I mulini idraulici di Scano di Montiferro
Cesare Augusto Cherchi
I mulini idraulici di Scano di Montiferro.
Rel. Giovanni Salvestrini, Manuela Mattone, Giovanni Canavesio. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2003
Abstract
Il tema che la tesi si propone di sviluppare parte dall' indagine della realtà locale di un paese del centro Sardegna, Scano di Montiferro (localizzato, appunto, nell'area del Montiferru), e approfondisce nello specifico lo studio di manufatti protoindustriali: i mulini a ruota idraulica. La presenza di una notevole concentrazione di edifici di questo genere in un'area circoscritta, la rende un unicum sull'intero territorio regionale. La tesi assume come obiettivo la rifunzionalizzazione di tali mulini attraverso il progetto di un museo diffuso, con edifici di servizio, nel quale svolge un ruolo fondamentale e fondante la creazione di un apparato di generazione di energia elettrica.
Tale sistema sfrutta le potenzialità del corso d'acqua, mediante installazioni di microidraulica che utilizzano le turbine Kaplan di ultima generazione, e quelle solari del sito geografico per mezzo di pannelli fotovoltaici
Una parte del lavoro della tesi si occupa di esaminare, nel rispetto dei limiti imposti dal tema, la vita che si svolgeva attorno a questi mulini. Un approccio sociologico ne chiarisce i contorni che emergono da alcune interviste ad attori sociali che sono entrati in contatto con tale realtà. Attraverso le poche pubblicazioni che parlano di questa zona, si è cercato di definire i caratteri legati alla storia e all'economia locale, per legare il lavoro di progettazione ad un substrato conoscitivo che ne condizioni le scelte. Uno studio di massima di questo genere è necessario quando s'interviene in una zona in cui la vita dell'uomo che la abitava e l'insieme delle attività che vi si svolgevano, aveva un preciso significato. La memoria storica verrebbe, senza la necessità di questo corollario, derubata della sua valenza di messaggio alle generazioni future e deturpata da una progettazione irrispettosa dei propri caratteri salienti.
Lo sviluppo della tesi ha quindi comportato l'attenzione per una serie di problematiche di carattere interdisciplinare e per la definizione di proposte specifiche, che si possono riassumere nei punti seguenti:
§ Il rilievo dei mulini idraulici integri della batteria attraverso il metodo diretto;
§ L'analisi del degrado di due mulini idraulici rappresentativi;
§ Un'analisi antropologica per inquadrare la vita che si svolgeva attorno a questi edifici ed un'analisi storica per conoscerne l'origine e lo sviluppo nel corso del tempo;
§ La progettazione di un percorso didattico incentrato e localizzato lungo le sponde del Riu Mannu e di alcuni edifici da realizzare ex novo (edificio per agriturismo, locali per la produzione e la vendita di prodotti tipici, bar e soprattutto museo), nonché la rifunzionalizzazione dei mulini per collegare la loro memoria con rinnovate potenzialità, creando un punto di interesse turistico-culturale e di rivalorizzazione del sito;
§ La progettazione di una rete elettrica destinata a ridare a questi manufatti la dignità produttiva che ne ha caratterizzato la storia. Le turbine idrauliche sono localizzate all'interno dei vani ruota dei mulini, e i pannelli fotovoltaici sul tetto degli stessi (tale tipologia viene proposta nei mulini privi di tetto) oppure a terra su collinette opportunamente predisposte (in alcuni mulini la copertura non è stata coinvolta dall'incendio, quindi mantengono la stratigrafia tradizionale che rimane come testimonianza della tipologia costruttiva utilizzata in passato). La produzione di energia elettrica attraverso questi congegni non snatura in alcun modo le caratteristiche del luogo: le opere di derivazione per il funzionamento delle turbine Kaplan rimangono quelle preesistenti ed inoltre queste ultime, grazie alla modesta taglia, non provocano il surriscaldamento delle acque del corso d'acqua e vengono posizionate facilmente all'interno del vano ruota. I pannelli fotovoltaici, quando sono posizionati a terra, simulano una collinetta, mentre quando sostituiscono la copertura vengono posati in modo tale da non alterare le caratteristiche preesistenti; la rete elettrica è interrata per evitare la presenza antiestetica o poco funzionale di fili e tralicci in un paesaggio particolarmente piacevole e ricco di vegetazione.
Il restauro dei mulini fine a se stesso, diventa infatti sterile ricordo del passato, invece il riuso consente di coniugare la memoria con le loro rinnovate potenzialità. Nel rispetto della loro architettura, i mulini non trasformano più un alimento biologico, il grano, in farina, bensì convertono due elementi naturali, l'acqua e il sole, in energia elettrica. Chiaramente, la creazione della rete elettrica non è il solo motivo cui tende tutta la tesi, ma piuttosto un elemento catalizzatore che permette a tanti elementi di interagire tra loro. L'esempio di produzione d'energia elettrica è legato ad un discorso più ampio di valorizzazione del territorio e delle tradizioni ad esso intrinsecamente legate. La progettazione non è un elemento di second'ordine, ma caratterizza l'intero percorso didattico. Il parco di S. Antioco, che è il polo turistico del comune di Scano di Montiferro, si collega a questo percorso, quasi ad una sua appendice. La natura è la guida imprescindibile nella progettazione: l'agriturismo si lascia ammaestrare dalle curve di livello che delimitano i contorni di un'architettura che si richiama, nelle piante e negli alzati, ai ritmi serrati dell'edilizia tradizionale nei suoi volumi squadrati, mentre il museo diventa una parte di paesaggio con il suo tetto verde. Il problema della rifunzionalizzazione degli edifici storici, porta con se un dilemma: quale funzione dare a tali manufatti, affinché possano essere contestualizzati, senza farli necessariamente rimanere latori del solo messaggio della propria presenza? In questo caso come in tanti altri, le particolarità di un manufatto edilizio, possono essere la sola ragione per un loro restauro, ma una loro ulteriore funzione all'interno di una società che non gli è stata nutrice, ne rinvigorisce, altresì, le qualità. Un discorso di questo tipo mi è sembrato idoneo come soluzione di rinnovamento in un'area, la cui economia è ancora principalmente fondata sull'allevamento. Scoprire la natura seguendo una direttrice didattica può incoraggiare lo sviluppo del turismo locale. Le coste, il mare, come unico leit motif del turismo regionale, invalida le qualità culturali di una terra che ha tanto da offrire e che può svelare un entroterra molto interessante ma a tutt'oggi poco conosciuto.
- Abstract in italiano (PDF, 144kB - Creative Commons Attribution)
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Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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