Il futuro del verde verticale : proposte di integrazione normativa e di sviluppo della certificazione di sostenibilità ambientale
Alessandra Perone
Il futuro del verde verticale : proposte di integrazione normativa e di sviluppo della certificazione di sostenibilità ambientale.
Rel. Elena Piera Montacchini, Roberto Giordano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
Il presente lavoro ha come oggetto di studio il verde verticale, ed in parti-colare i sistemi Living Wall, che, alla luce della crescente sensibilità verso gli aspetti di sostenibilità e verso le tematiche ambientali, stanno conoscendo una diffusione sempre maggiore.
I Living Wall System (LWS) possono infatti rappresentare un'interessante scelta tecnologica e formale che, a fronte dei numerosi benefici ormai ampiamente dimostrati dalla ricerca scientifica sia a scala urbana, sia a quella di edificio ed indoor, necessita ancora però di un "riconoscimento" e di un'evoluzione corrispettiva anche a livello normativo e di certificazione ambientale.
Occorre infatti notare che talvolta le aziende, con l'obiettivo di inserirsi nel mercato, presentano i propri sistemi come ‘sostenibili’ solo per il fatto di inglobare vegetazione e di avere quindi un aspetto green, senza essere in realtà supportati da qualità, proprietà e prestazioni effettive e senza essere adeguatamente testati in modo continuativo e prolungato.
È inoltre importante considerare che, in un'ottica di ciclo di vita, le tecnologie Living Wall comportano non solo benefici, ma anche criticità legate ai costi economici, energetici, idrici connessi alla loro produzione, installazione, manutenzione e dismissione. Altri ostacoli alla diffusione sono rappresentati dalla mancanza di conoscenza, legata al fatto che le pareti verdi sono una tecnologia relativamente nuova, i cui benefici non sono completamente conosciuti, soprattutto da parte dei normali cittadini, e dalla scarsità di iniziative pubbliche di supporto, come finanziamenti, sgravi fiscali, ricerche e progetti dimostrativi, programmi di sensibilizzazione e formazione.
Si rilevano poi problematiche di tipo tecnico e rischi associati all'incertezza, in quanto i dati disponibili relativi alle prestazioni non sono ancora stati te-stati in modo sistematico per tutte le fasce climatiche, e la scarsa presenza di esempi di pareti verdi realizzate crea una scarsa fiducia da parte dei potenziali clienti in questo tipo di tecnologia, dovuta anche all'assenza di standard tecnici o regolamenti che funzionino da garanzia.
Affinché i benefici ambientali siano rilevanti, occorre che l'adozione di questo tipo di tecnologie sia diffusa all’interno delle città, perciò a questo punto occorre capire come incentivarne lo sviluppo.
La ricerca prosegue quindi su due fronti:
il ruolo delle politiche pubbliche e della normativa;
il ruolo degli strumenti di certificazione della sostenibilità degli edifici, in particolare il sistema LEED.
Per quanto riguarda le iniziative pubbliche, vengono esaminati i programmi e le normative internazionali a livello sia europeo sia extra-europeo, nazionali e locali, in modo da identificare gli strumenti che potrebbero essere impiegati anche in altre località che attualmente ne sono prive.
Da quest'analisi emerge per esempio che in Italia, a fronte dei numerosi benefici del verde verticale, ad oggi non esistono né detrazioni fiscali applicabili, né una norma UNI (come avviene invece per le coperture verdi), che si rivelerebbero utili nel favorire lo sviluppo delle potenzialità del sistema, e nel regolamentarne progettazione, esecuzione e manutenzione. Per questo si propone una bozza di norma tecnica che, sulla base della norma UNI 11235:2015 “Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde”, garantisca sicurezza, qualità, e prestazioni anche per i sistemi Living Wall, con funzione sia di supporto legislativo, sia di standard comune per le aziende produttrici.
Considerando il secondo punto, si rileva che i sistemi per la valutazione dell'impatto ambientale, pur non essendo imposti a livello legislativo, possono assumere un ruolo molto importante per certificare la sostenibilità e le prestazioni raggiunte dagli edifici in relazione all'intero ciclo di vita, e di conseguenza differenziare e premiare, a livello di mercato immobiliare, gli edifici con riconosciuti caratteri di sostenibilità da quelli che ne sono privi.
Per questo motivo l'ultima parte dello studio è finalizzata a comprendere come l'impiego della tecnologia Living Wall possa contribuire all'ottenimento della certificazione LEED. Vengono dunque individuate aziende italiane e straniere che hanno già cercato di definire i crediti che i LWS possono contribuire ad ottenere, per poi esaminarli e valutarli con un approccio critico.
Questa comparazione mette in evidenza come talvolta il protocollo considerato presenti dei limiti in relazione all'impiego dei sistemi d'inverdimento verticale, in quanto nonostante i numerosi benefici derivanti dall'integrazione di vegetazione nel progetto, questa tecnologia non viene mai considerata direttamente ed esplicitamente all'interno dello strumento di valutazione, a differenza di quanto avviene invece per le coperture a verde.
Inoltre i crediti che presentano finalità e benefici conseguibili teoricamente anche tramite l'impiego dei sistemi d'inverdimento verticale, spesso sono caratterizzati da modalità di acquisizione che si rivelano troppo restrittive e vincolanti per essere applicabili a tali tecnologie.
In quest'ottica vengono presentate alcune proposte di aggiornamento del sistema di valutazione, tramite integrazioni applicabili ai requisiti dei crediti per cui l'adozione del verde verticale può avere un'influenza positiva.
Da quest'analisi emerge come il sistema di valutazione LEED possa essere premiante per le aziende che promuovono l'adozione di sistemi d'inverdimento verticale nel progetto, in particolare a seguito di un lavoro di implementazione ed aggiornamento del protocollo, che peraltro nella maggior parte dei casi non appare eccessivamente complicato, richiedendo il semplice inserimento di opzioni e strategie, da proporre sulla base di buone pratiche già diffuse, la cui validità è dimostrata da numerosi studi e pubblicazioni scientifiche.
Relatori
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