Costruire in paglia a diverse latitudini : analisi comparativa tra alcuni sistemi costruttivi
Arianna Zanichelli
Costruire in paglia a diverse latitudini : analisi comparativa tra alcuni sistemi costruttivi.
Rel. Francesca De Filippi, Matteo Guiglia, Alberto Perron Cabus. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
Il mio interesse per la paglia nasce in occasione della mia esperienza Erasmus a Grenoble il primo semestre 2015. Durante il corso di "Architecture et Cultures Constructives" frequentato all'Università (ENSAG), mi è stata offerta l'opportunità di partecipare ai workshop dei Grands Ateliers, un polo di ricerca e di alta formazione che mette in relazione pedagogia e pratica, fornendo agli studenti gli strumenti utili per realizzare e sperimentare con le proprie mani la costruzione con tecniche diverse e, principalmente, attraverso l'uso di materiali naturali. In questo momento didattico, insieme alla mia classe, abbiamo progettato e realizzato una casa con struttura in legno e tamponamenti in terra cruda, realizzati con tecniche diverse.
Sotto la guida dei professionisti di "Craterre" abbiamo costruito muri in mattoni di terra cruda, in "BTC" (briques de terre comprimée), in "bauge" (un composto di terra cruda e fibre naturali come la paglia) e molti altri
In questo quadro si inserisce la mia tesi. Grazie al supporto fornitomi dallo studio Aitec, dall'Ingegnere Guiglia, dall'Ingegnere Cabus e dalla mia relatrice, la Professoressa Francesca De Filippi, ho condotto un'analisi per ottenere una base scientifica e modalità d'impiego tecnicamente corrette in grado di attualizzare questo sistema costruttivo, in parte ancora legato a tecniche tradizionali. Il lavoro svolto in quest'ultimo periodo, mi ha permesso di comprendere meglio la mia attitudine per l'Architettura naturale e ha rafforzato la volontà di proseguire questo percorso nella mia attività futura.
1.1 Obiettivi dell'analisi L'analisi è suddivisa in due parti. La prima considera la ricerca delle differenze di impatto ambientale e di costi tra tre diversi sistemi costruttivi ma caratterizzati da medesimi valori di fabbisogno energetico per il riscaldamento: un sistema in paglia, un sistema in X-lam e un altro in latero-cemento. Si sono indagate le reali prestazioni di un edificio di 4 piani f.t. in paglia a regime invernale, attraverso la restituzione di dati scientifici e comparando gli output a quelli di altri sistemi costruttivi più convenzionali. L'obiettivo è quello di fornire validi strumenti per la valutazione di questa tecnica, in termini di prestazione energetica, di sostenibilità e di costi, svincolandosi dall'idea progettuale della casa di paglia monofamiliare e puntando su costruzioni pluripiano a maggior densità. Assodata l'efficienza della paglia a regime invernale, si è esaminato il comportamento estivo. Attraverso alcuni studi sulla "pelle" dell'edificio si vuole comprendere se la paglia risulti maggiormente consona all'isolamento dal freddo, dal caldo o si riveli con un ottimo comportamento in entrambi i casi.
