Villa Raggio a Valmanera: il rilevamento per una sistematica conoscenza finalizzata al restauro
Stefano Bianco
Villa Raggio a Valmanera: il rilevamento per una sistematica conoscenza finalizzata al restauro.
Rel. Grazia Tucci, Emanuele Romeo. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Percorrendo l'autostrada Torino-Piacenza tra i caselli di Asti Ovest e Asti Est è quasi impossibile non notare la presenza di una villa in stile eclettico che per molti rappresenta o segna, anche solo inconsciamente, il passaggio attraverso la città di Asti.
Questa costruzione si chiama Villa Raggio e, proprio per la sua forte presenza sul territorio dovuta al particolare stile architettonico e alla posizione dominante, è conosciuta dalla maggior parte dei cittadini ma, stranamente, di essa si sa poco o nulla.
Ricerche effettuate negli archivi storici locali e regionali non portano ad alcun dato concreto soprattutto sulla sua nascita e, nella storia recente, dieci anni e più di abbandono da parte di uno degli ultimi proprietari l'hanno lasciata spoglia e priva di documentazioni a riguardo
Questa tesi si prefigge lo scopo di dimostrare come, attraverso l'uso e la comparazione di alcune tra le moderne metodologie di rilevamento a disposizione, sia possibile analizzare e collocare nel territorio un oggetto, anche privo di qualunque dato, partendo dalla macroscala fino ad arrivare alla microscala per avere anche gli elementi di dettaglio posizionati sul territorio e in coordinate relative alla cartografia tecnica regionale, CTR, scelta come punto di partenza. Dapprima è stata condotta la ricerca storica, quindi l'individuazione dell'oggetto sulla cartografia esistente per passare poi al rilievo plano-altimetrico dell'intera area di studio, collegata alle mappe suddette tramite la determinazione dei punti fiduciali e di appoggio esistenti e in contemporanea all'istituzione di nuovi caposaldi e nuovi punti di appoggio sull'intera struttura.
Si procede successivamente con l'analisi delle facciate sia attraverso rilievi di tipo topografico e sia con rilievi fotogrammetrici, correlando, mediante i caposaldi e i punti di appoggio istituiti precedentemente, la scala architettonica a quella urbana e a quella territoriale.
A seguire, una delle quattro facciate viene restituita con un prospetto architettonico di dettaglio scala 1:50. L'istituzione di un unico sistema di riferimento ha fatto sì che tutti i dati di rilievo effettuati a tutte le scale, fino ai particolari e ai decori architettonici di facciata, siano collegati alla cartografia tecnica regionale, CTR, e quindi tutti espressi direttamente in coordinate UTM.
Quello che si è ottenuto è stata l'individuazione di una metodologia di rilievo "georeferenziata" che permette un concreto esame comparato di tutti i dati raccolti e dagli utilizzi molteplici: in campo architettonico (ad es. l'analisi e la cataloga-zione dei fabbricati), archeologico (ad es. l'individuazione spaziale dei siti e la collocazione degli oggetti al loro interno), territoriale-paesaggistica (ad es. la catalogazione e il monitoraggio di movimenti geologici con la possibilità di correlazione tra gli stessi) ed in tutti quei campi dove sia necessario individuare un oggetto, anche privo di qualunque dato spaziale, nella sua posizione assoluta e nel sub livello di dettaglio ottimale sfruttando così a pieno le potenzialità delle tecniche di rilievo e di restituzione oggi esistenti. E' importante puntualizzare come nessuna delle metodologie di analisi e rilievo precedentemente descritte può essere usata da sola per ottenere un risulato di questo tipo; solo integrando e unendo tra loro i vari prodotti ottenuti dalle singole metodologie di rilievo si può riuscire a collazionare quanto fatto, questo perché ogni tipologia e tecnica di rilevamento ha dei vantaggi e dei limiti propri che possono essere superati solo interagendo con le varie tecniche a seconda del prodotto che si vuole ottenere.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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