Interpretazione delle dinamiche trasformative del paesaggio in un'area tutelata : il caso della Collina torinese
Jessica Piccione
Interpretazione delle dinamiche trasformative del paesaggio in un'area tutelata : il caso della Collina torinese.
Rel. Claudia Cassatella. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2016
Abstract
Introduzione
L’obiettivo del presente lavoro di tesi è volto all’interpretazione delle dinamiche trasformative del paesaggio in un’area tutelata quale la Collina Torinese, un’area molto estesa che include 30 comuni, 4 dei quali della Provincia di Asti ed i restanti della Provincia di Torino.
La Collina Torinese costituisce un elemento straordinario ed unico nel panorama metropolitano torinese e in quello regionale, legato alle peculiarità del suo territorio che ne conferiscono valore ambientale-paesistico e storico-culturale. Diversi sono, infatti, i fattori che caratterizzano l’area e le attribuiscono valore e riconoscibilità, quali: il carattere geomorfologico del rilievo collinare che si estende ad est della città di Torino, in continuità con il territorio metropolitano ricco di storia e che costituisce un centro importante per la regione, di cui è capoluogo; la presenza del fiume Po che lambisce il versante pedecollinare ad occidente; le ricchezze naturalistiche, in particolare la copertura boschiva e le specie floristiche e faunistiche presenti; la presenza di due Siti di Interesse Comunitario, quali la Collina di Superga ed il Bosco del Vaj e Bosc Grand; l’innumerevole presenza di beni paesaggistici, monumentali, archeologici, architettonici e storico-culturali, cui rappresenta un esempio significativo il sistema di vigne e ville, elemento identitario del panorama collinare, incentrato soprattutto sul versante occidentale; l’importante ruolo che essa ha svolto nelle relazioni regionali e interregionali, in quanto area di transito nei commerci tra le città mercatali e portuali liguri, il Piemonte centrale e l’Europa nord occidentale.
A fronte della molteplicità degli elementi identitari e delle peculiarità del territorio collinare, diversi sono i vincoli che insistono sull'area al fine di preservare l'integrità del vasto patrimonio naturalistico e storico-culturale presente: il vincolo idrogeologico e i vincoli paesistici. Tuttavia, come si vedrà dalle analisi che verranno effettuate, nonostante il vasto sistema di tutele, il fenomeno dell’urbanizzazione che ha caratterizzato in particolare gli anni ’50 e '70, ha comportato fenomeni di dissesto idrogeologico, oltre all’alterazione del paesaggio e del patrimonio naturalistico, aspetti che hanno inciso negativamente sull’immagine del territorio collinare.
Al fine di indagare le trasformazioni e quindi i cambiamenti che il territorio ha subito nel tempo, è stato condotto uno studio analizzando l’evoluzione dell’urbanizzato nel corso degli anni, mediante un’analisi qualitativa data dal confronto delle carte storiche e recenti, ed un’analisi quantitativa dal 1991 al 2015, sulla base dei dati fomiti dal “Piano Paesaggistico Regionale (PPR)”, principale strumento di pianificazione di cui si è tenuto conto. Tale analisi è stata supportata da un’indagine effettuata sul fenomeno del consumo di suolo, rilevando la quantità di superficie consumata dal 1991 al 2013 (in base ai dati disponibili). Il passo successivo è stata un’analisi sugli aspetti scenico-percettivi dell’area, mediante il riconoscimento di tutti quegli elementi (percorsi di interesse paesaggistico-ambientale, beni paesaggistici e storico-culturali, componenti sceniche) che conservano o, in alcuni casi, alterano (fattori di detrazione visiva, quali ad esempio le antenne e i ripetitori) l'immagine del territorio, incidendo sulla fruizione pubblica. Le due analisi effettuate, sul consumo di suolo e sulla percettività, hanno permesso di correlare questi due aspetti, andando a valutare quanto le aree panoramiche (individuate dall'analisi di sensibilità visiva) siano interessate dall’urbanizzazione, indagandone il livello di compromissione. Tuttavia è possibile governare gli aspetti analizzati, grazie ai diversi strumenti di pianificazione che normano l’area, in particolare il Piano Paesaggistico Regionale (di recente adozione) costituisce lo strumento principale, in quanto detta prescrizioni specifiche (per ciascun bene paesaggistico individuato) in relazione agli interventi modificativi dello stato dei luoghi e che possano incidere sulle visuali percepibili da diversi punti riconosciuti.
Il risultato a cui si vuole giungere mediante la serie di analisi effettuate, alcune delle quali svolte ed approfondite durante l’attività di tirocinio, praticato presso l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po e della Collina Torinese, è cercare di cogliere, da una parte, il rapporto tra politiche di tutela e processi insediativi, quindi se effettivamente la presenza di vincoli che insistono sul territorio ha limitato ulteriori espansioni, o al contrario non hanno avuto alcuna influenza; dall’altra il cambiamento di ruolo e di immagine della Collina Torinese, in relazione ai diversi fenomeni che sono avvenuti nel tempo, primo tra tutti l'espansione edilizia, che ha sottratto sempre più superficie naturale, modificando in questo modo l’aspetto dell’area collinare.
A fronte di questo si è cercato di definire delle prospettive di valorizzazione del paesaggio, sulla base dei prodotti ottenuti dalle analisi svolte, e riconoscendo nel Piano Paesaggistico Regionale il mezzo più appropriato per normare e governare l’area in assenza di uno strumento di pianificazione specifico.
Relatori
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