna la città ospite e il Comitato Olimpico Nazionale a rispettare le regole del CIO per l'organizzazione dei Giochi.
Il Sistema Olimpico di Torino 2006 ha avuto una forma compatta e funzionale, apprezzata dal CIO e dalle Federazioni Internazionali. Le strutture sportive per le discipline sul ghiaccio al coperto, e le cerimonie di apertura e di chiusura allo Stadio Olimpico (Stadio Comunale) si sono svolte in città, a Torino, con un'appendice a Pinerolo, mentre le discipline "della neve" si sono svolte nell'area alpina con fulcro a Sestriere. Città e montagna erano ben collegate tramite un'autostrada, due strade statali e due linee ferroviarie per rendere le distanze compatibili con gli standard del CIO e delle Federazioni.
A Torino, su indicazione del Consiglio Comunale, è stato identificato un "Distretto Olimpico" che ha avuto come centro la zona del Lingotto, dove infatti si trovavano il Villaggio Olimpico,
gli impianti di hockey su ghiaccio, pattinaggio di velocità, pattinaggio di figura e short track, utilizzando nella stessa zona, il MOI (mercati ortofrutticoli attualmente) per il centro media.
A Pinerolo si sono svolte le gare di curling. Spostandosi in montagna lo sci alpino si è diviso tra Sestriere e Sansicario Fraiteve; le gare di snowboard si sono svolte a Bardonecchia; sci di fondo, salto e combinata nordica si sono disputate a Pragelato; bob, slittino e skeleton a Cesana, in località Pariol; il freestyle a Sauze d'Oulx e il biathlon a Cesana Sansicario. Gli atleti sono stati ospitati nei tre Villaggi Olimpici di Torino, Sestriere e Bardonecchia.
A dieci anni dalle Olimpiadi Torino 2006 la città ha avuto grandi trasformazioni, iniziate negli anni '90 ma anche grazie alle Olimpiadi che hanno dato a Torino una visibilità che fino ad allora non aveva. Una trasformazione da città industriale a città turistica e culturale che l'ha portata negli ultimi decenni ad avere un notevole incremento di popolarità e di turismo, oltre ad ospitare molti importanti eventi. Inoltre ha acquisito un'eredità materiale: per il trasporto pubblico con la costruzione della metropolitana e del nuovo passante ferroviario, ci sono i nuovi palazzetti e impianti sportivi che continuano la loro attività ospitando anche grandi manifestazioni e concerti, i restauri e la valorizzazione del centro storico, o interventi come la pedonalizzazione di piazza San Carlo, oltre a rafforzare i comprensori sciistici in particolare con la costruzione di nuove piste e degli impianti d'innevamento programmato. Pechino, invece, ospiterà i XXIV Giochi Olimpici Invernali 2022 ed è già stata sede olimpica per i XXIX Giochi Olimpici Estivi del 2008.
Così come a Torino anche Pechino ha sviluppato una politica che ha previsto la dislocazione di eventi sportivi distribuiti, tra località di città, Pechino e Yanqing e Zhangjiakou, e in montagna. La zona di Pechino ospiterà le cerimonie di apertura e chiusura, nello stadio Olimpico nonché le competizioni sportive in impianti al coperto. Yanqing ospiterà il bob, skeleton e slittino e le gare di sci alpino, mentre, biathlon e tutte le gare sciistiche, ad eccezione dello sci alpino, si svolgeranno a Zhangjiakou. Entrambe le zone di Yanqing e Zhangjiakou sono situate a nord-ovest rispetto Pechino lungo la catena montuosa Yanshan, con temperature e condizioni meteorologiche favorevoli, queste due località sono l'ideale per le competizioni sportive "della neve" di Pechino 2022.
Le tre zone saranno collegate da una linea ferroviaria ad alta velocità e da superstrade. La ferrovia ad alta velocità collega Pechino e Zhangjiakou in 50 minuti. All'interno di ogni area olimpica tutti i collegamenti sono stati rafforzati da nuove infrastrutture e da un sistema efficiente di trasporto pubblico.
Dei 12 siti di gara proposti saranno utilizzati sei impianti a Pechino già costruiti per le Olimpiadi del 2008, riducendo così il costo e dimostrando il concetto dì sviluppo sostenibile. Mentre sei saranno di nuova costruzione, ma per tre di questi era già stata pianificata la costruzione a prescindere dai Giochi Olimpici. La distribuzione delle sedi nelle tre zone permette di ottimizzare le opportunità per il periodo post-olimpico, promuovendo lo sviluppo degli sport invernali in ed intorno a Pechino.
