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Piano, Andrea and Piano, Simona

Analisi stratigrafiche : sperimentazione di tecnologie digitali per la rappresentazione multiscalare e multidimensionale : il caso studio di Montemagno, Borgo Nuovo piemontese.

Rel. Carlo Mario Tosco, Roberta Spallone. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta', 2015

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Abstract:

INTRODUZIONE

Lo scopo di questa tesi di laurea consiste nel definire e testare una metodologia di studio per piccoli centri urbani coniugando gli ambiti disciplinari della rappresentazione architettonica con quelli della storia dell’architettura medievale. Il presente lavoro è stato impostato per l’analisi di un borgo di fondazione quattrocentesca, Montemagno Monferrato, che ha mantenuto nel corso del tempo un’estensione territoriale piuttosto limitata; il metodo che ci accingiamo a proporVi è pensato in funzione di insediamenti di piccole dimensioni tra scala urbana, microurbana ed architettonica ed in particolare di Borghi Nuovi medievali. 11 nostro lavoro si è concentrato sullo studio dell’esistente, cercando di definire una metodologia che sia propedeutica per il progetto del nuovo. Gli interventi a scala architettonica sono determinanti nel definire l'immagine urbana e nel conservare effettivamente i manufatti, ma il costruito ex-nuovo spesso rischia di non relazionarsi con l’esistente in modo adeguato, rimanendo “condannato all’impatto dell’estraneità”.

Il nostro studio si inserisce in un percorso personale iniziato con le esercitazioni svolte nel corso di Storia del Paesaggio e dei Giardini con il Professor Tosco, durante le quali avevamo cominciato ad indagare il costruito con frequenti salti di scala, dal territorio alla città, coerentemente con la multiscalarità necessaria per lo studio del paesaggio. Questo aspetto è stato determinante nel definire il nostro modo di lavorare, a livello di ricerca storica, analisi del costruito e restituzione grafica, in modo da gestire contemporaneamente informazioni diverse, differenziandole in base alle esigenze del caso. Il lavoro è stato quindi organizzato approfondendo man mano la scala, dal paesaggio al livello architettonico, concentrandosi inizialmente su elementi non propriamente inerenti l’ambiente costruito, come le politiche dei Marchesi del Monferrato, l’uso agricolo dei suoli, le direttrici di dissodamento del territorio (studio del particellare agrario) e il fenomeno dell’incastellamento. Procedendo a livello urbano, sono stati determinanti il rilievo del nucleo del paese, l’analisi del particellare nei vari catasti disponibili, l’osservazione diretta del costruito e le fonti documentarie, considerando come principale oggetto d’indagine l’edificato e l’impianto della rifondazione marchionale al fine di definire una cronologia delle trasformazioni principali del tessuto urbano, creando le linee guida per lo studio condotto in ambito microurbano, che costituisce invece il primo ambito sul quale abbiamo condotto un’analisi stratigrafica parallelamente alla ricerca documentaria ed a un rilievo. In questo caso lo scopo è definire le vicende architettoniche di un'area dall'estensione limitata a una via, un'isolato o un piazza, senza l’uso di vere e proprie Unità Stratigrafiche Murarie in modo da mantenere una visione d’insieme dell’ambito territoriale. Infine, per la scala architettonica, la porzione determinante dello studio è costituita dall’analisi stratigrafica, pur riprendendo le ricerche d’archivio e le fonti catastali in precedenza analizzate.

La metodologia impiegata nel nostro percorso di Laurea usa strumenti la cui applicazione sul costruito storico è tuttora in fase di studio; rispetto alle ricerche analizzate, però, il nostro approccio utilizza alcune funzionalità di Revit per il controllo della dimensione temporale non ancora particolarmente esplorate, accostandole all’archeologia degli elevati e al tradizionale diagramma di Harris, al fine di agevolarne la lettura. Per quanto limitato alla conoscenza del costruito, il nostro metodo di lavoro condivide i principi della filosofia B.I.M. al fine di organizzare e gestire la ricerca storica in modo efficiente di gestire efficientemente diversi dati, relazionandoli fra loro e favorendo il coordinamento fra i momenti pre-progettuali, la progettazione e la gestione del manufatto e La nostra ricerca ha cercato di appurare se approcci stratigrafici e Building Information Models possano convivere, indagando il modo in cui farli interagire e le relative conseguenze. La filosofia BIM è intervenuta più specificatamente nella gestione multiscalare e multidimensionale del modello, con particolare attenzione alla quarta dimensione, ricostruendo la consistenza del bene culturale in periodi diversi, dalla sua creazione allo stato attuale o alla distruzione, mostrandone l’evoluzione nei secoli e creando materiale direttamente impiegabile nella progettazione di interventi di restauro o funzionalizzazione.

