Inserito in un contesto di riqualificazione urbana, il progetto che propone di analizzare questa tesi è un ex-edificio industriale ormai dismesso da quasi 10 anni e lasciato ad uno stato di progressivo degrado, sito al limite dalla zona del centro di Torino.
Attraverso un'analisi, prima del contesto storico territoriale in cui è inserito l'edificio, poi delle modalità che hanno portato alla sua costruzione nel 1953 all'inizio del periodo di massima ascesa della Fiat, sono state ricercate le motivazioni per ovviare al possibile abbattimento di uno stabile sito in una zona urbana di trasformazione. Riconoscendone quindi, attraverso la ricerca di documentazione storica, la sua valenza architettonica e volendone mantenere la sua identità, è stato prodotto un progetto che mira a non abbattere la struttura esistente.
Le sue elevate dimensioni, quasi 40.000 mq, hanno portato alla ricerca di una metodologia mirata all'ottenimento di un progetto che risulti low-cost, con l'utilizzo di elementi prefabbricati per le partizioni interne, interventi strutturali minimi sull'esistente, mantenimento del disegno originale esterno della struttura.
L'obiettivo del progetto è anche quello di creare una soluzione che possa essere "reversibile", ovvero "costruire nel costruito" con elementi modulari posati a secco, facilmente sostituibili, dando quindi la possibilità all'edificio di cambiare nuovamente destinazione d'uso, mantenendo la struttura originaria, in futuro.
Le caratteristiche base di questo progetto sono quindi la conservazione, la rifunzionalizzazione, la reversibilità, la modularità degli elementi utilizzati per realizzarlo, al fine di "riportare in vita" un edificio ormai dimenticato.