Il bambino e l'ospedale : raccomandazioni e proposte
Carmela Matera
Il bambino e l'ospedale : raccomandazioni e proposte.
Rel. Marco Vaudetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
L'obiettivo di questo studio è il delineamento di una serie di parametri progettuali per la realizzazione di spazi ricreativi in ambito ospedaliero, dedotti attraverso il confronto tra enunciati teorici, connessi al problema dell'ospedalizzazione in età infantile, ed il riscontro pratico derivante dall'analisi di casi di studio su territorio nazionale e internazionale.
L'accresciuta complessità dell'ospedale, la forte introduzione della tecnologia, che porta ad una pratica medica in molti casi più impersonale. Gli stessi progressi della scienza, hanno posto una rinnovata enfasi sulla necessità della umanizzazione dell'ospedale e sull'importanza di riconoscere il diritto dell'individuo all'autodeterminazione e spesso di riformulare garanzie sui diritti dei pazienti.
La ricerca fa riferimento ad uno specifico settore sanitario, quello pediatrico. In particolare si concentra sugli spazi di socializzazione e di gioco e si relaziona con una determinata tipologia d'utenza, il bambino.
Le difficoltà maggiori sono riscontrabili nella definizione ed interpretazione del quadro esigenziale dell'utenza, difficilmente riconducibile a schemi precostituiti, e nell'analisi dei casi di studio, la cui letteratura, ristretta e spesso circoscritta alle pratiche mediche, offre limitate fonti per la comprensione delle effettive soluzioni architettoniche adoperate secondo i principi di un ambiente a misura di bambino. Negli ultimi anni, in particolare in Italia, l'attenzione degli ospedali verso i concetti di accoglienza e umanizzazione, è indubbiamente accresciuta, ma si è concentrata innanzitutto sugli aspetti organizzativo - gestionali (come la riduzione dei tempi di degenza e dei costi), e tecnologici (come l'introduzione di nuove apparecchiature mediche), tralasciando ad operazioni saltuarie, spesso affidate a corporazioni esterne (come le associazioni per la tutela del bambino ospedalizzato) quelli che sono, invece, gli aspetti relativi al comfort ambientale, agli ambienti psicologicamente di supporto e agli spazi pensati per il bambino.
Questo tipo di atteggiamento è spesso riconducibile all'approccio normativo - tipologico a cui gli ospedali italiani più datati fanno riferimento, e che, alla luce di nuove ideologie, si presentano fortemente segnate da un alto livello di invecchiamento, poco flessibili e integrabili, nei confronti del mutare delle esigenze e lontane dal fornire una risposta adeguata ad esse. L'attitudine a livello internazionale, da questo punto di vista, si presenta molto più incline al concetto che vede l'ambiente come un elemento di importante supporto alla pratica medica. In molti casi, quando le strutture ospedaliere risultano poco conformi ed inadeguate, a differenza di quanto avviene in Italia, le strutture vengono totalmente ristrutturate, o radicalmente ricostruite secondo le nuove tendenze e necessità. I migliori centri pediatrici sul territorio internazionale sono situati in strutture che hanno meno di cinque anni di vita.
La ricerca si presenta divisa in tre parti.
La prima parte racchiude la fase di inquadramento teorico connesso al tema, che si pone come obiettivo principale la comprensione dei meccanismi psicologici che la malattia e il processo di ricovero innesca nei bambini, ma anche nei suoi familiari. Il ricovero ospedaliero può essere vissuto dai bambini come un trauma: la separazione dalla famiglia, l’incontro con persone non note ed invasive (medici ed infermieri), l’interruzione degli abituali ritmi di vita e l’ambiente sconosciuto, sono tutti fattori che stressano, spaventano e a volte angosciano i bambini ospedalizzati. All’ospedalizzazione i bambini reagiscono con grande ansia, sentendosi abbandonati e regredendo in modo vistoso, ma è importante effettuare una distinzione per età, sesso, carattere, capacità intellettive, tipo di preparazione attuata prima del ricovero, oltre al tipo di atteggiamento dei genitori e al distacco che con essi subiscono. Lo studio delle maggiori teorie di sviluppo in campo psicologico e psicoanalitico e della psicologia ambientale ha rappresentato un passaggio fondamentale nella costituzione del quadro esigenziale. L'ambiente può rappresentare una fonte di stress ma anche una risorsa per il processo terapeutico: la psicologia ambientale ha permesso di delineare i caratteri principali dei meccanismi percettivi nella comprensione dello spazio, degli oggetti e delle distanze, strettamente connessi alle teorie dello sviluppo. Ad un certo punto dell'analisi è stato necessario restringere il campo della ricerca assumendo un parametro di riferimento, la fascia d'età, approfondendo le peculiarità del bambino in età prescolare (tra i 2 e i 6 anni).
La seconda parte è quella riguardante l'analisi critica e comparativa dei casi di studio. La scelta dei casi è stata guidata essenzialmente dalla loro valutazione e posizionamento nelle principali classifiche, prima a carattere nazionale e poi internazionale, dalla quantità di letteratura progettuale trovata, e dall'attenzione che la struttura presenta nei confronti dei temi trattati.
L'obiettivo di questa analisi è quello di individuare i servizi di accoglienza offerti, e in particolare gli spazi entro i quali questi vengono erogati. A seguito di un approfondita introduzione dei casi, l'analisi si sviluppo in tre fasi: partendo dai dati generali (anno di realizzazione, ubicazione, tipologia edilizia), si passa successivamente all'analisi delle unità ambientali accessorie e complementari, per poi concentrarsi, nello specifico, sugli spazi per il gioco e la socializzazione. Per l'ultima fase di analisi è stato necessario un ulteriore approfondimento sulle principali occasioni di socializzazione e attività ricreative offerte ai bambini ricoverati, e in particolare sul tema del gioco, dell'arte e della scuola in ospedale. A seguito di questa introduzione l'analisi si sviluppa secondo quelli che sono i principali elementi e parametri da considerare nella progettazione di questi spazi dalle attrezzature ai fattori percettivo sensoriali (l'atmosfera, il colore, l'illuminazione, gli stimoli tattili).
A conclusione del lavoro si trova una proposta di rifacimento, di una sala gioco situata presso l'Ospedale Regina Margherita, realizzata dall'Associazione Abio Torino, secondo quelli che sono i criteri da loro seguiti. Inoltre, viene presentata, una proposta generica, ideale, che presenta l'attuazione di quelli che sono i principali parametri di progettazione individuati.
Relatori
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