Mobilità sostenibile : lasciare l'automobile per la bicicletta
Bruna Bervian
Mobilità sostenibile : lasciare l'automobile per la bicicletta.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2015
Abstract
Nel presente lavoro si intende studiare una delle tematiche indispensabili al miglioramento della qualità della vita in città: la mobilità. In termini più specifici, la possibilità di muoversi con efficienza e sicurezza garantendo il massimo dell'accessibilità, specialmente da parte degli utenti deboli della strada, che sono i pedoni e i ciclisti.
L'obiettivo è approfondire le riflessioni nell'ambito della ricerca scientifica sulle problematiche della mobilità urbana e le alternative oggi disponibili all'impiego del mezzo motorizzato individuale, in un'ottica di sviluppo sostenibile: dalla pedonalità al trasporto collettivo, con speciale enfasi nell'uso della bicicletta.
In aggiunta, con il presente studio si intende capire quali siano i fattori necessari per avere città migliori per quanto riguarda la mobilità e più specificatamente quella ciclabile; riflettere sul tema della mobilità sostenibile "nella città contemporanea; sui tipi di mobilità possibili e le esperienze mirate a forme alternative di mobilità.
A questo fine è stato utile assistere alla XX Conferenza Internazionale Vivere e camminare in città, organizzata dall'Università degli Studi di Brescia, ed utilizzare alcuni dei contributi scientifici prodotti dai ricercatori partecipanti e resi disponibili attraverso le pubblicazioni curate dal Centro Studi Città Amica (CeSCAm). Obiettivo è quello di avere un panorama dello stato dell'arte riguardo le buone pratiche di mobilità sostenibile, nella consapevolezza dell'importanza della ricerca scientifica nel tracciare le linee guida per operare correttamente e per riesaminare i risultati.
All'interno del mondo degli "addetti" si riconosce alla bicicletta una valida alternativa all'uso del mezzo motorizzato individuale e pertanto modalità sostenibile di trasporto. In questo contesto, si evidenzia la necessità di indirizzamento delle risorse disponibili per incentivare l'uso della bicicletta. Si parte dal riconoscimento che la sicurezza del pedone in ambito urbano è un tema centrale della vita in città e meritevole di particolare attenzione.
Nel capitolo 1, si fa una breve introduzione sulla disciplina urbanistica, la città in quanto ambiente umano in un contesto di consapevolezza del fatto che le risorse sono limitate, quindi non infinite e in quanto tali presto esauribili. Nel capitolo 2 si parla della necessità di uno sviluppo sostenibile e che comporta politiche e progetti opportuni, con particolare riguardo alla mobilità. Inoltre, si analizzano alcuni benefici della città sostenibile; si fa riferimento alla Conferenza Internazionale Vivere e camminare in città, al concetto di "città amica" e alle sue forme di mobilità (pedonale, dolce, collettiva e complessa). Vengono analizzati la partecipazione in quanto espressione sociale e urbanistica, gli strumenti di sensibilizzazione e gli organismi associativi nel campo della mobilità.
Nel capitolo 3, si considera la mobilità quale fenomeno tipicamente urbano da cui derivano inquinamento ambientale, congestione dei centri abitati e incidenti stradali. Vengono studiati i concetti di mobilità ed accessibilità, oltre a considerazioni sullo sprawl insediativo. Nel capitolo 4 si discute sulla definizione di strada e la pianificazione dei trasporti attraverso gli strumenti Piano Urbano della Mobilità e Piano Urbano del Traffico.
Nel capitolo 5 si arriva ad analizzare le modalità di trasporto alternativo all'uso dell'automobile, le buone pratiche di mobilità sostenibile, le questioni di sicurezza stradale principalmente riguardo agli utenti deboli della strada e la natura della bicicletta come mezzo di trasporto. In aggiunta, si discute sulla pedonalizzazione e sull'ausilio dato al pedone col trasporto pubblico, con enfasi su sistemi di trasporto innovativi quali sistemi ettometrici e metropolitana leggera, oltre all'accessibilità urbana. Infine, si sottolineano gli strumenti di moderazione e riduzione del traffico veicolare quali Zone a Traffico Limitato, Zone 30, strade condivise, car sharing, car pooling, Prontobus-Drinbus, Piedibus, mobility management, ed intermodalità, che consiste nell'integrazione tra i modi diversi di trasporto.
Nel capitolo 6 si approfondisce la mobilità ciclabile in quanto mezzo di trasporto urbano, i fattori inerenti la sicurezza del ciclista, la disciplina per la creazione di piste ciclabili e la normativa italiana di riferimento per la progettazione e realizzazione di strutture per la mobilità ciclabile. Queste ultime possono essere piste ciclabili in sede propria; su corsia riservata (ricavata dalla carreggiata stradale o dal marciapiede); percorsi promiscui (pedonali e ciclabili; ciclabili e veicolari). Altre possibilità di strutture per la mobilità ciclabile non presenti nel regolamento italiano sono le corsie contro il senso di marcia su vie a senso unico, l'autorizzazione data ai ciclisti di transitare nelle corsie dei pullman ed in determinate vie, oltre alla promiscuità tra ciclomotori e velocipedi. I riferimenti utilizzati sono stati nella maggior parte dei casi olandesi e francesi.
In aggiunta, si descrivono le attrezzature ed arredi per la mobilità ciclabile, quale segnaletica stradale (verticale e orizzontale), i parcheggi per le biciclette e gli impianti semaforici; le problematiche delle strutture per la mobilità ciclabile, con esempi di criticità e di cattivo rispetto della mobilità ciclabile; le iniziative per promuovere ed agevolare l'utilizzo della bicicletta quali il bike sharing e la possibilità di trasporto combinato (bicicletta e mezzi pubblici). I riferimenti utilizzati provengono da Olanda e Italia, Brasile e Uruguay.
Nel capitolo 7 si discute la mobilità dolce in ambito extraurbano attraverso le strade verdi o greenway, con particolare attenzione all'esperienza italiana; le potenzialità per un turismo sostenibile; accenni sulla metodologia per la progettazione delle greenway; aspetti inerenti la qualità del percorso e i benefici delle greenway.
Infine, nel capitolo 8 si mette in evidenza la necessità di un cambiamento culturale e degli stili di vita, in una proposta di lasciare l'automobile per la bicicletta negli spostamenti sia in città sia in ambito extraurbano.
Relatori
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