L'Ospedale dei Cappuccini sulla Collina di Sant'Ana a Lisbona : nuovi spazi per la città antica
Michele Francesco Barale
L'Ospedale dei Cappuccini sulla Collina di Sant'Ana a Lisbona : nuovi spazi per la città antica.
Rel. Silvia Malcovati, Sérgio Barreiros Proença. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2015
Abstract
Introduzione
La ricerca progettuale nasce dal desiderio di approfondire la relazione tra il costruito urbano consolidato e lo spazio pubblico in opposizione o in giustapposizione allo spazio privato. Dei numerosi interventi che pongono questo tema come obiettivo primario, di particolare rilievo risultano essere i progetti realizzati nel centro storico di Lisbona che fanno coesistere gli interventi nella città antica con i processi partecipativi, in una compenetrazione di spazi pubblici e privati tali da contribuire al miglioramento di questa parte di città.
Nello spettro delle vicende lisboete legate alla città antica, la Collina di Sant’Ana gioca un ruolo fondamentale e di primaria importanza a livello non solo locale, ma cittadino e nazionale: il progetto di disattivazione degli ospedali nasce infatti dalla volontà dello Stato portoghese di ridurre la spesa pubblica per il settore della Sanità. Dal punto di vista urbano, questo comporta la chiusura del sistema storico degli ospedali della città, collocati sulla collina di Sant’Ana e legati tra loro da relazioni radicate profondamente in questo luogo. A rendere più complesso il quadro, i progetti di fattibilità per i nuovi interventi sulle strutture ospedaliere furono presentati mesi prima che la municipalità redigesse le sue indicazioni strategiche con un piano di intervento per la Collina. L’intervento della cittadinanza fu decisivo nel bloccare l’iter burocratico già avviato per poter ridiscutere i progetti e aprire così un dibattito tutt’ora in corso: tra i temi fondamentali posti in primo piano, l’annullamento dell’identità spaziale della collina.
Si presentano in questo modo le premesse per tentare un approccio che, partendo dal riconoscimento accurato dell’identità morfologica del luogo, consenta di tracciarne un’interpretazione coerente tale da attivare la rigenerazione della città dal suo tessuto proprio.
Base fondante di tale approccio è una lettura di tipo analitico e comparativo dello sviluppo morfologico della porzione di città interessata: questo processo metodologico si inserisce sulla scia delle ricerche condotte dal Forma Urbis Lab della Facoltà di Architettura dell’Università Tecnica di Lisbona, coordinato dal prof. Carlos Dias Coelho. Il metodo consente di analizzare, a partire da fonti cartografiche, il tessuto urbano per risalire alle relazioni che il tracciato instaura con gli aggregati di edifici, configurati come isolato. Comparando tale lettura con analisi condotte su carte topografiche storiche, è possibile determinare come lo sviluppo dello spazio privato abbia influito sullo spazio pubblico, e viceversa, vale a dire le relazioni che costituiscono l’identità intrinseca del luogo.
L’individuazione di tali relazioni ha consentito in prima battuta di determinare l’area di intervento, e in un secondo momento di elaborare un progetto coerente.
Tale lavoro tuttavia avrebbe perso di significato senza recarsi in loco per rilevare quanto la cartografia non riporta: i due mesi trascorsi a Lisbona nell’estate 2014 hanno permesso sia un costante rapporto con l’area d’interesse, sia un confronto diretto di verifica dell’analisi condotta col gruppo di ricerca Forma Urbis Lab.
Il percorso costruito all’interno della presente tesi si muove per livelli, non per parti: le analisi sono state condotte ad una scala differente tra di loro avendo come sistema di riferimento la Collina di Sant’Ana. Ciascuna anache determina l’identità dell’arterebbe una separazione stagna tra i diversi pianpossibilità diconsidera lo sviluppo dello spazio urbanottuate cercano di rendere evidenti gli sviluppi plani dinami elementi diffusi che, relazionandosi tra io pubblico.
Il secondo livello scende alla scale polndi con le loro decisioni influenzano lo svii importanti flussi sulla collina legati all’ecssuto urbano della Collina: lo studio parte da un approfondimento bibliografico per quantcarte topografiche della Città rilevate e carte copre all’incirca la durata zio pubblico e privato; il lavoro prende in esame sia il tracciato stradale, sia lo sviluppo architettonico particolare. Questo processo consente di individuare anche le direttrici fondamentali di sviluppo dell’area e gli elementi puntuali che, con la loro presenza, hanno caratterizzato fortemente la formazione dell’identità della Collina: si tratta dei monasteri e delle strutture ospedaliere, le seconde sorte in continuità territoriale con le prime.
Il terzo livello, infine, approfondisce la scala progettuale urbana e architettonica: l’area dell’Ospedale dei Cappuccini viene letta attraverso il suo sviluppo conseguente all’estinzione degli ordini religiosi che ne ha determinato le funzioni successive. Facendo riferimento a temi progettuali portoghesi ad esso assimilabili, il progetto tenta di restituire una maggiore fruizione dello spazio pubblico all’interno dell’area privata dei Cappuccini, coerentemente con le richieste avanzate dalle analisi SWOT realizzate dalla città e con le carenze che l’area evidenzia. Il progetto definisce lo sviluppo di due assi vettori all’interno dell’area, uno dei quali è stato analizzato in modo più approfondito, andando a definire, a scala architettonica, gli spazi interni, privati, della struttura
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