Et in arcadia ego: il giardino in Europa tra Sette e Ottocento
Consolata Maria Romano
Et in arcadia ego: il giardino in Europa tra Sette e Ottocento.
Rel. Vittorio Defabiani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
L'oggetto della presente tesi riguarda un significativo periodo della storia dei giardini in Europa: il passaggio dal Sette all'Ottocento. L'idea con la quale leggiamo il cambiamento di questo momento è espressa da una frase: Et In Arcadia Ego. E' un motto, e insieme un concetto che sottende a questo fenomeno di gusto dalle proporzioni eccezionali.
Il giungere a un determinato fenomeno storico-artistico è il prodotto di molti fattori che vi concorrono e partono da lontano: sia nel tempo che nella varietà degli ambiti presi in considerazione: la storia, l'arte, la letteratura e non solo. Ci si avvicina all'oggetto di studio tenendo conto di quanto ha contribuito a determinarlo, ciò che lo precedeva ed era attorno alla storia del giardino con rimandi reciproci delle diverse forme d'arte. La frase, che è titolo del percorso compiuto, è analizzata dall'origine del concetto d'Arcadia nato con Virgilio e ripreso nel tempo, alla sua prima comparsa nel quadro omonimo del Guercino, Et In Arcadia Ego, del 1621.
Il suo significato è stato dibattuto dalla attuale critica sia artistica che letteraria della quale si è cercato di individuare motivazioni e percorso, proseguendo l'analisi con due quadri di Nicolas Poussin, l'uno del 1630, l'altro del 1635 circa, aventi per soggetto lo stesso motto. Motto che vuole essere filo conduttore del 'viaggio in Arcadia', nome che accompagna un sentire artistico-letterario che è stato indagato sotto diverse declinazioni tese ad individuare i modelli ideologici che sottendono la trasformazione della struttura e della identità dei giardini tra il XVIII e il XIX secolo.
Arcadia è anche il tìtolo di un romanzo di Jacopo Sannazzaro (1504), il nome dì un'Accademia fondata attorno alla figura della Regina Cristina di Svezia nel 1690, e il comune sentire della poesia di due poeti ( William Wordsworth e Giovanni Pascoli ) che, in epoche diverse, senza parlare d'Arcadia, esprimono il suo spirito. Un sentire legato all'emozione, alla natura, al ricordo., alle simbologie che da Virgilio ai quadri analizzati, conduce a quello dei giardini. L'Arcadia è legata al mito che è tacito assunto dei tanti campi analizzati nella tesi.
La ricerca ha inoltre individuato i legami che dalle arti portano al giardino: dalla poesia all'arte paesaggistica, dall'arte poetica all'arte pittorica, e da quest'ultima al paesaggio. Picturesque infatti rappresenta proprio l'essere dei giardini tra Sette e Ottocento, termine significante la permanenza nell'architettura dello spazio di uno specifico legame ad un particolare tipo di pittura, quella di paesaggio, nata a Roma nella prima metà del Seicento con Nicolas Poussin e Claude Lorrain; artisti che filtrano l'essenza del paesaggio romano come Arcadia rivissuta.
Il giardino è stato riletto nei suoi originali significati mitici e sacri, quanto nelle specifiche caratterizzazioni tra Medioevo ed Età Moderna: l'analisi del giardino tra Sette e Ottocento si costituisce come pregnante riferimento nella linea dell'indagine storico-artistica esposta. Sono stati evidenziati gli elementi caratteristici del giardino da regolare ad irregolare, in relazione alla filosofia coeva: aspetto importante perché il parco paesaggistico ha te sue motivazioni proprio nelle idee di filosofi quali I. Kant, nelle opere di letterati quali F.M. Voltaire nelle creazioni di artisti quali J. Constable e J. M. W. Turner. Il modo di concepire la natura si concretizza poi con il 'pittoresco naturale' e il sublime espresso in filosofia, arte e letteratura e porta all'analisi dei personaggi della storia del paesaggio dipinto, modello di quello vero.
Si prosegue con il parco romantico in letteratura, attraverso due opere significative:
Joulie ou La Nouvelle Héloise (1761) di J.J.Rousseau e Le affinità elettive (1809) di W.Goethe. Il giardino descritto da Goethe diventa espressione compiuta del concetto di parco romantico che si è scelto di leggere come un rimando significativo al quadro Et In Arcadia Ego del Guercino.
Nella seconda parte sono analizzati esempi di giardini tra Sette e Ottocento diversi nella loro concezione, legati ai personaggi che li hanno ideati e colti nel loro valore simbolico dell'Arcadia. Tali tipi di giardino vengono intesi come espressione del 'pittoresco',del 'romantico', dell' 'irregolare', del 'paesaggistico' o 'all'inglese': nasce in Inghilterra ed è legato al cambiamento di gusto che fa seguito alle trasformazioni economico-territoriali, storielle e politiche di questo paese nel riscontro della complessa realtà europea. Dall'analisi di alcuni casi inglesi si passa ad altri esempi di paesi europei (Francia, Italia, Germania, Ungheria e Polonia) che accolgono, secondo modalità loro proprie, il fenomeno del giardino pittoresco.
Relatori
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