Palazzo Grassi S.p.a. 1983-1988 : nascita di un'istituzione
Daniela Penna
Palazzo Grassi S.p.a. 1983-1988 : nascita di un'istituzione.
Rel. Edoardo Piccoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
Il lavoro che qui di seguito viene presentato è incentrato sul progetto di restauro e adeguamento impiantistico che interessò Palazzo Grassi, a Venezia, tra il 1984 e il 1986.
La curiosità di approfondire tale tema é nata a seguito della mia partecipazione ad uno stage presso l’archivio progetti della più grande società di ingegneria a livello nazionale, la ex Fiat Engineering, esperienza che, a sua volta, è maturata all’interno di un programma di ricerca e recupero del fondo archivistico stesso, affidato nel 2009 da Maire Tecnimont (attuale proprietaria della documentazione) ad alcuni docenti e ricercatori universitari del Dipartimento di Progettazione Architettonica e Disegno Industriale del Politecnico di Torino.
Più nello specifico, in tale ambito, il mio contributo ha riguardato lo studio di alcuni cantieri di restauro e riuso di edifici storici e monumentali (come Palazzo Grassi, Venaria Reale o Stupinigi) intrapresi dalla società a partire dagli anni ‘80 e da me schedati al fine di confluire nel testo Maire Tecnimont. I progetti Fiat Engineering 1980-2000 (pubblicato nel 2012 a cura della Prof.ssa Michela Comba).
Alla luce di tali studi e con la supervisione del mio relatore (esperto di storia dell’architettura settecentesca e autore, tra gli altri, del saggio Tra restauro filologico e Italia S.P.A.: interventi nel settore dei beni culturali, contenuto nel volume sopra citato) ho quindi avviato, in quest’ultimo anno, un progetto di tesi volto ad approfondire la sola vicenda di Palazzo Grassi, operazione che, più di tutte le altre, ci sembrava utile indagare per riuscire a comprendere perché, a partire dagli anni ‘80, una multinazionale come la Fiat (parallelamente a quanto stavano facendo altre società italiane o straniere) abbia iniziato ad interessarsi al restauro architettonico di grandi fabbriche e come questo intervento abbia contribuito alla definizione o ridefinizione della sua immagine.
Partendo da tali presupposti la tesi è stata quindi articolata in due parti: una prima (basata quasi esclusivamente sulla lettura dei documenti di archivio), volta a capire quali siano state le strategie adottate dall’impresa in campo culturale nell’arco di tempo studiato e, soprattutto, come sia avvenuta la costruzione della macchina decisionale e organizzativa e, una seconda (fondata, invece, sulla lettura della rassegna stampa) finalizzata ad inquadrare la vicenda nelle politiche culturali e nella pubblicistica dell’epoca, in cui il concetto di “Restauro” sembrava essere un tutt’uno con le parole “Riuso”, “Progetto” e, talvolta, “Museo”.
Un epilogo (realizzato sotto la supervisione della Prof.ssa Comba) chiude poi il lavoro spostando l’attenzione sullo studio dei tre fondi archivistici (Archivio Storico Fiat, Archivio Progetti Fiat Engineering e Archivio Corrente della Soprintendenza di Venezia) che sono stati alla base della stesura del seguente elaborato, dei quali vengono messi in evidenza contenuti e limiti, anche in relazione alle problematiche che attualmente interessano tutto il Sistema Archivistico Nazionale.
- Abstract in italiano (PDF, 54kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 53kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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