Conoscenza critica sui ponti del Po di Torino
Marco Marson
Conoscenza critica sui ponti del Po di Torino.
Rel. Chiara Lucia Maria Occelli, Luciano Re. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
Introduzione
Il lavoro della tesi si sviluppa intorno a tre grandi fulcri tematici e storici: la città del ponte in pietra, la città della cinta daziaria e la città industriale del Novecento. Tre grandi temi che hanno segnato in maniera nettamente marcata la politica urbanistica nella nostra città.
La ricerca svolta è tesa a creare uno spunto di riflessione su come i ponti si sono rapportati con la città e di come la città si sia rapportata con essi.
Si sono analizzate le vicende urbanistiche principali per meglio comprendere le necessità e le decisioni progettuali della Municipalità in questo determinato frangente storico, il tutto corredato da una puntuale analisi storica e tecnica del singolo manufatto preso in esame.
Il periodo scelto, inizia dal XIX secolo e si sviluppa per circa 130 anni, con una particolare attenzione al variare del clima politico e delle vicissitudini storiche.
Il primo capitolo analizza l’aspetto dell’abbellimento della città, tema tanto caro ai francesi, con la demolizione della mura cittadine, per creare promenades e giardini inglesi e l’incarico dato agli ingeneri dell’ Eco le Polytechniques des ponts et chaussées per la costruzione di un nuovo ponte in pietra, che lascia una mirabile testimonianza dell’ampia padronanza dell’arte della stereotomia posseduta a quei tempi.
Il secondo capitolo affronta il dibattito sulla cinta daziaria e la necessità di collegare meglio le due sponde del Po, già luogo dei primitivi insediamenti industriali cittadini.
Il terzo capitolo si apre con l’ampliamento della cinta daziaria e il rapido incremento industriale di quegli anni. Le industrie non necessitavano più della forza idraulica, per cui abbandonano il Po, per andare ad insediarsi a nord della città; nascono così le barriere operaie. La trattazione termina cronologicamente agli anni 30 del XX secolo, ma per completezza ho approfondito ancora l’intervento di demolizione che decise la Municipalità per quanto riguarda il vecchio ponte di corso Regina Margherita per costruirne uno nuovo, ad arcata unica, totalmente in cemento armato, nel 1968-70.
La storia dei ponti è anche storia delle tecniche, fortemente interconnessa alla città, pertanto se la città appartiene ai cittadini, di conseguenza possiamo ben affermare che anche i ponti appartengono a questi ultimi che li vivono quotidianamente.
Relatori
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