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Giambartolomei, Chiara

Oltre il PRG i suoi confini : il caso dell'Unione NET.

Rel. Carlo Alberto Barbieri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale, 2016

Abstract:

INTRODUZIONE

La tesi ha come obiettivo quello di cercare di superare i limiti, nell'ambito della pianificazione del territorio, dello strumento normalmente utilizzato, e cioè il Piano Regolatore Generale, proponendo un tipo di pianificazione che scinda la componente strutturale da quella operativa.

Il fine ultimo è infatti quello di effettuare delle prime elaborazioni per poi arrivare alla definizione di un piano innovativo per l'area metropolitana a nord-est di Torino, che sia in linea con i nuovi cambiamenti legislativi: Un Piano Strutturale per l'Unione dei Comuni NET. Per arrivare a definire gli obbiettivi e le linee di azione, si è partiti analizzando innanzitutto il quadro legislativo italiano, dal livello nazionale a quello locale, poi sono stati analizzati nel dettaglio i cambiamenti legislativi a livello regionale, per arrivare infine a definire degli ambiti che saranno la base per la successiva elaborazione del vero e proprio Piano Strutturale; in questo modo si vuole cercare di attuare un buon governo del territorio e di garantire un'adeguata soluzione per un'area governata da Piani Regolatori poco efficaci.

La tesi si articola in tre parti, per un totale di quattro capitoli, ognuno dei quali affronta l'argomento in maniera dettagliata e consequenziale.

La prima parte introduce l'argomento della tesi dal punto di vista legislativo, ed è composta da due capitoli. Nel primo viene analizzato il contesto, l'approccio e i contenuti dell'evoluzione del sistema istituzionale della pianificazione del territorio in Italia dal 1942 ad oggi. Ciò è stato fatto con lo scopo di sottolineare le principali criticità del sistema istituzionale italiano e di mettere in evidenza come sia necessario un netto passaggio verso un processo integrato; ovvero un processo che superi quello di sistema a piani verticali, in favore di un approccio "orizzontale" fondato sulla sussidiarietà e sull'adeguatezza, su metodi e procedure di cooperazione fra gli enti territoriali e di copianificazione e concertazione negli atti di pianificazione.

Questo primo capitolo, è stato fondamentale per quello successivo sulla pianificazione, a livello locale. Tra i vari provvedimenti è stata analizzata la proposta dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), che ha redatto un disegno di legge sui principi fondamentali per il governo del territorio; in particolar modo si è analizzata la posizione presa dall'Istituto sull'innovazione degli strumenti di pianificazione di livello locale, con l'introduzione del piano strutturale, piano operativo, e regolamento urbanistico.

Nel secondo capitolo, viene esaminato l'approccio alla pianificazione della Regione Piemonte, con la specificazione delle proposte di Leggi Regionali, ponendo attenzione soprattutto alla nuova L.R. 3 del 2013, che apre una prospettiva nuova al tema del Governo del Territorio.

Nella seconda parte della tesi, corrispondente al terzo capitolo, sono state poi analizzate tre leggi regionali innovative: la L.R. 20/2000 dell'Emilia Romagna, la L.R. 11/2004 del Veneto e la L.R. 1/2005 della Toscana, che prevedono tutte la divisione tra componente strutturale e operativa della pianificazione. Vengono poi analizzati diversi casi in cui è stata fatta una sperimentazione del superamento della dimensione comunale del Piano, tra cui il "Piano Strutturale di Bologna", il "Piano Strutturale Comunale associato dell'Ambito Faentino" e il "Piano di assetto del territorio intercomunale della comunità metropolitana di Padova".

La quarta parte è il fulcro della tesi, in cui è illustrato il caso applicativo relativo alla costruzione delle basi per la futura elaborazione del Piano strutturale dell'Unione dei Comuni NET (Unione creata nel 2010 e composta da sette Comuni). Per questo territorio la soluzione ritenuta necessaria è stata trovata nell'applicazione di un Piano Strutturale capace di sviluppare al meglio le risorse del territorio, e gestire e regolare a sua volta le diverse trasformazioni, e questo è stato fatto prendendo spunto dai casi-studio analizzati.

Nel contesto della città metropolitana, la formazione di un Piano Strutturale spaziale di Unione è particolarmente importante perché contribuisce alla creazione del Piano Strategico Metropolitano (ora obbligatorio); questo va infatti elaborato in base anche alle esigenze delle zone omogenee che lo compongono. Quindi il Piano Strutturale dell'Unione NET rappresenta un contributo importante al Piano Strategico Metropolitano, ed è poi fondamentale per definire gli esiti e le prestazioni attese.

Nel lavoro di Tesi ci si ferma alla preparazione delle basi per un Piano Strutturale: si delineano infatti obiettivi, opzioni strategiche ed ambiti che saranno fondamentali per realizzare il vero e proprio Piano.

Le parti della tesi sono legate tra di loro da alcune relazioni trasversali, che sono fondamentali per la coerenza del lavoro stesso. Infatti la necessità di riformare il sistema e l'approccio di pianificazione, con il contributo della proposta dell'INU e delle nuove leggi regionali piemontesi, sono stati necessari per capire il pluralismo e i diversi caratteri della pianificazione, e soprattutto il bisogno di innovare gli strumenti utilizzati, specialmente per la pianificazione di livello locale, come nel caso dell'Unione NET.

In conclusione, il lavoro cerca di riordinare i fatti ed esprimere un giudizio, chiedendosi quali siano state le criticità della pianificazione urbanistica tradizionale e quali siano i riscontri che si stanno delineando tramite le nuove scelte di pianificazione.

