Disconnessioni urbane : tentativi di riqualificazione di aree industriali dismesse : il caso OSI-OVEST
Emanuel Gobbo
Disconnessioni urbane : tentativi di riqualificazione di aree industriali dismesse : il caso OSI-OVEST.
Rel. Maria Adriana Giusti. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Ingegneria Del Cinema E Dei Mezzi Di Comunicazione, 2015
Abstract
Le città hanno visto nascere, nei decenni a cavallo tra XIX e XX secolo, nelle loro aree periferiche insediamenti produttivi e industriali divenuti negli anni centralità aggregative per nuove porzioni urbane. La città contemporanea rinasce dagli spazi residuali e da riconvertire; la quasi totalità degli stabilimenti industriali risulta ormai dismessa e interventi di riconversione sono doverosi per dare nuova linfa vitale ai centri metropolitani. La rigenerazione urbana è una necessità.
Questo elaborato è suddiviso in tre fasi: nel primo capitolo viene affrontato l'argomento dell'archeologia industriale, analizzando testi dagli anni Cinquanta ai giorni nostri. Negli anni Settanta gli studiosi Negri e Borsi apportano un notevole contributo alla letteratura italiana definendo i concetti di Archeologia industriale e di Monumento industriale. Attraverso la lettura di testi più recenti tratto argomenti quali la conservazione del monumento industriale, il riuso di aree industriali dismesse e la qualità nei processi di riqualificazione; nel secondo capitolo, avvalendomi di testi e di siti internet dedicati, ho individuato dieci casi studio, cinque internazionali e cinque italiani, analizzandone gli interventi di riqualificazione. I casi sono introdotti da alcuni grafici che ne individuano alcune peculiarità;
I terzo capitolo è incentrato sulla proposta di riqualificazione parziale di un'area industriale dismessa. Parziale poiché l'area ha subito un primo intervento di riqualificazione attraverso l'insediamento dapprima di un co-working (Toolbox), successivamente di un laboratorio di stampaggio 3d (Fab-Lab) e recentemente di un b&b sperimentale (Casa Jasmina). L'area intervento della mia proposta di riqualificazione è definita dalla porzione restante dell'isolato.
Al fine di restituire alla Città l'area, o almeno una parte di essa, è prevista la demolizione della piastra di copertura e la conseguente realizzazione di due piazze/ingressi. Il ricordo industriale sarà mantenuto vivo dalla conservazione di due strutture da me definite le Navate e di due maniche prospicienti le vie Egeo e Bertini, attribuendo ad esse nuove funzioni. Prevedendo un risvolto etico e sociale dell'intervento, la manica su via Egeo sarà pensata per ospitare le famiglie di alcuni pazienti lungo degenti al vicino Ospedale Mauriziano con una formula ibrida tra b&b e social housing.
Per mantenere un'impronta artigianale e comunque lavorativa dell'area, la manica prospiciente la via Bertini verrà riorganizzata creando quattro residenze per artisti con laboratori privati al piano terreno.
Relatori
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