Progettare in Africa Occidentale : la realizzazione di un orfanotrofio nel sul del Togo
Marco Spinelli
Progettare in Africa Occidentale : la realizzazione di un orfanotrofio nel sul del Togo.
Rel. Andrea Bocco. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
L'architettura attraverso i secoli si è evoluta con l'uomo rispondendo alle sue esigenze, ai suoi bisogni, ai suoi problemi. L'inizio del terzo millennio si è manifestato con una serie di eventi che hanno portato in primo piano la parola emergenza: terremoti, alluvioni, migrazioni, tsunami, attacchi terroristici, guerre, crisi economiche.
L'architetto ha una grande responsabilità in questo senso, quella di provvedere a realizzare soluzioni adeguate per offrire un tetto adatto e funzionale alle esigenze di coloro che non ne hanno più uno o che addirittura non l'hanno mai avuto. Ritengo che lavorare in questo campo sia molto più difficile: l'architetto ha il compito non solo di progettare una struttura funzionale, durevole nel tempo, a basso costo ma anche riuscire a rendere l'ambiente piacevole in termini di vivibilità.
Ritengo che l'architetto abbia la funzione di trovare una soluzione per soddisfare sia i ricchi ma soprattutto i meno fortunati, tutti coloro che per i motivi più disparati (guerre, calamità naturali, povertà) non hanno una casa: rifugiati, vittime di guerre, di disastri naturali, homeless.
Quando iniziai a pensare quale poteva essere l'argomento della mia tesi pensai subito di partire da questi principi e quale scelta migliore se non quella di realizzare architetture sociali in quei contesti dove più di tutti c'è bisogno di intervenire, e quindi scelsi di realizzare un progetto in una realtà completamente diversa da quella in cui vivo, dove il problema principale non è avere l'ultimo smartphone ma è riuscire a sopravvivere.
Al fine di rendere più completa la tesi di Laurea magistrale e, al contempo, la mia formazione, verso marzo 2013 sono diventato quindi socio di "Architettura Senza Frontiere Piemonte Onlus", un associazione che si occupa di redigere progetti di cooperazione, sviluppo locale e di assistenza tecnica nei Paesi in via di sviluppo e nelle zone disagiate del territorio nazionale, ponendo alla base della propria attività il rispetto delle culture locali e dell'ambiente, sviluppando soluzioni sostenibili sia a livello economico sia ecologico.
Tra i vari progetti di cui si occupavano ho deciso di collaborare per quello relativo alla realizzazione di un orfanotrofio nel sud del Togo, da poco avviato. Questa decisione è stata presa per diverse ragioni: da un lato ero interessato al tema di progetto, un centro d'accoglienza per bambini orfani e giovani madri, dall'altro, Paese in cu‘ sarei andato ad operare che è soggetto a gravi crisi sociali. Questa esperienza sarebbe stata utile sia dal punto di vista professionale che personale.
Socialmente vi sono delle realtà molto critiche in Togo: ragazze madri e bambini orfani, il 15% dei neonati è sottopeso alla nascita, tra i bambini al di sotto dei 5 anni il 25% è moderatamente o gravemente sottopeso e il 22% è rachitico, il tasso di mortalità infantile è 140 su 1000 nati vivi, il 60% dei bambini tra i 5 e i 14 anni lavora. Nella città di Lomé c'è una zona chiamata "mercato dei bambini" dove è largamente praticata la prostituzione minorile. Il traffico dei bambini è uno dei principali problemi del Togo, in particolare presso il confine con il Benin.
Il 46,8% degli adulti è analfabeta, perché solamente 1/3 della popolazione va a scuola, e per di più molti si fermano alle elementari e alle medie, a causa della mancanza di scuole, o a causa della mancanza di mezzi per studiare.
Relatori
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