Su(per)misura : il centro commerciale come sfida nel riuso della grande scala : il caso del Palazzo del lavoro a Torino
Elisa Dellarossa, Serena Rossi
Su(per)misura : il centro commerciale come sfida nel riuso della grande scala : il caso del Palazzo del lavoro a Torino.
Rel. Valeria Minucciani, Guido Montanari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Siamo abituate alla visione dei Palazzo del Lavoro quasi ogni mattina, viaggiando verso Torino: è un edificio che abbiamo imparato a conoscere durante il corso di studi, arrivando ad apprezzarne, con maggior consapevolezza, le qualità strutturali ed architettoniche. Di fronte alla sua imponenza, ci siamo spesso domandate il perché del suo stato di abbandono, senza trovare una risposta immediata. A colpirci particolarmente, oltre allo stato di degrado in cui si trova, sono state la lenta ma imponente riappropriazione operata dalla vegetazione al suo interno ed il grande senso di rivendicazione dimostrato dai cittadini nei confronti dell'edificio.
Il nostro percorso di tesi ha avuto inizio in un periodo rilevante per la storia del Palazzo, attualmente al centro di discussioni che hanno coinvolto (e continuano a coinvolgere) sia l'amministrazione che la cittadinanza. La proposta di riqualificazione avanzata per l'opera, che ne ha previsto la trasformazione in centro commerciale, è stata infatti in più occasioni contestata dagli abitanti del quartiere Nizza-Millefonti, oltre a essere stata bloccata tramite il ricorso al TAR avviato dalla vicina galleria commerciale 8gallery. Il 20 agosto scorso, poi, un incendio doloso ha colpito la struttura di Nervi, riportando l'attenzione di tutti i torinesi intorno all'urgenza del riuso del Palazzo.
Consce dell'incertezza riguardante i futuri lavori sul fabbricato e guidate dal consiglio della nostra relatrice, abbiamo deciso di affrontare il tema del suo riutilizzo in modo il più possibile realistico, senza rifiutarne a priori un eventuale mutamento in centro commerciale e domandandoci se fosse possibile approcciarsi al tipo del centro commerciale in maniera alternativa. Con l'obiettivo di elaborare un piano di riuso che tenesse conto delle esigenze e dei pareri espressi dai cittadini, abbiamo presto compreso quali difficoltà avrebbero accompagnato il nostro approccio al progetto. La grande scala si è rivelata qualcosa di ben lontano da ogni occasione progettuale da noi affrontata negli ultimi cinque anni. Abbiamo perciò stabilito una serie di strumenti di ricerca che ci avrebbero potuto aiutare a raggiungere il nostro intento: primo fra tutti, una conoscenza più approfondita del Palazzo del Lavoro e del suo creatore, ottenuta non solo consultando i testi dello stesso Nervi e le monografie che lo riguardano, ma anche tramite la visione di filmati d'epoca, documentari, fotografie e dichiarazioni dei testimoni diretti della costruzione dell'opera; ci siamo poi recate diverse volte sul sito di progetto, eseguendo più sopralluoghi esterni e, in particolare, un sopralluogo interno. Il nostro lavoro ha incluso anche le interviste di alcuni tra gli attori interessati alla trasformazione del Palazzo, finalizzate a comprendere i diversi punti di vista sull'edificio e sulle potenzialità del suo riuso.
Un'ulteriore analisi di fondamentale importanza è stata quella riferita allo sviluppo, nei secoli, del commercio e del tipo shopping mali, che non avevamo mai approfondito in modo esteso durante i corsi universitari. Tale studio, condotto attraverso monografie sul tema ed articoli di riviste del settore (soprattutto per quanto riguarda i nuovi orientamenti verso la tecnologia), si è rivelato utile a comprendere quali aspetti del
centro commerciale concorrano, oggi, a mostrarne un'immagine omologata e priva d'identità propria. Abbiamo, inoltre, esaminato alcuni casi di riconversione a funzione commerciale che hanno portato un effettivo miglioramento nelle condizioni di edifici precedentemente abbandonati.
Infine, prendendo spunto dalle peculiarità del Palazzo stesso, è stata sviluppata un'analisi più personale, impostata su tematiche quali la riappropriazione di siti di "scarto" o la mancata monumentalità dell'opera di Nervi.
Il progetto che ne è derivato è l'esito di una lunga serie di ragionamenti che ci ha condotto ad una visione che potremmo definire "ecologica" e che identifica l'architettura come prodotto dell'uomo e, di conseguenza, della natura: sulla base di queste riflessioni ha preso vita il nostro metodo progettuale, improntato all'idea di una diffusione "parassitaria" di volumi all'interno del Palazzo di Nervi. Il progetto, che contiene numerose altre funzioni oltre a quella commerciale e si configura come un proseguimento degli isolati cittadini aH'interno dell'edificio, si sviluppa anche incrementando la già abbondante "invasione" del verde proveniente dall'esterno.
Il lavoro che segue è suddiviso in tre parti: la prima dedicata ad una disamina storica del tipo centro commerciale, la seconda destinata al racconto degli avvenimenti che hanno portato il Palazzo del Lavoro alla sua condizione attuale e la terza contenente la nostra proposta progettuale.
Relatori
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