Un bicigrill sul Canale Cavour nel nodo idraulico di Veveri
Danilo Gelsemio
Un bicigrill sul Canale Cavour nel nodo idraulico di Veveri.
Rel. Riccardo Palma, Chiara Lucia Maria Occelli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
La presente tesi si inserisce all'interno di un programma di ricerca più ampio avviato dal Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno industriale del Politecnico di Torino (DIPRADI) - ora continuato dal Dipartimento di Architettura e Design (DAD) - e volto a valorizzare la grande architettura idraulica del Canale Cavour e i territori da esso attraversati, mediante una serie di interventi che hanno come perno la realizzazione di una ciclostrada sulle alzaie dell'invaso stesso. Il Canale, quindi, viene studiato non solo nella sua attuale funzione di via d'acqua, ma soprattutto nella sua potenziale opportunità di percorrenza lenta che, implementata dagli itinerari ciclabili esistenti, permetterebbe di collegare due importanti città come Torino e Milano, dichiarandosi come una vera e propria autostrada per le due ruote, sia alla scala locale, sia a quella regionale, sia all'interno dello scenario europeo. Individuando così le potenzialità che gli permetterebbero di diventare un asse lungo il quale ripensare nuove forme dell'abitare contemporaneo, tra cui la possibilità di ospitare una pista ciclabile, il Cavour viene visto non come elemento marginale rispetto al contesto urbano, bensì come luogo dalla sua imponente incidenza sul territorio, alla stregua di altre opere infrastrutturali, che proprio per le sue dimensioni e per la sua valenza storica può essere pensato come attrattore di nuove funzioni territoriali.
Lo studio ha come responsabili il Prof. Riccardo Palma, per la composizione architettonica e urbana, la Prof.ssa Chiara Occelli, per il restauro architettonico, il Prof. Mario Sassone, per le competenze della tecnica delle costruzioni e l'Arch. Noela Besenval, che ha sviluppato su questo tema una Tesi di dottorato di ricerca.
Nell'ambito della presente tesi, invece, si studia un contesto territoriale specifico, ovvero quello della porzione nord della città di Novara, attraversato e segnato dall'architettura del Canale, dove si decide di collocare una struttura ricettiva a servizio della ciclostrada Cavour nel nodo idraulico di Veveri, punto nevralgico e strategico alle diverse scale prima citate.
La tesi è organizzata in tre macro-sezioni: una prima sezione di inquadramento generale, una seconda relativa allo studio del territorio alla grande scala e una terza riguardante il progetto vero e proprio.
Nella prima sezione si vuole inquadrare il contesto in cui ci si va a inserire, analizzando la costruzione e le vicissitudini storiche di questa grande opera infrastrutturale dell'Italia postunitaria e inquadrando il tema della percorrenza lenta alle diverse scale (europea, regionale, provinciale e locale); qui, infatti, i flussi ciclistici si intrecciano, si sovrappongono, coesistono e complessificano lo spazio rendendolo interessante da un punto di vista progettuale.
Nella seconda sezione si osservano le forme del luogo per proporre, mediante l'ispezione cartografica, un approccio di riflessione ed elaborazione degli elementi naturali e antropici del territorio novarese, al fine di reinterpretarli successivamente attraverso forme architettoniche nuove. L'intento è la realizzazione di cartografie che, consentendo di comprendere il territorio come insieme di fenomeni diversi, spazialmente connessi tra loro, possono essere utilizzate come strumento progettuale. Vengono perciò prodotte cinque carte tematiche che descrivono i quattro temi (il suolo, le isole, le infrastrutture, le fasce di rispetto) in grado di evidenziare alcuni elementi significativi legati all'aspetto idrico del territorio. L'obiettivo di queste carte è, in poche parole, quello di indagare un luogo e di generare delle figure territoriali che non siano fini a se stesse ma che potenzialmente possano indirizzare il progetto di architettura. Il risultato finale di questa prima fase è la realizzazione di una Carta delle Regole che ha l'obiettivo di fornire al progettista che opera in questo contesto indicazioni su alcune tematiche che a mio avviso dovrebbero essere prese in considerazione; la carta mira a essere non un punto di arrivo, bensì un valido spunto di riflessione e punto di partenza per qualsiasi progetto si voglia avviare nell'area considerata, una carta che non ha pretese di essere una soluzione finita di progetto, ma che concede la possibilità di essere migliorata proprio col progetto stesso.
Nella terza sezione, invece, quanto studiato e analizzato in precedenza è applicato nella progettazione di un bicigrill, nuova tipologia di edificio turistico ricettivo, collocato nel nodo idraulico di Veveri, importante crocevia infrastrutturale a nord di Novara. L'idea di realizzare un nuovo polo attrattivo per i ciclisti, dove le biciclette sono le protagoniste, deriva innanzitutto da un personale interesse verso l'argomento e soprattutto dall'importanza che il tema sta assumendo nell'infrastrutturazione delle principali ciclostrade europee, nonché dalle indicazioni contenute nella ricerca del DAD che individua il nodo di Veveri come un dei 5 "svincoli" principali della Ciclstrada del Canale Cavour.
La bicicletta viene sempre più utilizzata in alternativa ai veicoli a motore, per raggiungere il posto di lavoro, piuttosto che la scuola o per concedersi qualche ora di svago e molta è la sensibilizzazione avviata negli ultimi anni in questa direzione. Questo, collegato sia alla necessità di avere un edificio di servizio lungo la ciclostrada del Cavour, sia alla volontà di Novara di inserire il Canale al centro della vita della comunità, sia alla previsione negli strumenti urbanistici di realizzare un polo di interesse culturale e naturalistico legato alle attrezzature idrauliche vicino alla centrale idroelettrica all'imbocco del Diramatore Quintino Sella, trova nel nodo di Veveri una giusta e affascinante ubicazione. Il sito di progetto risulta, quindi, un'ideale collocazione strategica nel territorio novarese sia per il percorso ciclabile longitudinale lungo il Canale Cavour o per quello trasversale lungo i Canali Regina Elena e Quintino Sella, diventando così un luogo di ristoro e di sosta per chi arriva da lontano, sia per il collegamento infrastrutturale con la città di Novara, rappresentando un luogo di ritrovo e di evasione per i suoi abitanti e quelli delle aree circostanti. Un luogo dedicato agli amanti della bicicletta, dove poter condividere gli spazi, dove poter mangiare, bere, sostare, alloggiare e riparare la propria bicicletta.
Per concludere, l'obiettivo principale della tesi è, quindi, dare una risposta progettuale alle diverse esigenze sentite sul territorio, proponendo la realizzazione di un bicigrill che si leghi all'architettura del Canale e che parli il suo stesso il linguaggio, ovvero quello delle architetture idrauliche. L'intento è quello di instaurare un dialogo tra l'antico e il nuovo, ma non attraverso la riproduzione mimetica di uno specifico oggetto architettonico, bensì mediante la riproposizione di alcune caratteristiche tipologiche in un intervento che sia intrinsecamente legato alla memoria del luogo. Per tale motivo, oltre alla composizione architettonica, nella Tesi entra di diritto anche la disciplina del restauro, che permette di avere un corretto approccio verso un'infrastruttura che ha segnato e condizionato la storia di questo territorio; il tentativo è di dichiarare l'appartenenza del progetto allo stesso sistema di architetture, di integrarlo in modo che sia letto come un ulteriore elemento appartenente al Canale Cavour.
Relatori
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