Deserti commerciali : sottoutilizzo e abbandono dei luoghi del commercio a Torino
Martina Ferrero
Deserti commerciali : sottoutilizzo e abbandono dei luoghi del commercio a Torino.
Rel. Matteo Robiglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
Premessa
Questa ricerca si propone di indagare quel fenomeno di dismissione e progressivo abbandono dei luoghi del commercio, osservabile oggi in molti contesti urbani e extraurbani ma attorno al quale gli studi e le riflessioni risultano ancora decisamente scarsi. Inizialmente limitato ai piccoli comuni, i primi interessati dalla desertificazione commerciale, tale fenomeno risulta ora esteso non soltanto alle periferie urbane ma anche a numerose aree collocate all’interno dei centri cittadini. Secondo un’indagine pubblicata da Confesercenti nel mese di ottobre 2015, il numero di locali commerciali attualmente sfitti in Italia supera le 627mila unità, ovvero il 25% del totale disponibile. Le cause del dilagare delle situazioni di sottoutilizzo o abbandono dei luoghi del commercio non vanno tuttavia ricercate esclusivamente nella forte riduzione della capacità di acquisto dei potenziali consumatori. Alcuni di questi vuoti si collocano ad esempio in contesti ormai saturi dal punto di vista dell’offerta, dove la competizione tra esercizi di vicinato e grandi superfici di vendita risulta essere molto forte. In altri casi entrano invece in gioco questioni come l’accessibilità, la visibilità del complesso o la distanza rispetto ai percorsi maggiormente frequentati. In altre situazioni ancora la scarsa attrattività di un determinato edificio deriva dalla condizione di obsolescenza in cui verte, che lo rende ormai incapace di competere con le nuove realizzazioni. Si tratta tuttavia di un insieme di considerazioni assolutamente generico: come si vedrà in seguito, il mancato successo di un determinato spazio commerciale dipende da fattori che variano infatti da caso a caso. Prima ancora di prendere in considerazione dei casi concreti all’interno della città di Torino si è scelto di andare ad individuare delle possibili "tipologie” di strutture commerciali a cui poter in seguito ricondurre i casi reali.
Ad una breve panoramica circa le esistenti classificazioni degli edifici a destinazione d’uso commerciale, che interessa tutto il secondo capitolo dell'elaborato, segue pertanto un’indagine attorno agli aspetti formali e architettonici di tali edifici. L’analisi definisce e descrive una serie di schemi spaziali e funzionali che risultano ricorrenti e riconoscibili in numerose situazioni, poste talvolta anche in contesti molto differenti tra loro. Sono state individuate in questa fase nove possibili tipologie di edifici ospitanti la distribuzione dei beni commerciali.
Il quarto capitolo si propone invece di andare a rilevare, per ciascuna tipologia definita, una serie di casi concreti di strutture commerciali attualmente dismesse o in condizione di forte sottoutilizzo. Tale casistica, sebbene non sempre esaustiva di tutti gli esempi potenzialmente rilevabili sul territorio, costituisce un campione significativo di quello che è oggi lo stato dei luoghi del commercio torinesi. Il perimetro di analisi considerato varia a seconda della densità di concentrazione della singola tipologia sul territorio.
All’interno del vasto campionario sono state infine selezionate dieci situazioni, una per ciascuna tipologia, analizzate in seguito in maniera più approfondita. Per ciascun caso selezionato si è cercato infatti di rispondere a domande del tipo: quali sono le cause del suo mancato successo? quale il potenziale di trasformazione insito nel caso stesso (o nella tipologia)? quali le strategie e azioni attuabili in relazione a tale potenziale? Il capitolo conclusivo ospita pertanto una serie di “affondi progettuali", più o meno specifici, volti a esplorare le potenzialità e le criticità di ciascun caso. Come si vedrà in seguito, alcune soluzioni presentano una certa replicabilità all’interno del territorio, mentre altre risultano invece più specifiche e pertanto meno ripetibili.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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