Pechino 2022 sarà un'ottima occasione per la Cina per rafforzare i valori olimpici e incoraggiare i 300 milioni di persone nel nord della Cina a praticare sport invernali, integrando così lo sport nella loro vita quotidiana. Ricordiamo che attualmente gli sport invernali non sono molto conosciuti e non fanno parte della tradizione sportiva cinese, quindi il compito di Pechino 2022 sarà quello di migliorare le condizioni degli atleti, attualmente poco competitivi, ma anche promuovere uno sviluppo equilibrato sportivo in Cina. Inoltre l'influenza dei Giochi Olimpici Invernali aiuterà le regioni di Pechino, Tianjin e Hebei a diventare nuove potenza economiche della Cina, così come una zona modello di sviluppo sostenibile sia per la qualità della vita della popolazione, che per le risorse ambientali.
Il rapporto tra città e montagna rappresenta un elemento di grande interesse, ha animato le strategie dei Giochi Olimpici di Torino 2006 con siti di gara urbani e montani, condizione analoga a quanto si sta iniziando ad organizzare a Pechino.
Il lavoro del Joint Studio è stato quindi di occuparsi di queste tematiche e, in particolare, la gestione post-olimpica di due aree a Torino che non hanno avuto un seguito positivo. Parallelamente si è cercato di capire gli errori commessi, per non ripeterli a Pechino 2022.
Il lavoro si è svolto principalmente a distanza ma con una continua collaborazione, scambiando materiale e idee per via telematica ed esponendo, ai docenti dei due paesi, i lavori svolti tramite video-conferenze. Il progetto si è concluso con una presentazione dei progetti svolti, avvenuta all'università Tsinghua di Pechino, a giugno 2016, dove erano presenti i Professori italiani e cinesi e i rispettivi studenti.
Argomento
Purtroppo alcune infrastrutture create per i Giochi Olimpici di Torino non hanno avuto un seguito positivo e alcune di esse sono state abbandonate. Le aree di lavoro progettuale per il Joint Studio 2016 sono due: la pista da bob collocata a Cesana Torinese località Pariol, quindi in un contesto montano e l'area ex Moi (ex-mercati ortofrutticoli) vicino al villaggio Olimpico a Torino quindi in un'area urbana.
Gli studenti italiani e cinesi del Joint Studio divisi in gruppi hanno lavorato su queste due aree per creare delle valide proposte di rifunzionalizzazione dei siti.
In particolare questa tesi si occupa di studiare la pista di bob, slittino e skeleton di Cesana Pariol che è stata costruita per i Giochi Olimpici Invernali del 2006 e ha avuto una vita breve: dopo poche importanti gare la chiusura nel 2011.
Il lavoro da svolgere all'interno del Joint Studio 2016 è stato quello di approfondire i problemi che hanno portato alla chiusura della pista, gli errori commessi in fase di progettazione e soprattutto di gestione post-olimpica. In collaborazione con la Tsinghua University di Pechino, l'obiettivo è quello di trovare delle soluzioni progettuali per affrontare le problematiche che hanno portato all'abbandono ed evitare un ulteriore degrado dell'impianto. Interessante, e soprattutto molto importante, è produrre idee e soluzioni che potrebbero essere utili nella progettazione della nuova pista che sarà costruita per i Giochi Olimpici Invernali 2022 a Pechino.
Le tre proposte
Da anni gli enti competenti si occupano del futuro della pista. Sicuramente il dibattito è stato innanzitutto se mantenere la pista per le competizioni o pensare alla completa dismissione e destinare il sito ad altro uso. Questo tema è stato anche accolto dall'Università che lo ha proposto agli studenti come tema di lavoro.
Si è formato un gruppo di dieci studenti italiani e cinesi, che attraverso il progetto del Jolnt Studio, si sono occupati delle dinamiche che hanno portato alla chiusura della pista e a pensare al futuro del sito. Si è deciso deformare tre gruppi di lavoro, per affrontare tre scenari diversi. Le risposte progettuali sono state:
ripristino della pista per le competizioni sportive con la risoluzione delle problematiche che hanno portato alla chiusura;
parziale demolizione della pista utilizzando solo la parte bassa a scopo turistico e destinare il sito ad altro uso;
dismissione integrale della pista che diventa parte caratterizzante del nuovo intervento.
Le proposte sono diverse tra loro per dare una risposta progettuale più completa possibile sul futuro dell'impianto, ma soprattutto in relazione alla nuova pista che verrà costruita per le Olimpiadi di Pechino 2022 perché possa essere il più funzionale possibile in vista di un utilizzo post-olimpico.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
