Luce, arte e città: un dialogo in evoluzione
Matteo Sattanino
Luce, arte e città: un dialogo in evoluzione.
Rel. Chiara Aghemo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
L’idea di questa tesi nasce da diverse esperienze accademiche maturate durante il mio percorso di studi presso il Politecnico di Torino. Inizialmente, il workshop “Il progetto illuminotecnico" mi ha permesso di avvicinarmi alla realtà della progettazione della luce e delle sue componenti, un tema spesso trattato negli atelier di progettazione.
L’interesse per questo ambito progettuale è poi cresciuto sempre di più grazie ad altre esperienze, come la partecipazione al “Workshop Internazionale di Lighting Design Kronach in Light 2016” e alla III edizione del concorso “Riprenditi la città, Riprendi la luce” bandito dall'Associazione Italiana di Illuminazione (AIDI), due esperienze molto interessanti, legate agli aspetti più creativi della materia.
Il coinvolgimento in queste iniziative è stato per me uno spunto di profonda riflessione sulla funzione della luce nell’ambito urbano, da un punto di vista sia urbanistico che sociale, e della figura professionale che dovrebbe occuparsi della sua progettazione, non ancora definita chiaramente da una normativa.
Partendo da queste considerazioni ho così deciso di affrontare una prima fase di ricerca su queste tematiche, destinata a creare una sorta di chiave di lettura per la tesi. In particolare si è scelto di approfondire l’aspetto più creativo e meno funzionale dell’uso della luce in ambito urbano rispetto alla progettazione illuminotecnica tradizionale, delineando il tema centrale del ruolo delle installazioni luminose temporanee, capaci di caratterizzare e trasformare fortemente i luoghi nel quale sono inserite.
Attraverso un’analisi storica e culturale della light art e delle sue manifestazioni negli spazi urbani, in parallelo è nato un collegamento naturale con il fenomeno dei light festival, eventi in costante aumento sia in Italia che all'estero, che propongono opere al grande pubblico,
stravolgendo temporaneamente l’aspetto ordinario delle città. Procedendo nell’approfondimento di questi temi, la seconda parte della tesi si è concentrata nell'analisi di un caso studio: la realtà locale del festival "Luci d’Artista” di Torino, un’interessante occasione di osservazione diretta del fenomeno, supportata da ricerche personali e da una serie di interviste rivolte ad esperti del settore aventi anche funzione conoscitiva sugli argomenti trattati relativi all’uso della luce decorativa all’interno del contesto urbano in un senso più ampio.
Viene infine introdotta la parte applicativa della tesi con la presentazione di un progetto, cuore del mio percorso formativo. Si tratta della partecipazione attiva all'iniziativa studentesca "Polito in Light”, dalla formazione del gruppo proponente fino alla presentazione degli esiti, progettando e realizzando con altri studenti un prototipo di un’installazione luminosa temporanea per la Corte d’Onore del Castello del Valentino, destinata ad entrare a far parte delle opere del festival torinese.
Il lavoro svolto e le esperienze dirette sono servite così a definire un quadro dell'argomento e delle possibilità offerte da questo uso molto particolare e assolutamente non convenzionale della luce rispetto agli studi più classici di progettazione illuminotecnica, delineando diverse necessità all’interno del processo progettuale che l'architetto è in grado di soddisfare.
- Abstract in italiano (PDF, 2MB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 2MB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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