L’approccio BIM ( Building Information Modeling) per la documentazione dell’architettura storica : una proposta applicativa al Castello del Valentino
Paolo Raineri
L’approccio BIM ( Building Information Modeling) per la documentazione dell’architettura storica : una proposta applicativa al Castello del Valentino.
Rel. Antonia Teresa Spano', Filiberto Chiabrando. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
L’obiettivo di questo lavoro è di fornire un contributo alla documentazione metrico-critica di un bene di interesse storico-architettonico utilizzando tecnologie di nuova generazione, e quindi di poter valutare le potenzialità delle stesse in un terreno di così elevato interesse per tutta la comunità degli specialisti che si occupano di conservazione dei Beni culturali. Il bene che ho preso in considerazione è il Castello del Valentino di Torino, uno dei simboli della città e sede dell’Area di Architettura del Politecnico di Torino; più precisamente mi sono occupato dello studio dei locali posti al primo piano interrato, ambienti attualmente destinati a magazzini e depositi ma che in passato costituivano le stanze d’accoglienza del palazzo.
Data la complessità degli elementi costituenti i locali da rilevare (muri, pavimenti, coperture a volta,...) e soprattutto la loro attuale condizione di partizione e presenza di impianti e controsoffitti, per riuscire a restituire i dati nella maniera più realistica possibile, è stato necessario servirsi degli strumenti e delle tecniche maggiormente avanzati nel campo del rilievo architettonico. Con un rilievo tradizionale sicuramente non si sarebbero potuti cogliere tutti gli aspetti caratteristici di questi ambienti, come ad esempio l’andamento a scarpa di alcune murature o la forma irregolare di alcune coperture a volta.
Per queste ragioni è stato necessario eseguire delle scansioni utilizzando un Laser Scanner, strumento che consente di ricavare una nuvola di punti dei quali è possibile conoscere le coordinate 3D di ogni punto rilevato dallo strumento, in modo da conoscere i dati spaziali degli ambienti. Questo laser è stato impiegato prevalentemente per rilevare le coperture a volta di queste stanze, mentre per quanto riguarda i pavimenti sono state utilizzate delle altre tecniche.
Sono state quindi eseguite delle riprese fotografiche dei pavimenti dei locali in modo da ottenere delle ortofoto di tali superfici, ovvero una rappresentazione del pavimento contenente le informazioni geometriche degli stessi.
I rilievi sono stati eseguiti dalle Professoresse arch. Antonia Spanò e arch. Cristina Bonfanti tra il giugno 2008 e il febbraio 2009 nell’ambito delle documentazioni metriche resesi necessarie in vista degli interventi conservativi che stanno interessando varie zone del castello e che in proiezione interesseranno anche i locali in oggetto.
Dalla nuvola di punti ottenuta e dalla sua successiva elaborazione, si sono potuti ricavare degli elaborati 2D quali piante, prospetti e sezioni, utili per testimoniare lo stato di fatto degli ambienti e di valutare dalle geometrie d’impianto possibili informazioni sulla conformazione e destinazione originaria dei locali.
Il mio compito è stato quello di ricostruire virtualmente gli ambienti rilevati servendomi della tecnologia BIM (Building Information Modeling), la quale prevede di realizzare un modello tridimensionale accompagnato da informazioni che possono essere svariate.
La tecnologia BIM, come si chiarirà meglio nei prossimi paragrafi, anche se nata per supportare con un sistema informatico l’intero processo edilizio, dalla progettazione al controllo del cantiere fino alla realizzazione del manufatto, nel mio caso studio sarà asservita a corredare le informazioni del rilievo con altre riguardanti la storia della fabbrica, e per esempio relative ai caratteri dello stato di conservazione degli elementi edilizi o architettonici. Si parlerà pertanto di Historical Bulding Information Modeling, HBIM.
- Abstract in italiano (PDF, 418kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 417kB - Creative Commons Attribution)
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