La ridotta Carlo Alberto presso la fortezza di Fenestrelle : una nuova proposta di conservazione e consolidamento strutturale
Marco Alforno
La ridotta Carlo Alberto presso la fortezza di Fenestrelle : una nuova proposta di conservazione e consolidamento strutturale.
Rel. Carla Bartolozzi, Paolo Napoli, Lorenzo Jurina. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
Premessa
Il presente lavoro di tesi intende indagare una nuova proposta di conservazione e consolidamento strutturale di un fabbricato ottocentesco facente parte della fortezza di Fenestrelle, in Val Chisone (TO), denominato Ridotta Carlo Alberto. Precedenti ipotesi di intervento sono già state mosse, legate alla volontà di un privato cittadino che acquistò il bene dopo l'abbandono avvenuto negli anni 40 del '900, fino ai più recenti progetti d'idee promossi dalla Provincia di Torino. Quest'ultima, infatti, dopo aver espropriato l'edificio nel 2008, indice un concorso di idee per individuare una soluzione per la conservazione e valorizzazione dell'edificio, per poi promuovere un secondo progetto per un impianto di risalita meccanizzata verso il Forte San Carlo. Le grandi opere, esiti del concorso e del progetto della provincia, non sono mai state realizzate e nel 2014 la Regione Piemonte, per mancanza di fondi, dichiara sospeso l'accordo di programma in merito agli interventi da eseguirsi, a favore di un intervento più urgente sulla strada provinciale 172, verso Pracatinat. Oggi, a sette anni dal concorso, la Ridotta versa nelle stesse condizioni nelle quali si è trovata per negli ultimi 60 anni.
Lo studio da me effettuato prende atto di questi precedenti e cerca di proporre delle soluzioni di minimo intervento per riabilitare il fabbricato e riconnetterlo al Forte e alla Valle utilizzando sentieri e collegamenti già esistenti, escludendo quindi l'ipotesi di grandi interventi che, come dimostrato dall'esperienza stessa della Provincia, spesso non hanno futuro. Vengono inoltre indagate soluzioni architettoniche e strutturali poco invasive e coerenti con la rifunzionalizzazione dell'edificio, prendendo in considerazione i vincoli imposti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.
Il Codice dei Beni Culturali (D.L. n. 42/2004) all' articolo 29 dichiara che "nel caso di beni immobili situati nelle zone a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale". Essendo il sito in esame in zona sismica 2, in questa tesi è stato condotto un'analisi sismica per valutare il comportamento strutturale dell'edificio. Al fine di proporre interventi di consolidamento strutturale poco invasivi, ma di garantire comunque un adeguato grado di sicurezza per l'abitabilità, è stata condotta un'analisi sismica non lineare statica (Pushover), nota per essere la più adatta al fine di valutare l'effettiva capacità dell'edificio di resistere alle forze orizzontali, includendo anche la capacità di deformazione plastica, ovviamente esclusa dalle analisi lineari. Visto il grande sforzo computazionale richiesto, una volta in possesso delle informazioni sulle geometrie e sui materiali, si è elaborato un modello numerico a elementi finiti, che ha permesso di stimare il comportamento della fabbrica soggetta ai carichi esistenti e ha consentito di prevedere il suo comportamento nei confronti di quei carichi eccezionali, ma previsti in normativa, rappresentati tipicamente dal vento e dal sisma.
L'output di questo lavoro è quindi una proposta di intervento di conservazione che richieda opere di modesto sviluppo ed estensione, limitando così i costi e l'impatto sull'esistente.
Relatori
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