L'esperienza di tirocinio, svolta presso la Sat srl, ovvero una società di servizi territoriali che ha sede nel Comune di Settimo Torinese, mi ha permesso di relazionarmi con una realtà, quella dell'Unione dei Comuni a Nord-est di Torino, attraverso la quale ho potuto sperimentare questo nuovo approccio del territorio, avendo come obiettivo quello di cercare di superare lo strumento di pianificazione normalmente usato, ovvero il PRG.

Relatori: Carlo Alberto Barbieri
Soggetti: U Urbanistica > UG Pianificazione del paesaggio
U Urbanistica > UH Pianificazione regionale
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4729
Capitoli:

0.Introduzione

PRIMA PARTE

1.A.Evoluzione del sistema di pianificazione del territorio in Italia dal 1942 ad oggi

1.1.Quadro istituzionale della pianificazione

1.2.Livello nazionale o statale

1.3.Livello regionale

1.4.Livello provinciale e metropolitano

1.5.Livello locale

1.6. Dal concetto di urbanistica a quello di "Governo del territorio"

1.6.1.La riforma del Titolo V e i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza

1.7.La necessità di riformare il sistema di pianificazione: da un approccio top-down ad uno bottom-up

1.7.1.Proposta di legge sul governo del territorio: il Disegno di Legge Lupi

1.B.La riforma del livello locale nella pianificazione: dal PRG al Piano Strutturale ed Operativo ed alla pianificazione unionale

1.8.L'obsolescenza del Piano Regolatore Generale

1.9.L'unione di Comuni come modalità per superare la dimensione comunale

1.10.La proposta di legge del governo del territorio dell'INU per la pianificazione locale

1.10.1.Oltre il PRG con la componente strutturale, operativa e regolativa

1.10.1.1.Piano Strutturale

1.10.1.2.Piano Operativo

1.10.1.3.Regolamento urbanistico

1.10.2.Confronto tra Piano Regolatore e Piano Strutturale e Operativo

1.11.Un nuovo approccio alla pianificazione della Regione Piemonte, le proposte delle nuove leggi regionali e le sperimentazioni locali

1.11.2.II disegno di legge 488 del 2007 e la sperimentazione con la L.R. n.1 del 2007

1.11.2.La L.R. n.3 del 2013 (modifiche della Lur 56/1977)

1.11.2.1.Novità introdotte e obiettivi principali

1.11.2.2.L'art. 14bis e i suoi limiti

SECONDA PARTE

2.La sperimentazione del superamento della dimensione comunale del Piano: la pianificazione unionale

2.1.L.R. Emilia Romagna 20/2000

2.1.1.Piano strutturale di Bologna

2.1.1.1.Relazione Illustrativa

2.1.1.2.Quadro Normativo

2.1.1.3.Valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale (ValSAT)

2.1.2.Piano Strutturale Comunale associato dell'Ambito faentino

2.2.1.1.Quadro Conoscitivo

2.1.2.2.Progetto del PSC

2.2.1.3.Valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale (ValSAT)

2.2.L.R. Veneto 11/2004

2.2.1.Piano di Assetto del Territorio Intercomunale della Comunità Metropolitana di Padova - P.A.T.I. della CO.ME.PA.

2.2.1.1.Quadro Conoscitivo

2.2.1.2.II Progetto del P.A.T.I.

2.2.1.3.Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.)

TERZA PARTE

3.Caso applicativo: "Il piano strutturale dell'Unione dei Comuni NET"

3.1.Introduzione

3.2.Quadro di riferimento strutturale del Territorio

3.2.1.Inquadramento Territoriale

3.2.2.Quadro Legislativo

3.2.2.1.La pianificazione e programmazione territoriale sovraordinata

3.2.2.2.Buone pratiche e sperimentazioni che hanno portato all'Unione NET: la stagione dei Programmi Complessi

3.2.2.2.1.II PRUSST-2010Plan

3.2.2.2.2.Urban Italia "Set and Three"

3.2.2.2.3.II PTI Reti 2011

3.2.2.2.4.Corona Verde 2

3.2.2.3.Unione Comuni a Nord-est di Torino (NET)

Approfondimento: Zone Omogenee della Città Metropolitana

3.2.2.4.Piano Strutturale di Unione

3.2.2.5.Dalla mosaicatura dei PRG vigenti, le componenti strutturali per l'Unione

3.2.3. Sistema Ambientale - Paesaggistico

3.2.3.1.Rete Idrografica

3.2.3.2.Beni Culturali

3.2.3.3.Sistema del Verde

3.2.4.Sistema Infrastrutturale

3.2.4.1.Sistema ferroviario e del trasporto pubblico Aeroporto Internazionale Torino-Caselle

3.2.4.2.Sistema della viabilità

3.2.5 Sistema Insediativo

3.2.5.1.Evoluzione insediativa

3.2.5.2.La dinamica evolutiva della popolazione

3.2.6.Analisi Economica

3.2.6.1.Sistema Produttivo

3.2.6.1.Analisi dei servizi

3.3.Potenzialità e criticità del territorio

3.4. Obiettivi per uno sviluppo territoriale integrato dell'Unione

3.5.Schema strutturale e programmatico del territorio: azioni ed esiti attesi di sviluppo operativo nel piano Strutturale

3.6.Articolazione del territorio in ambiti

3.7.Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

QUARTA PARTE

4. Conclusioni

4.1.Riferimenti Bibliografici e Sitografici

4.2. Indice tavole

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

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