Un approccio consapevole alla progettazione : dall' LCA al BIM
Andrea Coppo , Alessandro Fantone
Un approccio consapevole alla progettazione : dall' LCA al BIM.
Rel. Riccardo Pollo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Premessa
Nel lessico quotidiano, la parola "crisi" si carica di significati contrapposti, valutando, a seconda dei casi, quali siano i problemi che hanno portato alla recessione e, quali soluzioni adottare per dare una svolta alla attuale situazione.
Gli economisti giudicano la "recessione" che oggi affligge i paesi sviluppati un fenomeno congiunturale, destinato prima o poi a risolversi nella ripresa. Altri invece, giudicano quella che attraversiamo sia una vera e propria crisi di sistema, al tempo stesso economica, ecologica, sociale e culturale.
Tralasciando in questa sede le ricadute sulla salute del pianeta e dei suoi abitanti che questa pratica comporta, ci concentreremo principalmente sul riuscire ad individuare il modo migliore per poter uscire da questa crisi edilizia cercando di trasmettere ai postumi l'idea di un'architettura "consapevole".
L'idea che ci ha ispirato è quindi opposta rispetto a quella che ha la politica deN'edilizia italiana degli ultimi decenni basata solo su criteri quantitativi. E' necessario, a nostro avviso: recuperare, riqualificare, restaurare, o costruendo a nuovo, cercando di non consumare sconsideratamente altri ettari di territorio ed entrare in una concezione più razionale che pensi maggiormente agli effetti futuri che questi interventi possano provocare, introducendo criteri quali il principio dell'economia circolare, come un buon modo per riflettere sul processo edilizio, dalla progettazione, alla costruzione, alla demolizione e riciclo dei materiali utilizzati.
L'impiego di metodologie di valutazione può permettere sia a livello economico, sia ambientale di ridurre il più possibile i rischi legati ad una errata progettazione, divenendo in questo modo un'arma vincente per un'architettura consapevolmente eco-compatibile.
Il nostro obiettivo finale, sarà anche quello di indicare gli strumenti operativi del futuro per rendere più rapide le valutazioni rispetto agli attuali metodi, permettendo in questo modo di ridurre tempistiche e costi nella fase di analisi d'impatto ambientale dei singoli progetti.
Introduzione
Gli impatti ambientali generati dal settore edilizio sono i più rilevanti rispetto a qualunque altra attività umana. Circa ¡1 40% dei materiali utilizzati ogni anno daH'economia mondiale riguarda le costruzioni e si tratta di 3 miliardi di tonnellate di materie prime; un quarto del legno tagliato ogni anno viene utilizzato per le costruzioni; tra il 15 e il 40% del contenuto delle discariche negli Stati Uniti è costituito da scarti dell'attività edilizia1.
In Europa, il riscaldamento e l'illuminazione degli edifici assorbono la maggior parte del consumo di energia (42%, di cui il 70% per il riscaldamento) e producono il 35% delle emissioni complessive di gas serra; inoltre gli edifici e l'ambiente costruito utilizzano la metà dei materiali estratti dalla crosta terrestre e producono ogni anno 450 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e da demolizione, ossia più di un quarto di tutti i rifiuti prodotti. Cresce inoltre progressivamente la complessità di questa tipologia di rifiuto, per la crescente varietà dei materiali utilizzati negli edifici. Ciò limita le possibilità di riutilizzo e di riciclo (il cui tasso è attualmente pari appena al 28% circa) e rende necessaria la costruzione di discariche e l’ulteriore estrazione di minerali. Senza dimenticare i consumi di acqua e la produzione di acque reflue durante l'uso dell'edificio: in Europa il 21% dei consumi idrici sono da attribuire agli usi civili.
Il mercato della costruzione in Europa rappresenta il 10% del PIL e il 7% della manodopera. Anche in Italia il mercato dell'edilizia nel suo insieme rappresenta una percentuale significativa del PIL (negli ultimi anni, tra il 13,5 e il 14,5%).
D'altra parte le tecnologie e i materiali per migliorare l'efficienza delle costruzione sono spesso disponibili sul mercato a prezzi competitivi. Applicando le tecnologie costruttive ad oggi disponibili, è già possibile conseguire una riduzione dei consumi energetici del 50% rispetto all'edilizia convenzionale. Per conseguire un'ampia diffusione di queste tecnologie e materiali nelle ristrutturazioni e nelle nuove costruzioni, tuttavia, sono necessari investimenti formativi su larga scala per sviluppare le necessarie capacità e competenze. Per migliorare l'efficienza
energetica e le prestazioni ambientali delle costruzioni, un ruolo importante può essere svolto dagli enti pubblici e amministrativi sia a scala regionale, sia locale, nel loro ruolo di pianificazione e regolamentazione dell'attività edilizia. La Germania, per esempio, ha attivato un programma di ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente per migliorarne l'efficienza energetica. Ad oggi, grazie a questo programma sono stati ristrutturati oltre 200.000 appartamenti, sono stati creati 5.000 nuovi posti di lavoro e altri 116.000 posti di lavoro sono stati mantenuti2.
Il mercato molto ampio dell'edilizia sostenibile copre sia gli aspetti ambientali (per es. apparecchi elettrici e impianti di riscaldamento efficienti), sia quelli riguardanti la salute degli utenti (per es. la qualità dell'aria all'interno degli edifici) o il loro benessere (per es. l'autonomia delle persone anziane).
Esso comprende lo sviluppo di soluzioni sostenibili per l'edilizia residenziale e non residenziale e per le infrastrutture. Un coordinamento insufficiente della regolamentazione, non soltanto al livello dell'UE ma più specificamente a livello nazionale nel settore della costruzione, associato ad una struttura principalmente locale delle imprese, determina un onere amministrativo considerevole e un forte frazionamento del mercato della costruzione sostenibile. Non sono conosciute a sufficienza le possibilità offerte dall'attuale quadro giuridico in materia di appalti pubblici, che potrebbero favorire la domanda di soluzioni innovative. Inoltre, un approccio anticipatore è indispensabile, per quanto riguarda sia la regolamentazione che le decisioni in materia di appalti pubblici.
Relatori
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