Fare centro a Giaveno. Un'altra proposta per l'area Anna Frank
Maria Antonietta Signori
Fare centro a Giaveno. Un'altra proposta per l'area Anna Frank.
Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Ho voluto così intitolare la mia tesi in quanto essa va ad aggiungersi ai numerosi progetti di professionisti, docenti e studenti che si sono occupati della riqualificazione dell'isolato Anna Frank nel centro storico di Giaveno.
Quest'area è attualmente occupata da un imponente edificio scolastico costruito negli anni '60, che mal s'inserisce nel contesto storico del borgo, e del cui futuro si dibatte da anni.
Le prime ipotesi di trasformazione del tessuto edilizio del centro storico sono quelle che troviamo proposte nel progetto redatto nel 1997 dai dipartimenti di Progettazione Architettonica e di Casa Città della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Prima fra tutte è fa proposta di sostituzione della scuola elementare Anna Frank con nuovi edifìci a destinazione residenziale e mista.
Consapevole delle difficoltà e dell'importanza dell'area in questione, il Comune di Giaveno indice, nel 2000, un concorso di idee. Estrapolando da! bando stesso si legge che l'Amministrazione Comunale di Giaveno ritiene indispensabile un radicale intervento sulle aree ove attualmente insistono i seguenti immobili, la scuola elementare "Anna Frank" e l'adiacente edificio comunale denominato "Ex-posta".
Conseguentemente al concorso, l'area è già stata oggetto di due tesi di laurea: la prima, redatta da Francesca Tangi nel 2000, sostituisce la scuola con un edificio a destinazione d'uso commerciale, la seconda svolta da Francesca Biddoccu nel 2004 conserva la scuola ridandogli una nuova pelle e una nuova destinazione.
Ecco quindi lo spunto a tema per il mio lavoro, la risposta alle richieste poste in essere dall'amministrazione all'interno de! bando di concorso.
Dopo una prima fase esplorativo/conoscitiva, ho realizzato un modello rappresentante quella parte del centro storico di Giaveno.
La prima scelta operata è stata quella di imprimere un taglio da piazza Ruffinatti a piazza della Ex-posta, creando così quel raccordo in termini urbanistici richiesto dall'Amministrazione nel bando di concorso. Il nuovo percorso urbano, II cannocchiale, è il luogo in cui si rivela la complessità del progetto dovuta all'interconnessione di attività diverse (negozi, uffici, abitazioni e pareheggi) e al forte dislivello tra le due piazze.
Prima ancora di modellare il costruito, ho affrontato la questione del parcheggio sotterraneo, rivedendo così la viabilità veicolare ed offrendo al comune la possibilità di rendere pedonale quella parte del centro storico più viva dal punto di vista commerciale e appena rinnovata dalla nuova pavimentazione in pietra.
Il mio progetto nasce dalla volontà di mantenere e ricreare tracce di relazioni, rendendo l'area permeabile e non barriera qual è stata fino ad oggi.
Vorrei arricchire ed esaltare la struttura urbana e sociale di Giaveno, prolungandola e rinnovandola. Come scriveva Sitte occorre invece nutrire la convinzione che anche oggigiorno sia possibile realizzare cose belle e buone, occorre avere fede nelle stesse ed essere animati d'entusiasmo.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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