Introduzione
Questa tesi si propone come un'indagine sulle caratteristiche e sulle potenzialità della paglia come materiale da costruzione alternativo ed efficace, soffermandosi in particolar modo sui suoi comportamenti termici in diverse situazioni climatiche. Un'edilizia che sfrutti la paglia aiuta a valorizzare i prodotti di scarto della filiera agricola offrendo una seconda vita alla paglia come tamponamento o per realizzare le strutture portanti di un'abitazione. Le caratteristiche della paglia come materiale edile, vengono indagate attraverso delle simulazioni elaborate con il software ProCasaClima al fine di comprendere in maniera approfondita, il comportamento a regime invernale e a regime estivo. La scelta di studiare questo materiale deriva dall'attuale, maggiore, presa di coscienza rispetto all'ambiente. L'economia globale vive un periodo di crisi dovuto all'imminente esaurimento delle risorse non rinnovabili e si discute sempre più sulle possibili soluzioni da ricercare per evitare un crack globale. Grazie ai nuovi spazi dedicati ai temi ambientali e ad inconfutabili dati scientifici che dimostrano un cambiamento climatico in atto, causato dall'attività antropica, oggi si sta riscoprendo un approccio che minimizza l'impatto sull'ecosistema e che preserva la ricchezza della nostra biosfera dallo sfruttamento intensivo delle sue risorse. Se da una parte c'è ancora chi sostiene il potenziamento della tecnologia nucleare, dall'altra troviamo una parte cospicua di persone convinte che il procedimento auspicabile sia quello di lavorare con le forze della natura e non contro di esse, sfruttando le loro potenzialità per ottenere una qualità di vita più alta. La progettazione svolge un ruolo fondamentale in questo quadro: costruire nel rispetto della natura genera delle ricadute positive sull'economia ma anche sul benessere dell'uomo. Solo un'architettura intelligente che dia importanza ad efficienza ed efficacia, e che si ponga come obiettivo la ricerca di un equilibrio tra comfort abitativo e risparmio energetico, può essere la chiave del cambiamento del domani. D'altronde i dati della crisi edilizia che ci ha colpito negli ultimi anni sono chiari: essi dimostrano che soltanto il settore che investe sul sostenibile è l'unico in controtendenza rispetto ad altri rami della costruzione, continuando a registrare crescite significative. Il rapporto dell'Associazione dei Costruttori (Ance) rivela che il settore dell'edilizia sostenibile ha registrato una crescita del 20% dal 2008 mentre il terzo rapporto dell'Osservatorio Innovazione Sostenibilità nell'Edilizia (OISE) del 2014, rivela che riqualificazione edilizia ha raggiunto quota +65% del mercato. La rottura con l'ambiente si è verificata con la nascita dell'Architettura Moderna e con le sue "macchine per l'abitare", determinando, negli anni a seguire, un consumo di energia sconsiderato. Un modello che rientrava nell'immaginario comune, quello di poter disporre di risorse naturali infinite in grado di alimentare una crescita costante. Da allora si è visto il proliferarsi di edifici energivori che hanno contribuito in maniera sostanziale all'accelerazione del consumo di risorse determinando la crisi energetica attuale. E' necessario quindi un cambiamento che investa nella costruzione di case più coibentate ed ecologiche e in abitudini più sane come la riduzione del consumo idrico o l'utilizzo di energie rinnovabili. Le soluzioni veramente ecocompatibili sono però ancora scarsamente adottate perché sussiste una difficoltà nel recepire tecniche e nozioni scientifiche in merito e perché continua a permeare la scelta dettata dall'economicità, spesso portatrice di costi nascosti, a scapito della sostenibilità. L'ampia gamma di innovazioni disponibili e la velocità con cui vengono immesse sul mercato spesso disorientano i progettisti nella scelta del materiale, prendendo la decisione che compete loro, non sempre con l'adeguata consapevolezza. I nuovi materiali, cosiddetti "avanzati", spesso sono caratterizzati da una produzione più impattante, determinando inquinamento e costi più elevati di realizzazione rispetto ai materiali naturali, reperibili in loco, come la paglia. Se non si comprendono i pericoli dell'inquinamento portato nelle abitazioni da alcuni materiali chimici, tossici per la salute dell'uomo e dell'ambiente, si rischia di rimanere vittime dell'instupidimento della tecnicità che vuole sostituirsi alla professionalità intesa come studio di nuove tecnologie ecocompatibili e sperimentazione delle potenzialità dei materiali naturali. I prodotti di nuova tecnologia in alcuni casi eclissano quelli antichi della tradizione, scartati di proposito secondo la convinzione comune che il progresso ne dia alla luce di migliori. Intraprendendo questa strada si perdono inevitabilmente le conoscenze sull'uso dei materiali locali e sui loro vantaggi. La terra, la pietra, il legno e la paglia possono rivelarsi adatti alle efficienze di comfort e di performances del XXI secolo e a volte migliori rispetto alle scelte convenzionali se studiati per essere adattati alle nuove normative energetiche e strutturali, inoltre danno un forte contributo alla valorizzazione del patrimonio archeologico.
Conciliando materiali naturali e performance energetiche avanzate, prendendo il meglio di ogni settore con l'obiettivo di proporre nuove soluzioni, e passando attraverso la certificazione ambientale, si ottiene una qualità edilizia complessiva più elevata che rappresenta un passo importante verso la ricomprensione e la tutela del pianeta Terra.
- Abstract in italiano (PDF, 446kB - Creative Commons Attribution)
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Relatori
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