Analisi e gestione del sistema difensivo della città di Venezia in vista della candidatura UNESCO
Silvia Summa
Analisi e gestione del sistema difensivo della città di Venezia in vista della candidatura UNESCO.
Rel. Carlo Mario Tosco, Marco Valle. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
Introduzione
Venezia, dal piccolo e misero rifugio di profughi, quale fu nell’origine sua, divenuta poi per vastità di domini e per arditezza d’imprese uno dei maggiori stati d’Europa, ben potè parere agli storici e ai poeti la vera e naturale erede di Roma.
A. Medin
Le caratteristiche che hanno portato Venezia a costruirne la fama sono da individuare soprattutto nella vastità dei suoi domini, nella sua intensa attività fortificatoria e nell’immenso patrimonio documentario che ne testimonia le gesta.
Per la morfologia dell’insediamento, Venezia ha da sempre vissuto in simbiosi con il mare che le ha garantito forza e fama. Questo stretto legame porta la Serenissima Repubblica ad incentivare i processi tecnologici nella navigazione, supporto fondamentale per la crescita della ricchezza mercantile. Nel corso dei secoli, Venezia si afferma come la città-stato più potente del Mediterraneo, cerniera europea tra est ed ovest, fra mondo musulmano e mondo cristiano. I suoi domini, tanto estesi quanto eterogenei, comprendono, ad oriente i territori dell’Istria, delle città della Dalmazia, del Levante, fino alle isole di Creta e Cipro; ad occidente, invece, i territori del Veneto, incluse importanti città come Padova e Verona, le città lombarde di Bergamo, Brescia, Crema e i territori della Valle Camonica. Da queste campagne espansionistiche, portate avanti tra XI e XVII secolo, ne scaturisce un cauteloso processo di unificazione dei due stati, da terra e da mar, quale unico sistema territoriale, in cui ogni città ricopre un ruolo specifico per la difesa e il prestigio della capitale. Già nel medioevo, all’inizio della sua espansione commerciale, Venezia intraprende un’intensa e capillare opera di fortificazione a difesa dei suoi domini, partendo da quelli sulla riva orientale del mar Adriatico, denominato “Golfo di Venezia” proprio per la presenza di tali possedimenti. L’espansione del dominium verso i mari più orientali e verso l’entroterra occidentale fa si che opere fortificate di matrice veneziana fossero realizzate sempre più lontano dalla madre patria. Mura e torri servono alla difesa degli insediamenti commerciali sia per quanto riguarda lo Stato da mar, sia per lo Stato da terra. I territori dominati dalla Serenissima nel periodo rinascimentale, ancora oggi, danno testimonianza della grandezza e della potenza della Repubblica di Venezia, tanto da porre le basi per una candidatura UNESCO tuttora in fase di svolgimento.
Il presente studio di tesi si colloca proprio nell’ambito della designazione di questi territori a Patrimonio dell’Umanità. Il processo di candidatura è portato avanti dai tecnici del gruppo SiTI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’innovazione), finalizzato all’iscrizione nella World Heritage List UNESCO del sito seriale transnazionale Le opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo. Il sito si estende su tre differenti stati: Italia, Croazia e Montenegro terre vicine, geograficamente e culturalmente, per quell’eredità storica comune che risale ai secoli del dominio veneziano. Le componenti selezionate sono le più emblematiche del progetto difensivo alla moderna, adottato dalla Serenissima Repubblica di Venezia nel periodo rinascimentale. Queste opere sono collegate sia in modo funzionale che strutturale: funzionale, per il ruolo specifico che ciascuna opera svolge all’interno del progetto unitario di difesa; strutturale, per le tecniche costruttive utilizzate. Le città fortificate di Bergamo e Peschiera del Garda, insieme alla città-fortezza di Palmanova sono le componenti rappresentative dell’antico Stato da terra. Il sistema difensivo di Zara, la Fortezza di San Nicola a Sebenico, il sistema difensivo di Lesina, la città fortificata di Curzola, il Forte mare di Castelnuovo e le città fortificate di Cattaro e Dulcigno tracciano la linea di difesa dello Stato da mar. Il sistema difensivo della città di Venezia, invece, fa da cerniera tra i domini da terra e i domini da mar.
La mia esperienza di tirocinio, portata avanti presso gli uffici SiTI, mi ha permesso di conoscere e partecipare attivamente alle fasi di svolgimento di una candidatura UNESCO, in particolare alla stesura del dossier riferito ad un dato sito per iscriverlo alla WHL. Oltre all’approfondimento delle tematiche che accompagnano i processi e le valutazioni delle componenti da candidare, è stato utile studiare le tematiche che riguardano l’intero sistema UNESCO, anche quelle non strettamente legate alla candidatura in corso. Il sito Le opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo mi ha consentito, inoltre, di approfondire il tema delle “fortificazioni alla moderna”, dal quale ne è scaturita un’analisi sulla storia dei sistemi difensivi e sull’attuale gestione di questa tipologia di costruzioni.
L’indagine si è focalizzata sul Sistema difensivo della città di Venezia, dalla quale è scaturito questo lavoro. Dopo lo studio teorico degli elementi fortificati della laguna, l’azienda SiTI mi ha dato l’opportunità di rilevare ed esaminare da vicino le opere di difesa veneziane, concedendomi una trasferta presso l’ufficio UNESCO del Comune di Venezia. Lavorare a Venezia mi ha permesso di raccogliere un’importante quantità di materiale utile alla stesura della mia tesi.