Con il nostro lavoro, alla scala architettonica e microurbana abbiamo accostato rappresentazioni tematiche, abachi delle unità stratirafiche e viste tridimensionali al diagramma di Harris al fine di agevolarne la lettura, introducendo l’analisi stratigrafica e la redazione di un matrix semplificato anche per il livello microurbano.

Coniugare il BIM con l’archeologia stratigrafica individuando le USM nel modello ha permesso di stabilire uno stretto legame fra l’analisi storica e la rappresentazione, descrivendo il modello e gestendolo nei diversi momenti della “vita’" di Casa Accornero e delle sue parti.

Il presente lavoro è articolato in due parti, la prima, teorica, in cui abbiamo delineato un quadro di riferimento e definito la metodologia, e la seconda, in cui abbiamo applicato al caso studio di Montemagno l’approccio precedentemente descritto.

La prima parte è composta da otto capitoli : il primo delinea una panoramica generale del fenomeno dei Borghi Nuovi comunali e signorili, il secondo si concentra sulle forme di rappresentazione dei centri urbani applicabili nella ricerca. Il terzo ed il quarto capitolo si soffermano sullo studio delle fonti catastali definendone le caratteristiche principali, sulle analisi stratigrafiche e sull’archeologia degli elevati. Il quinto capitolo descrive i diversi approcci di rilievo urbano considerati prima di operare ed il sesto esamina diversi casi di modellazione di beni culturali esaminando tecnologie differenti. L’ultimo capitolo descrive infine la metodologia impiegata nell’analisi del caso studio.

La seconda parte è organizzata in cinque capitoli: il primo descrive la storia di Montemagno, mentre il secondo riguarda lo studio del paesaggio, l’analisi del macroparticellare e dell'uso agricolo dei suoli. Il terzo capitolo descrive i caratteri urbani del paese, dall’impianto di fondazione agli elementi costituenti il tessuto urbano, il particellare, i possibili modelli di rifondazione ed il livello microurbano, relativo alle vicende architettoniche del Vicolo V. Il quarto capitolo è inerente all’analisi di Casa Accornero, considerandone la stratigrafia e studiandone gli elementi caratteristici in cotto e in legno. L’ultimo capitolo riguarda infine le conclusioni, nel quale definiamo con approccio critico potenzialità e difetti della metodologia studiata.

Relatori: Carlo Mario Tosco, Roberta Spallone
Soggetti: S Scienze e Scienze Applicate > SD Computer software
U Urbanistica > UN Storia dell'Urbanistica
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura costruzione citta'
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4399
Capitoli:

