Cos'è Felizzano : ordine e disordine nella rappresentazione fotografica di un territorio agricolo e urbano
Ivan Catalano
Cos'è Felizzano : ordine e disordine nella rappresentazione fotografica di un territorio agricolo e urbano.
Rel. Anna Marotta, Vittore Fossati. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2015
Abstract
1. Introduzione
L’idea di questo lavoro nasce dal mio interesse per la fotografia e per il legame che essa ha con l’architettura. Tre anni fa, ascoltando una videoconferenza del 2010, relativa al “Congresso internazionale sui modelli di insegnamento di Architettura, di Toledo, rimasi molto colpito dall’intervento dell’urbanista Bernardo Secchi che citava una sua precedente conferenza, in occasione di una prolusione allo IUAV di Venezia, intitolata “L’architettura salvata dall’urbanistica” in cui egli rifletteva sull’ architettura della città. Secondo il professor Secchi l’architettura poteva essere salvata dall’urbanistica,affidando la leggibilità dello spazio urbano ad un disegno più ampio dell’architettura della città, dando forte importanza allo spazio aperto, riconoscendo che il disegno di uno spazio aperto è un disegno di architettura.
Da quella suggestione iniziale, ho iniziato a considerare la stessa cosa in ambito fotografico: il pensiero che la fotografia potesse salvare l’architettura ha cominciato ad affascinarmi, così ho iniziato a pensare ad uno studio, una ricerca, che potesse in qualche modo avvicinarsi a questa forte affermazione.
Come l’architettura può essere salvata dalla fotografia? Essendo quest’ultima uno strumento di indagine per la città e la sua architettura: essa può contribuire alla lettura critica degli spazi più o meno urbanizzati e delle loro trasformazioni. Inoltre può mettere in ordine gli stimoli visivi presenti nel disordine del reale, rendendo visibili gli effetti di queste trasformazioni, assumendo un ruolo rilevante all’interno di questi processi.
Le fasi di ideazione, studio e redazione di questa tesi sono durate a lungo e hanno attraversato gli ultimi due anni del mio percorso universitario. Questo mio lavoro nasce da un processo lento, che ha visto interruzioni,fasi di ripresa, momenti di crisi e di grande entusiasmo.
Per verificare come la fotografia possa ordinare gli stimoli visivi che riceve dalla realtà abbiamo scelto, insieme al fotografo Vittore Fossati che mi ha guidato nella campagna fotografica, di scegliere un luogo con determinate caratteristiche.
La scelta, apparentemente insolita, della città di Felizzano è stata ispirata dal racconto di Cesare Zavattini, presente nel libro Un paese , in cui l’autore confessa che avrebbe voluto chiudere gli occhi e mettere un dito a caso sulla carta geografica dell’ Italia per iniziare la propria avventura con il fotografo Paul Strand. La scelta di un luogo qualsiasi: questo è il punto di incontro tra la mia ricerca e l’approccio del lavoro di Zavattini. “Più la qualsiasità che la eccezionalità” è l’ideale che ha guidato il lavoro di Strand e Zavattini a Luzzara, e così è diventato pure il mio, anche se nel loro lavoro è prevalente una lettura antropologica del piccolo paese, mentre nel mio è prevalente una lettura architettonica.
Felizzano anziché una città nota: dunque, un paese collocato nel territorio piemontese in provincia di Alessandria, all’incirca a metà strada tra Asti ed Alessandria, sarà il luogo della mia ricerca sul campo e il suo territorio ne sarà il confine.
Gli approcci di metodo di questa ricerca sono due: teorico, partendo dall’ interpretazione degli aspetti formali della fotografia cercando di esplorare se può essere intesa come linguaggio; empirico, studiando le campagne fotografiche storiche e contemporanee per conoscere le varie metodologie di azione e le dinamiche scaturite nei risultati.
La ricerca, radicata e fondata nell’ambito della rappresentazione, riguarda un territorio preso in esame, la città di Felizzano, per documentare come la fotografia possa mettere in ordine gli stimoli visivi che riceve dalla realtà e come il disordine, riordinato dalla fotografia, possa essere utile alla lettura degli spazi urbani facendone un “testo critico” da cui partire per riformulare alcuni aspetti riguardanti il disegno dello spazio architettonico.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
