La via per Pemba : linee guida per lo sviluppo di una filiera edile nella città di Pemba in Mozambico
Giulia Ribeiro Carreira
La via per Pemba : linee guida per lo sviluppo di una filiera edile nella città di Pemba in Mozambico.
Rel. Daniela Bosia, Alessandro Floris, Roberto Pennacchio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
L'incontro con la realtà di Pemba, città situata nel Nord del Mozambico e capoluogo della Provincia di Cabo Delgado, è avvenuto la prima volta durante il Laboratorio di Progettazione dell'Architettura 3 al Politecnico di Milano, sotto la guida del Professor De Carli e degli architetti A. Floris e L. Sarfatti. Il nostro compito era quello di ipotizzare un possibile scenario di espansione urbana dal presente al 2050 durante il primo semestre e, durante il secondo, quello di progettare la sede della nuova e più ampia Università Cattolica del Mozambico.
Per la conclusione del mio percorso di studi ho pensato di rifocalizzare la mia attenzione su questa città, tanto interessante quanto complessa. Il nuovo tema, che insieme ai relatori ci siamo proposti di affrontare in questo percorso conclusivo, è quello dello sviluppo di una filiera edile efficiente che possa far fronte alla rapida espansione urbana della città di Pemba. L'Africa infatti, negli ultimi anni, suscita particolare interesse poiché detiene il tasso di crescita dell'urbanizzazione più elevato al mondo: la popolazione residente in città aumenta ogni anno e a questi ritmi la popolazione urbana triplicherà nell'arco di quarant’anni (Bonaglia, Wegner, Africa: un continente in movimento, 2014). Tale fenomeno avrà un impatto importante sullo sviluppo del continente e sulla qualità della vita della popolazione; la necessità di una pianificazione e di migliori politiche territoriali è dunque una priorità.
Analizzando e visitando la città è sembrato subito evidente che l'aspetto di Pemba la rende più simile ad un villaggio di grandi dimensioni rispetto ad una città capoluogo di Provincia. In gran parte del territorio cittadino mancano i servizi idrici, elettrici e fognari; è scarsamente dotata di mezzi pubblici (un pullman e un aeroporto) e il sistema infrastrutturale è da ripianificare e riammodernare. In secondo luogo le abitazioni, costruite con la tecnica tradizionale del pau a piqué, non danno luogo ad un paesaggio urbano diversificato, ma ad una distesa di capanne recintate che non creano interazioni con il contesto urbano che le circonda. Di fatto, a parte il quartiere coloniale di Cimento e qualche via commerciale, Pemba ha le caratteristiche di un grande villaggio, che ben presto però assumerà dimensioni notevoli e a cui si dovrà far fronte con un progetto urbano mirato di cui la municipalità si sta da qualche tempo già occupando.
Di conseguenza anche il modello costruttivo attuale dovrà subire dei cambiamenti, per adattarsi ad un nuovo modo di vivere la città. Attraverso l'analisi delle materie prime presenti sul territorio e sullo studio dell'attuale sistema costruttivo in autocostruzione, la tesi si pone come obiettivo quello di proporre una soluzione costruttiva affine alle abitudini della popolazione e che conservi i caratteri fondanti dell'architettura mozambicana, ma che sappia far fronte alla richiesta futura di abitazioni più durature e confortevoli. Inoltre, con la sperimentazione di un nuovo tipo edilizio, sarà possibile implementare la filiera edile a Pemba, attualmente quasi inesistente, che avvierà la lavorazione di diversi materiali in città creando nuove realtà imprenditoriali.
La stesura della tesi è partita dall'analisi del contesto mozambicano e della città di Pemba, per poi toccare il tema dell'espansione urbana negli anni futuri; per affrontare tale fenomeno sono state individuate poi le materie prime locali utilizzabili in edilizia e da utilizzare nella progettazione di un abitazione tipo.
Nel primo capitolo viene introdotta la realtà mozambicana, attraverso le sue caratteristiche geografiche, morfologiche e climatiche. Queste sono imprescindibili per affrontare il discorso dello sviluppo della filiera edile e dunque della progettazione di un nuovo tipo edilizio: il clima caldo umido e il sole equatoriale hanno imposto considerazioni a proposito del comfort interno degli edifici, dello studio della ventilazione naturale e dell'ombreggiamento. Sempre in questa sede è stata descritta la storia recente del Paese, causa di molte problematiche sociali, economiche e politiche: dal movimento per l'indipendenza dal Portogallo che porta ad una guerra che va dal 1962 al 1975, al conflitto tra due fazioni opposte che portarono ad una sanguinosa guerra civile che durò dal 1981 al 1994. Tredici anni di conflitto per l'indipendenza e tredici anni di conflitto civile hanno indebolito il Paese, che si trova così oggi al 178 posto su 187 per l'Indice di Sviluppo Umano (strumento che misura il benessere di un Paese sotto vari parametri).