Introduzione

1. I Borghi Nuovi

I Borghi Nuovi di fondazione comunale

1.1 Situazione storica e nascita in Italia

1.2 Scelta del luogo dell’insediamento

1.3 Forma Urbana

1.4 I Borghi Nuovi del Piemonte

1.5 I Borghi Nuovi di fondazione signorile

2. Rappresentazione dei centri urbani applicabile ai Borghi Nuovi

2.1 La Scuola Torinese

2.1.1 Analisi della rappresentazione dei Borghi Nuovi Piemontesi

nello studio del Prof. Vigliano

2.1.2 Studi svolti dal settore di Architettura Tecnica del Politecnico di

Torino

2.1.3 Analisi svolta dal Dipartimento di Ingegneria dei sistemi edilizi e

territoriali del Politecnico di Torino

2.2 La Scuola toscana

2.3 Analisi a livello Europeo

2.3.1 Studio dell’urbanistica medioevale di Pierre Lavedan

3. Studio delle fonti catastali

3.11 Catasti Storici: il Catasto Sabaudo e il Catasto Francese

3.2 L’analisi regressiva dei Catasti

4. Archeologia Stratigrafica ed Unità Edilizie

4.1 L’approccio del Professor Brogiolo

4.2 L’approccio del Professor Tosco: le Unità Edilizie

4.3 La Stratigrafia Urbana: il metodo adottato per il quartiere cagliaritano di

Stampace

5. Metodologie per il Rilievo urbano

5.1 Rilievo Urbano nel XIX secolo

5.2 Rilievo Urbano nel XX secolo

5.3 II Rilievo urbano oggi

5.4 Rilievo a vista

5.5 Rilevamento Fotogrammetrico per i centri urbani

5.6 Rilevamento con il laser scanner

6. Rappresentare i Beni Culturali

6.1 II concetto di Bene Culturale

6.1.1 La Rappresentazione: tra astrazione e convenzioni grafiche

6.1.2 I “nuovi” Media: possibilità comunicative interattive

6.2 Approcci alla Modellazione Applicata a Beni Culturali

6.2.1 I Modelli Tridimensionali Digitali Figurativi e a Carattere Scientifico

6.2.2 II concetto di scala nel Modello Digitale

6.2.3 Modelli per il rilievo Archeologico

6.3 Modellazione e Software

6.3.1 Software CAD

6.3.1.1 Casi Studio

Il sistema urbanistico della Rua dos Francos a Coimbra

Il borgo medievale di Campo

6.3.2 Procedural Modeling

6.3.2.1 Casi studio

Procedural Modeling of Cities - CityEngine Recostructing Pompei

6.3.3 Information Modeling

6.3.3.1 CityGML

6.3.3.2 Building Information Modeling

6.3.3.3 Implementazione semantica del Building Information Model

6.3.3.4 Parametrizzazione del Costruito Storico ed Historical Building

Information Modeling

6.3.3.5 Interoperabilità

6.3.3.6 Casi Studio

Book Tower di Ghent

Historical Building Information Model di Henrietta Street, Dublino

7. Metodologia di ricerca e rappresentazione utilizzata nella Tesi (Conclusioni Prima parte)

7.1 Rilievo

7.2 Ricerca Storica

7.2.1 Paesaggio

7.2.2 Urbano

7.3 L’Approccio Stratigrafico

7.4 Scelta software

7.5 II BIM e l’Approccio Stratigrafico

8.Caso Studio - Montemagno

8.1 Storia

8.1.1 Dalle origini alla rifondazione

8.1.2 La rifondazione di Montemagno

8.2 Le politiche territoriali marchionali Paleologhe

8.2.1 Città capitali e sistemi di gravitazione della Corte. Da un modello

policentrico al monocentrismo

8.2.2 II sistema difensivo nel Marchesato del Monferrato. Fortificazioni

marchionali e “fortificazioni per delega”

8.2.3 Ruralizzazione

8.2.4 Speculazione

8.2.5 Alto e Basso Monferrato

8.3 Studio del Paesaggio

8.3.1 II Macroparticellare

8.3.2 II Territorio Incolto: usi ed evoluzione negli ultimi secoli

8.3.2.1 L’incolto nel territorio di Montemagno nella seconda metà del Settecento: Boschi e Gerbido verso la pianura del Tanaro

8.3.2.2 L’incolto nel territorio di Montemagno nella seconda metà dell’Ottocento: tra diboscamento e viticoltura

8.3.2.3 L’incolto nel territorio di Montemagno nell’Italia del Boom Economico: una situazione pressoché invariata

8.3.2.4 L’incolto nel territorio di Montemagno ai giorni nostri: rinatutralizzazione e problemi di conservazione

8.3.2.5 Conclusioni

8.3.3 II territorio coltivato: produzione, sistemazioni agrarie ed evoluzione nel corso del tempo. Ricostruzione dell’uso agricolo dei suoli

8.3.3.1 I seminativi

8.3.3.2 I seminativi nella seconda parte del Settecento: tra cereali e masserie nella Valle di Grana

8.3.3.3 I seminativi nella seconda parte del Ottocento: la centralità della Val Grana

8.3.3.4 I seminativi nell’epoca della meccanizzazione dell’agricoltura

8.3.3.5 Viticoltura

8.3.4.1 Sistemazione dei vigneti

8.3.4.2 Uve Coltivate

8.3.4.3 La viticoltura nella Seconda metà del Settecento

8.3.4.4 La viticoltura nella Seconda metà dell’Ottocento

8.3.4.5 La viticoltura a metà del Novecento

8.3.4.6 La viticoltura oggi

8.3.4 II Territorio Urbanizzato

8.3.5 Conclusioni. Considerazioni sullo sviluppo dei coltivi nel territorio di Montemagno

8.4 Analisi dei caratteri urbani

8.4.1 Un modus operandi marchionale

8.4.2 L’impianto della rifondazione paleologa

8.4.3 Le Rittane

8.4.4 Gli Edifici

8.4.5 II sistema delle fortificazioni

8.4.6 Villario extra murario

8.4.7 Microurbano: Vicolo V

8.4.7.1 Testimoni Stratigrafici e caratteristiche dell’abitato di

Montemagno

8.4.7.2 Classificazione delle Unità Edilizie

8.4.7.3 Analisi delle vicende del Vicolo V

8.5 Casa Accornero

8.5.1 Storia

8.5.2 Facciata di Casa Accornero

8.5.3 Stratigrafia dell’Architettura

8.5.3.1 Unità Stratigrafiche ed Elementi Architettonici

8.5.3.2 Cronologia

8.5.4 Analisi degli elementi

8.5.4.1 L’epoca del cotto in Piemonte

8.5.4.2 Tipologie decorative del cotto e produzione

8.5.4.3 Laterizio sagomato di Casa Accornero

8.5.5 Intonaco Graffito

8.5.6 Legno

8.5.6.1 Copertura

8.5.7 Mensiocronologia

9. Conclusioni

Appendice

Studio del particellare urbano Tracce dirette ed indirette

1770

IGM 1880

IGM 1964

Bibliografia

Ringraziamenti

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[CONTINUA]

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