Introduzione - Quale ricerca, quale osservazione
Se, come credo, l’architettura si esprime nell’organizzazione dello spazio al servizio di funzioni ed esigenze, quando queste sono molteplici, sovrapposte, e per giunta in continua trasformazione, si pongono problemi di elevata complessità. Nel tempo questi sfociano in soluzioni che trovano un senso solo alla una luce di un’osservazione dinamica.
Quello che ho cercato di mettere a fuoco con questo lavoro è la progressiva mutazione delle esigenze di carattere assistenziale, didattico e speculativo in ambito odontoiatrico universitario torinese, e come lo spazio organizzato le abbia assecondate. Queste esigenze sono sfociate in progetti che hanno seguito le funzioni assistenziali, in origine prevalenti, e si sono spostati poi dietro la didattica e la ricerca quando queste hanno accresciuto il loro peso.
L’intento di questo lavoro è quello di analizzare come lo spazio sia stato acquisito e organizzato rispetto all’espletarsi delle funzioni, come la molteplicità di funzioni sia stata affrontata di volta in volta con alterne prevalenze, e come la volontà di personalità di spicco sia in ambito architettonico che in ambito odontoiatrico abbia fatto da motore per la realizzazione dei progetti.
Le azioni e i progetti studiati, che hanno dato corpo ad una progressiva offerta di salute e conoscenza, rispondono ad una domanda di salute e conoscenza gravitante sul territorio e selettivamente intercettata.
Il materiale su cui si basa lo studio è in parte archivistico inedito, in parte bibliografico, in parte frutto di osservazione ed inchiesta.