Tecnologie per il recupero delle strutture lignee antiche
Tiziana Ferraris
Tecnologie per il recupero delle strutture lignee antiche.
Rel. Clara Bertolini Cestari. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Oggetto della tesi è lo studio di una inusuale struttura lignea di fine Seicento, all'interno della chiesa della SS.ma Annunziata nella Certosa Reale di Collegno. L'attenzione è fecalizzata sulle capriate di copertura, asimmetriche, e sulla volta lignea centinata. Il legno è un materiale che risponde bene alla sfida del tempo, se ben mantenuto e se correttamente lavorato ed impiegato, come dimostrano le tante strutture rimasteci dai secoli passati, semplici e primitive o ardite. Si pone oggi il problema della conservazione delle strutture lignee. Verranno analizzate varie tecniche di restauro, di tipo tradizionale o affermatesi in tempi recenti, e comprenderemo come sia complesso realizzare un effettivo equilibrio tra vecchio e nuovo, tra legno ed altri materiali, e quanto sia fondamentale una buona conoscenza e diagnosi del comportamento del manufatto antico.
La Certosa venne fondata da Cristina di Francia nel 1641
L'analisi delle strutture di copertura della chiesa riporta all'attenzione un materiale antico e versatile: il legno. Nell'architettura piemontese dei secoli passati era molto viva la tradizione dei carpentieri. Per poter "leggere" le antiche strutture lignee nel dettaglio, è necessario conoscere bene sia le caratteristiche fisiche, chimiche, strutturali del materiale che i metodi di lavorazione del passato. In generale va ricordato che il legno, pur essendo leggero, ha notevole resistenza a trazione e flessione statica (nella direzione parallela alle fibre) rispetto ad altri materiali tradizionali.
Le strutture di copertura- Le coperture con capriate sono frequentissime nelle architetture del passato, per la loro versatilità: la capriata è una struttura triangolare, formata da più elementi rettilinei ordinati secondo schemi diversi e collegati mediante incastri. Da questo semplice schema ne sono derivati molti altri, anche con l'obiettivo di superare le limitazioni dimensionali degli elementi in legno. Anche la tradizione delle volte e cupole con armatura in legno è molto antica. Il problema principale da affrontare era certamente quello di creare con il legno elementi curvi, senza diminuirne la resistenza. L'idea di Philibert De L'Orme, nel Cinquecento, fu quella di impiegare corti pezzi di legname per ottenere centine leggere, collegate con travetti trasversali. Le tavole dovevano essere sagomate ad arco, accostate e disposte in piani verticali, con giunti sfalsati. La superficie della volta veniva poi realizzata con stuoie di canne inchiodate alle centine, malta ed intonaco. Si trattava di un sistema semplice, leggero e molto economico per edificare grandi ed ariose superfici che potevano essere decorate. Le volte centinate ebbero una vasta diffusione in tutta Europa, in chiese e palazzi. Nella chiesa della SS.ma Annunziata le strutture lignee hanno uno schema insolito formato dalla sovrapposizione di due capriate: una inferiore più grande, ed una superiore più piccola, appoggiata ad una estremità sulla testa del monaco della capriata inferiore. I documenti non ci rivelano il motivo di questa disposizione. Lo schema è a cavalietto con saette per le capriate inferiori, e a cavalietto semplice per quelle superiori. La volta centinata è a botte ribassata con sei lunette per lato. Le centine sono formate da tavole abbinate a due a due, disposte in piani verticali.
Per la salvaguardia delle strutture di legno antiche sono fondamentali le tecniche diagnostiche, che permettono di valutarne lo stato di conservazione. L'ispezione visuale resta fondamentale, anche per la classificazione degli elementi in gruppi omogenei per qualità (le "categorie"). Ad essa possono far seguito varie tecniche di indagine, distinte tra quelle non strumentai) e strumentali. Queste ultime possono fornire valutazioni di tipo locale o globale. I tecnologi devono valutare, caso per caso, quali siano le tecniche più opportune per una corretta diagnosi del manufatto.
Per la valutazione dello stato di conservazione della copertura della chiesa della SS.ma Annunziata sono state elaborate carte tematiche che evidenziano i degradi e i dissesti delle incavallature lignee, ed in particolare i danni dovuti all'umidità e la forte spinta delle capriate superiori.
Il panorama delle tecniche di intervento per il restauro di strutture lignee è oggi molto variegato. Le tecniche sono numerose, sia per interventi puntuali che per consolidamenti globali della struttura, di tipo tradizionale o innovativo. Nell'ottica della conservazione, si intende operare sostituzioni soltanto laddove necessario. L'adeguamento alle normative antisismiche prevede, tra l'altro, l'irrigidimento dei piani di falda (ad esempio con tavolati in legno o croci di Sant'Andrea) e l'apposizione di sistemi longitudinali per evitare la perdita di planarità delle capriate.
Per le volte alla De L'Orme sono previste riparazioni puntuali sulle centine danneggiate (placcaggio laterale o superiore, sostituzione di alcuni elementi o protesi, ripristino di porzioni dell'incannicciato con tela gessata o canne) o interventi globali di rinforzo del sistema di sospensione o della volta stessa.
Gli interventi proposti riguardano in modo particolare le testate delle catene compromesse dall'umidità. Si è scelto di mantenere la non-verticalità dei monaci, che spesso risultano inclinati dalle spinte della capriatella superiore, agendo piuttosto sulle connessioni. Viene dunque progettato un intervento di tipo passivo, un presidio di sicurezza per le capriate la cui testata mantiene una certa consistenza, mentre per quelle più degradate, in cui manca completamente il tallone, si adotta un intervento-presidio di tipo attivo. Se invece la testata della catena presenta un degrado più generalizzato, è possibile realizzare alcune protesi. Si tratta di tecniche di consolidamento che riprendono alcuni suggerimenti dalle pratiche manutentive tradizionali (le protesi in legno massiccio), affiancandoli a soluzioni "leggere" metalliche che non intendono stravolgere il significato statico della struttura. Per la volta, oltre alla ricostruzione della parte mancante con tecniche tradizionali, sarebbero opportune attente analisi della curvatura. Nell'insieme sono da preferire interventi puntuali, dove necessario, evitando possibilmente irrigidimenti generalizzati e cappe estradossali. Conclusioni
La tesi vuole rappresentare un tipo di approccio molto attento all'esistente e a tutte le fasi della sua storia, con l'obiettivo della conservazione. La conoscenza dei metodi di costruzione e lavorazione del passato rimane fondamentale, così come la comprensione del comportamento statico della struttura. Ancora una volta viene dato il giusto rilievo all'osservazione diretta, ricorrendo alle analisi strumentali dove necessario. Si sceglie di evitare gli interventi di consolidamento "pesanti", gli irrigidimenti eccessivi delle connessioni, l'utilizzo esteso di elementi metallici.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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