Parigi, hôtel Biron : residenza, patrimonio, museo
Cecilia Ferrando
Parigi, hôtel Biron : residenza, patrimonio, museo.
Rel. Edoardo Piccoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
Premessa
Nati come lussuose dimore in città, gli hôtel particulier costituiscono una realtà architettonica prettamente parigina. Oggi a Parigi rimangono più di 400 hôtel particulier. Al contrario di come si potrebbe essere indotti a pensare, la Rivoluzione Francese non si accanisce nella distruzione degli hôtel storici della capitale, per quanto simboli dell'aristocrazia nell'Ancien Regime; ciò nonostante, la rottura col passato è evidente: nella maggior parte dei casi gli hôtel perdono la funzione originaria di dimora di lusso e nuove funzioni si installano nei loro spazi, garantendone (in modo più o meno conservativo) la continuità fisica. In molti casi, gli ex hôtel particulier ospitano funzioni amministrative e politiche: ministeri, ambasciate, residenze presidenziali, banche, tribunali. In una minoranza dei casi, gli hôtel mantengono una funzione di residenza privata, ma, anche in questo caso, raramente si tratta di una residenza appartenente a una unica famiglia, come in origine. Infine, molti hôtel particulier sono oggi musei.
L'integrazione tra la nuova funzione museale e l’hôtel particulier si declina in sfumature diverse: in alcuni casi, l'hôtel è sfruttato come semplice contenitore, intervenendo in modo drastico sugli spazi; in altri casi, il percorso del museo si sposa con il discorso distributivo originario, la cui lettura diventa anch'essa, in una certa misura, contenuto museale.
Dal confronto di una selezione di casi, emerge con chiarezza una dimensione intermedia tra la casa e il museo: quella del collezionismo privato. Molti degli hôtel particulier che oggi hanno la funzione di museo furono in passato maison de collectionneur. In altri casi, gli hôtel hanno storie più complesse, che passano attraverso rifunzionalizzazioni meno lineari: è di grande interesse studiare come l'uso degli spazi sia cambiato nel tempo e quali circostanze storiche e politiche abbiano portato alla scelta di una riconversione come museo.
Tra i numerosi casi parigini di hôtel particulier trasformati e adattati nel tempo, quello dell'hôtel Biron, oggi museo Rodin, è senza dubbio uno dei più belli e dei più complessi e affascinanti.
Costruito nella prima metà del XVIII secolo per Abraham Peyrenc de Moras, l'hôtel è da subito considerato uno dei più belli di Parigi. Passato di mano in mano nel corso del XVIII secolo, l'hôtel vanta ricchissime decorazioni interne e un vasto giardino. All'inizio del XIX secolo si passa dal lusso all'austerità: l'edificio e i suoi annessi vengono venduti dalla vedova Charost alla congregazione religiosa delle Dames du Sacré- Cœur, cambiando drasticamente funzione e aspetto. Con la legge del 1904 sulla separazione Stato-Chiesa, le Dames devono lasciare rue de Varenne: in attesa della liquidazione dei beni delle religiose, le stanze sono affittate a un variegato gruppo di artisti e intellettuali, tra cui, a partire dal 1908, Auguste Rodin.
Da quel momento la vita dell'artista sarà legata all'hôtel Biron, suo atelier e in un certo senso anche casa: lo scultore ama questa architettura e il suo giardino al punto da decidere, per scongiurarne l'annunciata demolizione, di donare tutte le sue collezioni allo Stato alla condizione che l'ex hôtel particulier diventi il museo Rodin.
Dopo complesse vicende politiche, nel 1919 la volontà di Rodin si concretizza. A un secolo dalla morte dell'artista, il museo Rodin è oggi oggetto di un'importante campagna di restauro e rinnovamento dell'impianto museografico. All'alba del secondo secolo di vita del museo, questa tesi propone uno sguardo critico sulle trasformazioni del prestigioso hôtel Biron e sull'adattività della nuova funzione nell'involucro.
Nel caso del museo Rodin, il passaggio da dimora ad atelier d'artista, e infine a museo è graduale e ricco di sfaccettature: senza imporre modifiche sostanziali all'architettura, il percorso museale sfrutta, e allo stesso tempo valorizza, le caratteristiche intrinseche dell'hotel: l'hotel particulier e l'atelier d'artista convivono armoniosamente integrati nella nuova funzione.
Per distinguere i diversi approcci possibili nell'integrazione del contenuto nel contenitore e i differenti gradi di compatibilità, un confronto con altri casi mette in luce l'importanza di conservare, nella transizione da residenza a museo, il carattere distributivo degli hotel, essenza stessa di queste architetture e strumento museografico in potenza.
- Abstract in italiano (PDF, 482kB - Creative Commons Attribution)
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Relatori
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