Uomo, natura, ambiente costruito
Giulia Ranaldo
Uomo, natura, ambiente costruito.
Rel. Mario Grosso. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Nel corso degli ultimi anni l'attività dell'uomo ha trasformato l'intero ambiente terrestre, apportando trasformazioni ambientali gravi e, per molti aspetti, irreversibili, almeno alla scala umana. Il consumo di risorse energetiche non rinnovabili, il consumo di suolo per estendere le attività umane, la rottura di antichi equilibri naturali, hanno portato a forme di degrado ambientale e di cambiamenti climatici le cui conseguenze nefaste si distribuiscono uniformemente in ogni angolo del pianeta e in ogni nazione. Queste trasformazioni (incontrollate, ingestibili e pericolose) possono essere affrontate solo con scelte che tengano conto della globalità sistemica delle interazioni in gioco, che siano al contempo in grado di innestarsi e contestualizzarsi con capillarità alla scala locale, e scegliendo di cambiare radicalmente gli obiettivi ultimi della modernità, che, fino a questo momento, ha perseguito finalità esclusivamente economiche, antropocentriche e predatore, trascurando i costi ambientali, spesso percepibili solo in periodi molto lunghi e con ricadute su zone più ampie rispetto al luogo in cui il degrado ambientale è stato originato.
La bioclimatica si pone come una disciplina in grado di cercare soluzioni "ecologiche" nell'ambito dell'architettura
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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