Fortificazioni dell'alta val Tanaro. Il castello di Ormea: storia e recupero
Elisa Borgna
Fortificazioni dell'alta val Tanaro. Il castello di Ormea: storia e recupero.
Rel. Paolo Mellano. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Il tema scelto per sostenere l'esame di laurea ha il titolo: " FORTIFICAZIONI DELL'ALTA VAL TANARO. IL CASTELLO DI ORMEA: STORIA E RECUPERO".
Con questa tesi si è voluto fare un censimento delle fortificazioni presenti in vallata con un'attenzione particolare e dettagliata rivolta al castello situato nel comune di Ormea.
Per questa fortificazione è stato fatto un rilievo e si è pensato a una riqualificazione, tenendo presente il fatto che, essendo una struttura antica ha un certo valore storico e culturale, non si poteva ipotizzare un progetto troppo invasivo; si è cercato quindi di riutilizzarlo come museo di se stesso.
Il percorso di questo lavoro parte da un inquadramento generale dell'Alta Valle del Tanaro, con una descrizione sommaria dei comuni che ne fanno parte: per ognuno di essi si è parlato delle loro origini, della storia e della collocazione all'interno del territorio, partendo da Nucetto per arrivare fino a Garessio, descrivendo in modo sintetico il patrimonio fortificato ancora esistente.
Da tutto questo è emerso che troppo poco, nel corso dei secoli, è stato scritto sulla storia della Valle, soprattutto se si considera l'estremo interesse che rivestono le vicende dei suoi comuni, caratterizzate dall'essere appena sfiorate dai grandi eventi storici, marginalmente interessate dalle epopee dei grandi casati. Il risultato è che l'Alta Val Tanaro, un luogo defilato, quasi isolato, pur in ambito di sudditanza, ha sempre goduto di ampi scampoli di autonomia, scanditi dai cicli dell'agricoltura, dell'allevamento e di un commercio che solo a tratti ha costituito un elemento portante per l'economia di alcuni comuni.
La storia medioevale di Ormea è la storia di un comune quasi autarchico, a "conduzione familiare", i cui abitanti conducevano una vita spartana, regolata da leggi semplici, dalle quali emerge a colpo d'occhio una strenua tutela dell'agricoltura, a dimostrazione del ruolo essenziale da questa ricoperto quale principale mezzo di sostentamento per la stragrande maggioranza della popolazione.
Per quanto riguarda questo comune si è cercato, in maniera abbastanza sintetica, di ricostruirne il percorso storico, partendo dalle sue origini per arrivare sino alla fine del secolo XVIII, periodo che vede anche la distruzione parziale della fortezza per opera dei francesi. E' stata inoltre fatta una descrizione del borgo, con le antiche contrade annesse, i vari ampliamenti delle mura di cinta per giungere a prendere in esame il castello oggetto di tesi.
Purtroppo non è stato molto facile reperire materiale e informazioni su questa fortezza, probabilmente perché, nel corso dei secoli, non essendo quasi mai stata utilizzata come dimora dei sovrani, poco interessava ai locali una ricerca approfondita. Si è cercato di risalire alle sue origini e di capire come, nel tempo, si è ampliata, è stata modificata in base alle esigenze difensive della popolazione.
Per ricollegarsi a questo, per capire i vari passaggi, è stata svolta anche una breve ricerca sull'architettura castellana in generale, partendo dai semplici fossati per arrivare a sistemi di fortezze più elaborate. In questo modo si sono potuti esaminare i vari elementi che compongono questo baluardo e i materiali da costruzione usati nelle varie modifiche.
Il rilievo è stato fatto su una base esistente reperita dall'architetto Pellegrino di Mondovì e dall'architetto Nan di Ceva, integrando le parti mancanti con misure prese sul luogo e con una dettagliata ricerca fotografica. Per giungere al progetto finale ci sono state varie fasi più o meno interessanti e più o meno adatte allo scopo.
Si sono posti dei problemi di compatibilita e di adeguamento dei manufatti esistenti con la nuova destinazione d'uso, si è tenuto conto dell'aumento dei sovraccarichi, per mantenere inalterato l'assetto statico della struttura e prevedere la massima conservazione dei materiali esistenti, che con il tempo si vanno deteriorando. Il progetto è indirizzato verso il recupero e la riutilizzazione di una fabbrica dimenticata per troppo tempo dalla popolazione. Si è quindi ipotizzato un percorso espositivo, pensato non all'interno del castello (cosa per altro molto improbabile visto che, con il tempo e senza un'adeguata manutenzione, l'interno non è più visitabile), ma sopra di esso, in grado di ospitare qualsiasi tipo di esposizione all'aperto. Delle piccole capanne in legno che corrono lungo tutto il perimetro ancora agibile della fortezza e che racchiudono una piazza creata per teatri e concerti all'aperto. Non è da dimenticare il fatto che il castello è posto su una collinetta che sovrasta il comune e che da li si gode un ottimo panorama sia per le montagne circostanti che per la Valle che si chiude a formare una conca verde ed ospitale.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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