I giardini del Palazzo Reale di Torino : una "ajuola nello stile regolare" da Le Nôtre ai fratelli Roda
Roberta Marchionatti
I giardini del Palazzo Reale di Torino : una "ajuola nello stile regolare" da Le Nôtre ai fratelli Roda.
Rel. Paolo Cornaglia, Michela Benente. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
L’origine e le trasformazioni del giardino del Palazzo Reale di Torino si intrecciano strettamente con le vicende storiche e costruttive del palazzo e della "zona di comando”, un'area urbana estremamente complessa. Alla base dell'indagine storica vi è innanzitutto la fonte edita, analizzata in maniera continua per tutto l'arco temporale studiato e strettamente connessa alla fonte archivistica, la quale è subentrata nel momento in cui si è approfondito il tema specifico di questo studio o, a volte, come strumento di verifica delle fonti documentarie.
Ciò che si propone questo studio è l'identificazione e la comprensione, attraverso strumenti di diversa natura, dell'architettura di un giardino in cui il cambiamento di gusto e di riferimento culturale della Corte sabauda sembra cancellarne non solo la struttura materica, ma anche la memoria e la sua registrazione. Dalle origini cinquecentesche sino alle irreversibili trasformazioni del XX secolo il giardino viene analizzato nelle componenti essenziali che hanno permeato il suo spazio.
L'oggetto concreto su cui si focalizza questa indagine è la porzione di giardino su cui intervengo i fratelli Roda alla fine del XIX secolo. Il rinvenimento di un documento archivistico che attesta il recupero formale di uno dei parterre (il Parterre Nord) ha portato a riconsiderare completamente l'influenza del giardino alla francese sull'area, “stile” qui già introdotto da André Le Nòtre nel Settecento e alla cui sopravvivenza -almeno nei tratti essenziali - i fratelli Roda hanno in parte contribuito con il loro intervento. L'analisi approfondisce quindi l'avvicinarsi di Marcellino e Giuseppe a questa "preesistenza regolare” tramite un approccio di grande valenza nell'ambito della teoria del restauro, soprattutto se confrontato con altre esperienze di recupero del patrimonio formale, tendenza che si fa strada negli stessi anni in tutta Italia. L'elemento di derivazione settecentesca su cui agiscono i Roda - il Parterre Nord - viene studiato nella disposizione originaria voluta da Le Nòtre sulla base di un confronto con i più autorevoli trattati francesi dell'epoca oltre che con altri progetti del paesaggista francese.
A queste considerazioni si va ad affiancare l'ipotesi di valorizzazione del giardino, di cui l’analisi prettamente storica costituisce il supporto indispensabile che regge e organizza l'idea di comunicazione del bene al pubblico. Lo studio dei documenti archivistici necessario per la ricerca storica (Parte prima), si estende così in una lettura e in un approfondimento dell'iconografia e cartografia storica, chiavi essenziali nella riproposizione della trasformazione dei giardini nei secoli (Parte seconda). Le incisioni e i dipinti vanno a colmare le lacune laddove l’iconografia storica è carente. I dati ottenuti vengono organizzati per dar vita, in consonanza con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, a un progetto di valorizzazione dei Giardini Reali in vista dell'ostensione della Sindone nella primavera del 2015, luogo privilegiato per la trasmissione del valore culturale, storico e architettonico dell'area.
Relatori
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