Espaço Adoniran : proposta di una nuova articolazione per un'area industriale di Mooca, São Paulo
Marco Di Perna
Espaço Adoniran : proposta di una nuova articolazione per un'area industriale di Mooca, São Paulo.
Rel. Haroldo Gallo, Chiara Lucia Maria Occelli, Riccardo Palma. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il presente lavoro di tesi intende proporre una nuova articolazione per un'area industriale del quartiere Mooca di San Paolo (Brasile), un intervento di riqualificazione dell'area occupata dall'antico complesso di capannoni della Sociedade Tècnica Bremensis Schimdt Trost, sito in Rua Borges de Figueiredo ai numeri 1294 e 1358. L'operazione si basa sul riordino urbano ed architettonico del lotto e dei suoi dintorni, sulla riconversione funzionale degli immobili storici vincolati dalla legge di tutela del patrimonio culturale (Risoluzione n°14/2007 del CONPRESP), sulla progettazione di nuovi spazi, fulcro di attività ricreative e culturali e, infine, sulla riconciliazione del lotto con la ferrovia, la leggendaria Sào Paulo Railway. Quindi, articolazione intesa come riconciliazione di un lembo di città con il suo contesto territoriale e suggerimento di nuove forme sostenibili di dialogo urbano.
Per l'elaborazione di questo studio, si è adottato come punto di partenza l'analisi approfondita del distretto Mooca, volta alla conoscenza della sua evoluzione in termini di patrimonio storico, culturale e urbanistico. Il perno dell'indagine urbana ruota intorno alla funzione occupata nel passato e attualmente dagli ex depositi della Sociedade Tècnica Bremensis Schimdt Trost nelle dinamiche del quartiere.
La proposta progettuale, delineata nel capitolo finale, è concepita per la comunità locale e il suo territorio, sempre più massacrato dalla speculazione edilizia, causa della rottura di uno dei nodi socioculturali locali: gli spazi pubblici. Si vorrebbe che, nell'immaginare uno spazio comunitario all'interno di un luogo vivo nella memoria degli abitanti, la cittadinanza possa sviluppare una coscienza di luogo (MAGNAGHI, 2014. p. XIII). Questa promozione del territorio mira a proteggere i beni del patrimonio locale: paesaggi urbani, culture, tradizioni e prodotti. L'abitante di Mooca, attraverso questo nuovo "polo culturale", potrebbe avere un'occasione in più per sentirsi rappresentato da un territorio di cui egli stesso è immagine. Riconnettere la popolazione allo spazio pubblico, luogo della collettività, di convivialità e di rappresentazione sociale, è il primo passo per incentivare uno sviluppo locale auto-sostenibile.
La riqualificazione di aree urbane "marginali", argomento attualissimo, tanto per il Brasile quanto per l'Italia, assume una posizione considerevole nell'ambito dell'evoluzione del sistema insediativo cittadino, perché, mediante il riutilizzo di strutture esistenti e il risanamento di territori degradati, contribuisce a contenere il consumo di suolo nella dimensione urbana, ponendosi in alternativa ai processi di sviluppo estensivo. Pertanto questo studio ambisce ad essere uno dei molteplici sguardi che sognano la fine di Tecla, la città invisibile di Italo Calvino, una città-cantiere, lavoro di costruzione incessante che, come la tela di Penelope, non arriva mai alla sua conclusione e, per tale motivo, non può avere nessuna forma di sostenibilità urbana. La riqualificazione di un'archeologia industriale appare come scommessa di intervento urbano sostenibile e alternativo alle dinamiche urbanistiche attuali; (ri)- connessione del complesso architettonico con la sua dimensione territoriale; recupero ambientale, funzionale, infrastrutturale e identitario di porzioni di tessuto urbano. A questo proposito, Renzo Piano (2014) afferma:
“La prima cosa da fare è non costruire nuove periferie. Bisogna che le periferie diventino città ma senza ampliarsi a macchia d'olio, bisogna cucirle e fertilizzarle con delle strutture pubbliche. Si deve mettere un limite alla crescita anche perché diventa economicamente insostenibile...Oggi la crescita anziché esplosiva deve essere implosiva, bisogna completare le ex aree industriali, militari o ferroviarie...Parlo d'intensificare la città, di costruire sul costruito.”
PERCHÉ MOOCA?
Mooca è conosciuta in tutto il mondo come la Utile Italy del Brasile. Agli emigranti italiani e ai loro discendenti si devono le caratteristiche identitarie del quartiere: le architetture, il "carattere" del popolo, il suo peculiare accento, le tradizioni culinarie e folcloristiche, il culto della famiglia, la religione cattolica e perfino la passione per il calcio.
La spinta che mi ha portato ad eleggere Mooca come area di studio, nasce quindi non solo dall'importante passato operaio e dalla sua eredità edilizia, ma anche dal fatto che il quartiere è stato l'approdo di migliaia di emigranti italiani. In particolare, la mia volontà di studiare l'immigrazione italiana in Mooca e ripercorrere alcune tracce urbane ed architettoniche del quartiere, si deve ad una molteplicità di fattori, in parte personali. La scelta di approfondire questo tema è stata guidata dalle mie radici ma anche dettata dalla curiosità nata dalla mia breve esperienza migratoria come studente universitario in Brasile. Un'altra motivazione è attribuibile alla rilevanza che l’immigrazione ha rappresentato per la formazione di San Paolo, determinando un tratto significativo dell'identità paolistana e italiana in Brasile.
Tra gli svariati cammini percorsi, lo stare lontano da casa mi ha in qualche modo condotto in un metaforico ritorno verso le mie origini, inducendomi a raccogliere e valorizzare i pezzetti d'Italia che incontravo lungo la strada, identificandomi a volte in questi frammenti, nelle vesti di maccarrone in Brasile. L'esempio di Mooca, un "pezzetto gigante", mi ha aperto le porte per l'elaborazione della presente ricerca, permettendomi di stabilire un legame tra i corsi di Laurea in Architettura italiana e brasiliana. L'idea che avevo dell'emigrazione italiana verso il Brasile, prima di realizzare questo lavoro, era condizionata da una visione eurocentrica appresa dalla scuola. Pur illustrando il quadro sociale e politico che motivava alcuni italiani a lasciare il loro paese d'origine, gli insegnamenti si limitavano sempre a raccontare i fenomeni migratori dal punto di vista delle conseguenze che quegli spostamenti producevano nella penisola italiana, ponendo brevemente l'accento sulle fasi di imbarco, viaggio e approdo sul suolo americano e tuttalpiù sulla formazione dei primi insediamenti coloniali. Tali modelli esplicativi non si preoccupavano di chiarire quali fossero le condizioni che il migrante viveva per l'effettivo consolidamento delle nuove comunità, così come trascuravano di trattare lo sviluppo di nuove identità culturali, forse perché i luoghi di arrivo erano visti come colonie o periferie culturali d'Europa.
Da questa prospettiva, la conoscenza del dibattito sull'immigrazione italiana in Mooca e lo studio delle dinamiche urbane di questo quartiere operaio si rivelano essenziali e diventano un modello di analisi per comprendere nella sua complessità il fenomeno migratorio italiano in Brasile.
Relatori
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