Questo studio è divisibile in due sezioni: una è la ricerca sulla storia e sullo stato di conservazione delle costruzioni, l’altra è l’analisi degli aspetti gestionali del Sistema difensivo della città di Venezia.
Nella prima parte vi è un’indagine sull’operato della Serenissima Repubblica, nel quale l’elemento cronologico viene affiancato alla descrizione del patrimonio monumentale e documentario. Tale patrimonio viene ulteriormente approfondito con l’analisi dello stato di conservazione delle fortificazioni della laguna di Venezia e delle dinamiche storiche ad esse strettamente legate. Benché il sistema difensivo di Venezia si dirami su tutta la laguna, gli elementi di spicco oggetto della candidatura sono: l'Arsenale, centro nevralgico per la logistica militare della Repubblica, il Forte di Sant’Andrea, presidio all’ingresso settentrionale della laguna, gli Ottagoni Poveglia e Alberoni, baluardi di quella cortina muraria che per Venezia, città senza mura, è rappresentata dall'acqua della laguna. Venezia è la città in cui si accentra il potere della Serenissima e per questo rappresenta l’area in cui maggiormente si può leggere l’eccezionale lavoro svolto dagli ingegneri militari. Gli elementi che compongono il Sistema difensivo della città di Venezia mostrano un diverso stato di conservazione sia per l’ubicazione sia per l’utilizzo attuale; trattandosi di antiche fortificazioni, non più utilizzate a scopo militare, hanno subito una riconversione funzionale, non sempre in grado di sanare le condizioni di degrado. Nonostante ciò, tutti gli elementi hanno mantenuto integre le loro strutture originarie, garantendo la leggibilità dei caratteri difensivi veneziani.
Nella seconda parte si passa alla disamina degli attori, del quadro normativo e degli strumenti di pianificazione che gestiscono i suddetti beni. Gli attori coinvolti in questo progetto di candidatura organizzano ed attuano delle trasformazioni sul territorio, pianificando, programmando e regolarizzando le trasformazioni, attraverso una serie di strumenti urbanistici e di settore, definiti da leggi nazionali e dalle rispettive leggi regionali. Gli attori istituzionali, sociali ed economici operano per definire e condividere gli obiettivi di sviluppo sostenibile del sito da perseguire nell’ambito dei Piani di Gestione. All’interno delle politiche di gestione del territorio, di fondamentale importanza è la programmazione e la regolamentazione dei flussi turistici e di tutta una serie di servizi ad essi legati, proprio in visione di una candidatura UNESCO.
L’analisi degli aspetti culturali, turistici e gestionali pone le basi per tracciare un quadro quasi completo del sito, affinché sia più facile individuarne le opportunità di sviluppo, attraverso la valorizzazione dei punti di forza e il contenimento dei punti di debolezza. Benché sembri ormai una pratica superata, in questo caso è utile eseguire l’analisi SWOT, in quanto permane la sua utilità ai fini di conoscenza e individuazione delle emergenze/criticità e quale metodologia utilizzata dall’UNESCO per l’osservazione di fenomeni che riguardano il territorio.
Venezia è iscritta alla Lista del Patrimonio Mondiale dal 1987 con Venezia e la sua laguna, adesso concorre nuovamente ad un’altra iscrizione attraverso il Sito seriale transnazionale de Le Opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo. Questa duplice iscrizione esige una costante attenzione da parte dei soggetti istituzionali cui compete il governo del patrimonio, mettendo appunto strategie che garantiscano il raggiungimento di obiettivi capaci di tutelare, valorizzare e promuovere i beni contenuti in quest’area. Ogni sito che intende iscriversi alla WHL deve obbligatoriamente redigere un Piano di Gestione; in questo caso Venezia possiede due Piani di Gestione per il medesimo territorio. Il Piano di Gestione non è un documento finito e concluso, ma avvia un processo e una strategia di tutela e valorizzazione del sito con politiche d’intervento integrate tra i diversi attori. In questo caso la strategia consiste in quel complesso di azioni che, nel loro insieme, concorrono a realizzare nel medio-lungo periodo la vision del sito. La strategia può essere scomposta in un sistema di priorità progettuali che definiscono gli indirizzi del Piano ritenuti più opportuni alla concretizzazione della strategia nel medio-lungo periodo. Per la gerarchizzazione delle priorità e, quindi, per l’individuazione del sistema delle strategie che orientano le azioni e i progetti del Piano di gestione, la metodologia sperimentata consiste nell’individuare le correlazioni tra elementi di debolezza e minacce ricavati dall’analisi SWOT precedente, ordinando tali elementi secondo i reciproci rapporti causa-effetto. Da questo processo ne scaturiranno delle strategie, le quali consentiranno di individuare una serie di priorità progettuali.
Questo studio vuole essere un contributo per Venezia, una proposta di strategie per lo sviluppo sostenibile del sito, nell’ottica UNESCO, che si sintetizza in una “mission di territorio”, sostenuta da progetti specifici finalizzati alla risoluzione di criticità e pressioni agenti sul territorio.
- Abstract in italiano (PDF, 43kB - Creative Commons Attribution)
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Relatori
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