Fortificazioni alla frontiera occidentale tra le due guerre : studio del sistema degli immobili per la difesa nella Valle Stura di Demonte con metodologia della digital history
Marco Bertone
Fortificazioni alla frontiera occidentale tra le due guerre : studio del sistema degli immobili per la difesa nella Valle Stura di Demonte con metodologia della digital history.
Rel. Rosa Rita Maria Tamborrino, Fulvio Rinaudo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
In questa tesi si è deciso di trattare il tema delle fortificazioni realizzate in Italia, lungo l'arco alpino, nel periodo tra le due guerre. In particolare si è effettuato uno studio dell'attività eseguita durante gli anni Trenta del Novecento al fine di predisporre l’organizzazione difensiva dei confini nazionali. Tale periodo è caratterizzato da un peggioramento della situazione politica a livello europeo; di conseguenza si tratta di processi difensivi messi in atto in previsione e in preparazione ad eventuali eventi bellici, che vedranno la loro concretizzazione in quello che sarà il secondo conflitto mondiale.
L'insieme di elementi realizzati a questo scopo costituisce un patrimonio avente un’entità notevole, sia in termini di numerosità di strutture realizzate, sia per la loro varietà funzionale e tipologica.
Nonostante ciò, negli anni, questo insieme ha perso molto della propria consistenza iniziale, subendo sin dal primo dopoguerra forti spoliazioni seguite poi da distruzioni imputabili a cause diverse. Gran parte del patrimonio rimasto integro pertanto oggi versa in stato di abbandono, spesso risulta difficilmente accessibile e frequentemente è difficoltosa anche la semplice percezione del bene.
La scarsa visibilità è legata alle caratteristiche costruttive dei beni analizzati, infatti il più delle volte essi sono parzialmente interrati, mimetizzati oppure realizzati completamente nella roccia, celando pertanto la percezione della loro esistenza.
La presenza di un elevato numero di strutture realizzate a fini difensivi e il forte legame con il contesto in cui sorgono fa si che si sia creata una storicizzazione del paesaggio, dando vita ad una forte interdipendenza tra l’intervento dell’uomo e l’ambiente naturale.
L’intento di questo lavoro è quello di far emergere tutto ciò, far sì che nasca una consapevolezza di quanto è stato realizzato nella speranza che in un futuro prossimo inizi a prendere vita un processo di riqualificazione e valorizzazione di tale patrimonio.
Data la vastità del territorio interessato dal processo di fortificazione, dopo una prima valutazione di carattere generale riferita all’intero arco alpino italiano, si è deciso di approfondire l'analisi delle dinamiche in riferimento ad un’area più limitata, la Valle Stura di Demonte, nel basso Piemonte. Tale scelta è motivata in particolare da fattori legati all'attività di fortificazione avvenuta in questo territorio, soprattutto durante il corso dell'Ottocento, dovuta a particolari condizioni orografiche e dalla presenza di collegamenti viari che permettevano un agevole collegamento con la Francia e che ha lasciato sul campo un cospicuo numero di preesistenze.
In riferimento all’area in questione è stata compiuta un'analisi relativa a quegli elementi che costituiscono l’insieme degli “Immobili di demanio pubblico inerenti la difesa dello stato”, così come vengono definiti dal Genio Militare.
Il patrimonio individuato risulta composta da oltre 250 strutture, di cui un centinaio appartengono alla tipologia denominata “opera”, elemento cardine attorno al quale ruota l’intera organizzazione difensiva messa in atto durante gli anni Trenta. La ricerca storica sulle tematiche trattate è stata realizzata con il supporto di strumenti digitali di natura diversa. Il contributo maggiore è stato dato dalla realizzazione di un progetto GIS (Geographic Information System), a supporto dello studio del processo di organizzazione della difesa interno alla valle, in cui sono stati fatti confluire e sono stati analizzati i dati raccolti ricavati da fonti di tipologia diversa e tra loro eterogenee. È stato così possibile ottenere restituzioni visive del processo di organizzazione della difesa nella Valle Stura, per consente una più agevole visione d’insieme dei fenomeno.
Un ulteriore importante apporto è stato dato dalla modellazione tridimensionale, applicata ad alcune opere. Attraverso l’impiego di tale strumento è possibile rendere visibile, e di conseguenza accessibile, il contenuto spesso celato del patrimonio fortificato.
Questa procedura è stata applicata ad un’area maggiormente circoscritta, nello specifico alla gola delle Barricate, luogo di particolare importanza strategica già nei secoli precedenti, in cui l'ampiezza della Valle Stura si riduce drasticamente lasciando libero solamente uno stretto passaggio. È doveroso inoltre ribadire fin dal principio che un ruolo importante è stato ricoperto dal testo "Fortezze sulle Alpi. Difese dei Savoia nella Valle Stura di Demonte" di Viglino Davico Micaela, in cui vengono riportate numerose fonti di prima mano, grazie al quale si è potuto trarre suggerimento per la scelta di parte del materiale d’archivio consultato e attingere informazioni in merito al processo di fortificazione che ha coinvolto la valle fino a fine Ottocento.
- Abstract in italiano (PDF, 138kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 78kB - Creative Commons Attribution)
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