Gli hotel realizzati a Torino tra la metà dell'Ottocento e l'Esposizione Internazionale del 1911
Giovanna Marta Gallu
Gli hotel realizzati a Torino tra la metà dell'Ottocento e l'Esposizione Internazionale del 1911.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
INTRODUZIONE
La seguente ricerca è stata svolta con l’obiettivo di analizzare i principali hotel realizzati a Torino tra la metà dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento; durante questo intervallo di tempo la città subì diverse espansioni e rivisitazioni che furono d’impulso per la progettazione di nuovi edifici destinati ad ospitare i servizi alberghieri. Tra queste la prima riguardò il Piano di Ingrandimento Fuori Porta Nuova del 1851 e la conseguente installazione della stazione ferroviaria (1848-1861), la quale diede un grosso impulso all’edilizia nei quartieri nelle vicinanze della stazione, dove si stanziarono svariati hotel tra cui i casi studio degli alberghi Due Mondi e Turin. Successivamente una situazione analoga si ripropose in occasione del Piano di Ingrandimento Fuori Porta Susa, dove anche in questo caso direttamente in affaccio all’ingresso dello scalo per Novara fu realizzato l’hotel Dock e Milano. Un ulteriore piano urbanistico, che scandì la realizzazione di altri due hotel, fu il Piano di Risanamento Edilizio della città del 1885, il quale prevedeva il risanamento del quadrato della vecchia Torino tramite la demolizione degli antichi edifici per far spazio alla nuova arteria denominata “diagonale”, la quale avrebbe collegato la piazza Castello con la nuova piazza Solferino, dato luce agli isolati, ma anche migliorato la circolazione di mezzi e passeggeri che continuavano a crescere di numero. Il piano riteneva che in affaccio alle piazze dovessero essere progettati degli edifici con funzione di servizi; fu, quindi, deciso di realizzarvi degli alberghi: l’hotel Bonne Femme su piazza Castello e l’hotel Fiorina su piazza Solferino, entrambi caratterizzati da una particolare cura delle decorazioni e dei dettagli proprio perchè attestati sulle piazze principali di Torino. Un numero consistente di hotel venne, successivamente, realizzato nei due anni precedenti all’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale del 1911 per poter accogliere il grande flusso di visitatori previsto; a differenza degli alberghi progettati e realizzati fino a quel momento, questi erano definiti “hotel meublé” poiché raramente presentavano spazi comuni come il ristorante, la sala di lettura o la sala bigliardi, ed erano utilizzati prevalentemente per il pernottamento. Erano stati progettati per poter accogliere il maggior numero di persone, ma allo stesso tempo per poter essere facilmente riconvertiti in alloggi residenziali una volta conclusasi l’Esposizione; la loro ubicazione si situava principalmente nei dintorni del parco del Valentino in quanto questo ospitava l’Esposizione. Imprescindibile strumento di studio sono state le guide ella città di Torino, attraverso le quali è stato possibile individuare la collocazione degli alberghi e conoscerne i servizi offerti: dal tipo di riscaldamento ed illuminazione, alla presenza di ascensori e docce, alla possibilità di consumare i pasti tramite la carta o il menù fisso. Altrettanto utile si è rivelato il testo del 1886 di Archimede Sacchi che ha permesso di comprendere le funzioni e le destinazioni d’uso dei diversi ambienti da cui erano costituiti gli alberghi nell’Ottocento come i piani interrati destinati a cucine e dispense, le soffitte dedicate agli appartamenti della servitù ed il piano terreno e il primo piano per gli spazi comuni come la sala di lettura e la sala da fumo. Oltre al materiale bibliografico è stata visionata la documentazione delle pratiche edilizie conservate presso l’Archivio Storico di Torino, costituite dalle relazioni e dai disegni di progetto dei servizi alberghieri, che sono stati trascritti e schedati nel capitolo relativo al regesto archivistico e che hanno permesso di delineare maggiormente l’analisi della struttura architettonica.
Per rendere completa la tesi si è ritenuto appropriato estendere l’attenzione anche al panorama estero, focalizzandosi su Parigi e Londra poiché anch’esse, come Torino, erano città capitali. Da tale analisi è stata nuovamente riscontrata la forte relazione tra la nascita delle stazioni ferroviarie e l’immediata collocazione di servizi alberghieri nei loro dintorni, come anche la progettazione di nuovi hotel in corrispondenza dell’avvento di Esposizioni Internazionali.
Comparando gli hotel presenti a Torino e quelli presenti a Parigi e Londra è immediatamente visibile l’arretratezza dei primi rispetto ai secondi, sia in ordine di dimensioni e impiantistica che per quanto riguarda l’eleganza e la ricercatezza negli interni. Anche in questo caso, grazie agli archivi digitalizzati, è stato possibile consultare le guide di Parigi realizzate in occasione delle esposizioni del 1855 e del 1900 all’interno delle quali erano presenti le pubblicità degli alberghi, mentre per la documentazione fotografica di quest’ultimi è stato fondamentale il volume redatto da Hugh Montgomery nel quale erano rappresentati gli spazi interni come le cucine, le biglietterie per l’utilizzo dei mezzi pubblici, le sale da pranzo e quelle dedicate alla lettura e al ballo.
Relatori
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