La caserma napoleonica "Filzi" a Palmanova : progetto di restauro e rifunzionalizzazione
Chiara Spagnut
La caserma napoleonica "Filzi" a Palmanova : progetto di restauro e rifunzionalizzazione.
Rel. Paolo Mellano, Annalisa Dameri, Monica Naretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
Nel continuo processo di trasformazione del costruito, una tematica molto importante è il recupero di architetture esistenti a cui ridare vita attraverso nuovi usi e funzioni.
Ancora più attuale è la questione riguardante il futuro di interi complessi militari, abbandonati da decenni dopo la dismissione da parte del Demanio militare, il quale ha lasciato in eredità alle amministrazioni comunali grandi scheletri vuoti inutilizzabili.
Per il Friuli - Venezia Giulia questa problematica è diventata via via sempre più importante con il passare degli anni, in quanto molti edifici, a causa del degrado e dell’abbandono, sono parzialmente crollati.
Uno dei casi più eclatanti in regione è la città-fortezza di Palmanova, sul cui territorio cittadino si trovano estese aree demaniali, lasciate a loro stesse da decenni e che ormai la mancanza di manutenzione, la crescita incontrollata di piante infestanti e gli agenti atmosferici stanno distruggendo un patrimonio architettonico unico nel suo genere.
Infatti Palmanova viene progettata e costruita dalla Repubblica di Venezia nel 1593 con l'unico scopo di essere una macchina da guerra a difesa del confine orientale.
Le vicende storiche che si sviluppano nel XIX secolo, vede Palmanova al centro delle contese tra la Serenissima, l’impero Asburgico e Napoleone, i quali a fasi alterne ampliano, migliorano e fortificano ulteriormente la piazzaforte.
Palmanova è sempre stata, quindi, una città militare, fino agli ‘90 quando le caserme vennero chiuse, i soldati trasferiti altrove e gli edifici rimasero vuoti.
In questo progetto di tesi si vuole andare ad approfondire questo tema, ponendo grande attenzione agli edifici che possiedono una valenza storica ed architettonica tale da realizzare un progetto di restauro e rifunzionalizzazione.
É il caso della caserma napoleonica “Filzi”, costruita tra il 1811 e il 1813 dagli uomini di Napoleone durante i lavori di ampliamento della terza cinta fortificata, ed arrivata fino ad oggi praticamente inalterata.
Essa fa parte del complesso della caserma "Ederle”, un’area di 55 mila metri quadri oggi completamente degradata.
La caserma oggetto pii studio è un manufatto molto interessante, per il quale si andrà a sviluppare un progetto di restauro, in cui si analizzerà la tipologia costruttiva, i materiali che ne costituiscono la struttura e le patologie di degradi che si sono sviluppate dopo anni di mancata manutenzione.
Inoltre, il compendio militare è di proprietà comunale dal 2010, e l’amministrazione ha come obiettivo la riqualificazione dell’intera area.
Per questo motivo l’interesse nei confronti di questo manufatto è elevato: si vuole sviluppare una proposta progettuale di rifunzionalizzazione del’edificio, ponendo particolare attenzione alle richiesta di destinare i suoi spazi ad attività e funzioni che ricadano in ambito culturale e turistico, al fine di integrare il manufatto nel già ben avviato circuito turistico-museale che comprende il Parco dei Bastioni e numerosi edifici storici del centro storico.
Un’ulteriore motivazione allo sviluppo di questo progetto è la candidatura a patrimonio mondiale dell’UNESCO, avvenuta negli ultimi mesi.
Relatori
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