Nella seconda parte della tesi si entra nel merito della Provincia nella quale è situata la città di Pemba, analizzandone le potenzialità ambientali ed economiche. La presenza dell' importante Parco Nazionale delle Quirimbas e del relativo arcipelago, collocano Pemba in una posizione strategica per accogliere un flusso turistico che negli anni diventerà sempre maggiore e la città futura dovrà essere in grado di accoglierlo. Ci si focalizza successivamente sull'aspetto attuale della città, attraverso l'analisi dei quartieri, della maglia urbana e della tipologia edilizia esistente, mettendone in risalto sia i pregi che i difetti, e introducendo una breve descrizione delle buone pratiche costruttive in climi tropicali.
Per progettare lo sviluppo di una filiera edile, fondata sullo studio di un nuovo tipo edilizio, si è dovuto ipotizzare la futura espansione della città. Basandomi sugli studi svolti dal team di ricerca del Politecnico di Milano in collaborazione con Reggio Emilia (città gemellata con Pemba) e dalla stessa municipalità della città, sono state riassunte le linee guida per la pianificazione della futura città di Pemba fino al 2050, in modo che possano guidare la progettazione dell'isolato, del lotto e dunque dell'edificio. In questo capitolo si mettono in evidenza gli step attraverso cui la città assumerà le caratteristiche adatte ad accogliere il sempre maggior numero di persone provenienti dall'entroterra, facendolo in modo pianificato e controllato. Il problema riscontrato fino ad oggi è infatti l'assenza di una pianificazione urbana che imponga alle nuove edificazioni di seguire delle linee prefissate per lo sviluppo della città: per evitare che questo accada sono esposte nella tesi alcune idee per guidare questo processo e fare in modo che Pemba si sviluppi con un criterio urbano e funzionale.
In seguito alle previsioni di sviluppo della città sono stati presi in esame i materiali presenti sul territorio e su cui fondare la futura filiera edile dell'abitazione. Sono state individuate tre materie prime (legno, bambù e terra) presenti a Pemba e dintorni, aventi tutte come caratteristica principale la facilità di lavorazione in contesti di autocostruzione.
Il legname è largamente presente in Mozambico, e in modo particolare nella Provincia di Cabo Delgado. E' una risorsa versatile, che si adatta bene alla lavorazione di profilati per l'autocostruzione, e presente in abbondanza nei pressi della penisola di Pemba. Purtroppo non esiste attualmente un regime di tutela delle specie pregiate, che verranno poco usate in edilizia (se non per alcune componenti come gli infissi), e dunque la tesi si propone di evidenziare i rischi di un utilizzo non sostenibile della risorsa, in modo particolare del legname presente nel Parco Nazionale delle Quirimbas. L'uso del legno per il progetto del nuovo tipo edilizio sarà quindi limitato ad alcune parti, poiché i tempi di crescita di questa risorsa sono notevoli; in ogni caso è doveroso pensare ad un utilizzo sostenibile del legno nell'ambito della filiera edile, con la riforestazione delle aree utilizzate per la produzione di profilati. Il bambù è il secondo materiale analizzato, già ampiamente utilizzato per la costruzione degli edifici in pau a piqué (composti da una maglia strutturale di bambù riempiti a sacco da pietra e ricoperti di terra cruda). Tale pianta ha ottime caratteristiche meccaniche, una buona durabilità e inoltre ha tempi di crescita molto rapiti; la scelta del bambù come uno dei materiali da costruzione, permette quindi di minimizzare l'utilizzo del legname, che cresce in tempi più lenti.
La terra consente utilizzi svariati in base alle sue caratteristiche e dunque è un materiale molto versatile. E' stato prelevato un campione nella penisola e sono state svolte prove sia in situ che in laboratorio, per verificarne la composizione e individuarne il conseguente migliore utilizzo in fase progettuale.
Nell'ultimo capitolo vengono illustrate le ipotesi progettuali dell'abitazione futura che derivano dalle analisi svolte sul clima, sullo sviluppo urbano e sulla presenza di materiali locali adatti all'edilizia. In modo particolare si è approfondita la ricerca tecnologica per lo sviluppo immediato della tecnica del pau a piqué, che prende il nome di Pau a piqué "melhorado". Con semplici accorgimenti, adatti nell'ambito dell'autocostruzione, quali la progettazione di un sistema di fondazioni, l'ideazione di una doppia copertura che attutisca la trasmissione del calore solare, e l'utilizzo della terra come materiale di riempimento, si è sviluppato il progetto di abitazioni unifamiliari e bifamiliari. A livello tipologico si è cercato di rendere tali abitazioni più adatte ad un contesto urbano, quindi non più chiuse all'interno di una recinzione come edifici isolati, ma sviluppate in aderenza e sulla testa del lotto, in modo da creare un fronte strada compatto. Una seconda caratteristica delle nuove abitazione è il portico, che da tetto sporgente delle abitazioni unifamiliari per ripararsi dal sole, diventa uno spazio urbano di passaggio da un lato, mentre dal lato interno del lotto conserva un carattere più privato.
Tali ipotesi progettuali sono pensate come linee guida da far presente all'amministrazione locale e di conseguenza ai futuri autocostruttori, che avranno però ancora un ruolo fondamentale nell'adattamento dell'abitazione ai propri bisogni, pur mantenendo invariati alcuni capisaldi della proposta.
Relatori
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