Proposta di riconversione per l'Ex-sanatorio "A. Galateo" di Lecce: il centro polifunzionale dello sport
Anna De Filippo
Proposta di riconversione per l'Ex-sanatorio "A. Galateo" di Lecce: il centro polifunzionale dello sport.
Rel. Michele Bonino. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
Il presente lavoro nasce dall'idea e dall'esigenza dell'intera comunità leccese di ridonare vita ad uno degli edifici storici della città di Lecce che vive nel degrado da oltre un ventennio.
L'ex nosocomio "A. Galateo" si edifica nella parte meridionale della cittadina leccese, in asse con l'ex ospedale "Vito Fazzi". L'edificio venne collocato in una zona periferica della città per facilitare le cure dei malati tubercolari dell'epoca. Attualmente la cosiddetta circonvallazione è stata completamente inclusa nella città divenendo un viale di intenso traffico cittadino che crea una divisione nel collegamento tra l'area interessata e il resto della città a nord.
Due date segnano la vita dell'ex ospedale Galateo e la sua successiva mortificazione.
La prima si colloca sul cornicione posto all'ingresso: anno XII dell'Era Fascista, ovvero 1934, anno in cui Benito Mussolini era in città per l'inaugurazione di questo sanatorio, i cui lavori erano diretti dall'ingegnere Oronzo Pellegrino. Il mosaico è interamente conservato sul pavimento. Questo ospedale venne utilizzato per la cura della tubercolosi prima, successivamente per quella del cancro, in ultimo per quella del polmone; si compone di 4 piani e un seminterrato per una superficie di 3600 mq (in stile liberty e con murature in cemento armato) e un parco di oltre 40 mila mq. Nel 1962 ne diventò il proprietario l'Inps, che conserva una parte del parco, divenuto 8 anni dopo dell'ente ospedaliero e nel 1997 della Asl. Attualmente risulta nell'elenco della società di cartolarizzazione della Regione Puglia, messo in vendita.
Ma ad ora non figura alcuna richiesta di acquisto e le ipotesi avanzate non si sono concretizzate: da quella di trasferirvi gli uffici della Provincia, nonostante un accordo già sottoscritto, a quella di trasformarlo nel futuro ospedale pediatrico leccese o in struttura per i poveri. Il prezzo valutato dall'Agenzia del territorio, circa 16 milioni di euro, è il deterrente più ostile a qualsiasi approccio, facendo fallire i piani di palazzo dei Celestini, che nel 2009 aveva calcolato i costi totali dell'acquisto e del restauro in 21,5 milioni-di euro.
In pochi anni lo scenario si è modificato: l'orizzonte traballante dell'esistenza delle Province, il taglio dei costi imposto agli enti locali e la pesante crisi economica rallentano l'evolutività di eventuali progetti. AH'interno sembra esserci stato un terremoto nonostante le strutture portanti restino integre. I vandali e le intemperie hanno rovinato quello che resta delle vecchie camere, sia quelle con la veranda a vista sulla pineta sia gli ambulatori ancora con la targhetta dei medici. Le porte antincendio erano state montate poco tempo prima dell'abbandono, i lavori di restauro dell'ala della radiologia appena iniziati.
Quell'universo autosufficiente che era l'ex Galateo, dove venivano allevati anche i maiali, dove lavoravano carcerati e reietti, è rimasto chiuso dagli anni '90. Questa seconda data segna la vita della struttura. Esternamente il grande parco sta divenendo un cimitero di alberi. Nessuna cura viene messa in atto eccetto quella per la colonia felina qui esistente, data dall'impegno dell'associazione Randage.
Esso si compone di quattro capitoli: il primo contestualizza l'edificio nel territorio e ne analizza l'evoluzione parallelamente a quella della città di Lecce, evidenziandone l'indipendenza evolutiva.
Il secondo capitolo parte dallo studio dei bisogni del territorio e della cittadinanza per sviluppare un progetto che ridoni ad uno spazio indeciso una nuova funzione capace di rispondere, in modo adeguato e del tutto nuovo, alle problematiche della città.
Il capitolo tre espone, secondo una suddivisione tematica, i riferimenti architettonici che hanno influenzato le scelte legate alle problematiche progettuali sorte in sede di ideazione.
Il quarto ed ultimo capitolo raccoglie le tavole tecniche di progetto.
Relatori
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