Erika Kawas Nunes
Greening the gray : lo sviluppo sostenibile delle aree industriali.
Rel. Elena Vigliocco, Paolo Mellano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
I cambiamenti urbani, sociali ed economici degli anni recenti hanno introdotto grandi mutazioni nelle società urbane. Nuove necessità demografiche e sociali hanno fatto si che la popolazione sia obbligata ad occupare altri spazi.
Una progettazione urbanistica non regolata dai principi di sostenibilità può condurre all’occupazione continua di spazi; questa situazione porta a un conflitto difficile da risolvere poiché i limiti urbani si sciolgono ed invadono paesaggi di natura contrapposta
Il territorio urbano allargato raccoglie in sé centri abitati cresciuti uno accanto all’altro fino a confondere i bordi. È un sistema insediativo fluido, con diverse densità, che può essere definito come città vasta, una città che si espande su una superficie individuata dalle tracce degli spostamenti quotidiani dei suoi abitanti, fra ufficio, residenza, scuola, aree commerciale, e aree produttive.
“se sui confini si crea uno spessore,il paesaggio immediatamente cambia.” - Gilles Clement
In questi contesti abitati, ampi e continui, l’accumularsi di addensamenti, fratture, incongruenze che li rendono simili a spazi della casualità edilizia e talvolta dell’abbandono.
Questo nuovo contesto urbano richiede un diverso atteggiamento nella gestione del governo del territorio allargato, in cui le strategie possano suggerire soluzioni (e modalità di azione) alle esigenze di una popolazione che vive lo spazio continuo urbanizzato. Una nuova strategia deve essere post in atto a partire dalla ricostruzione di un tessuto connettivo capace di ridare un’identità ed una continuità al territorio frammentato.
Temi progettuali e urbani emergono e diventano gli elementi di riferimento: la città diffusa, il uso del suolo, il consumo del territorio e la riforestazione come parte della soluzione e la strategia. Questi formano parte della costruzione di un paesaggio abitato e consapevole per un progetto sostenibile in cui produce un dialogo tra luoghi, infrastrutture ed edifici.
“Una crisi è un cambiamento traumatico o stressante per un individuo, oppure una situazione sociale instabile e pericolosa. Che cos’è in crisi nel vivere odierno? Direi quasi tutto: il nostro ambiente, il nostro abitare, il nostro credo, le nostre famiglie, il nostro socializzare, il nostro linguaggio e il nostro lavoro. E il lavoro è legato alla crisi e la sfida. La crisi della città diffusa, una città auto referenziata, senza centro, auto-costruita per differenze ed in maniera frammentata. È possibile utilizzare le industrie per innescare meccanismi di rigenerazione e riqualificazione urbana? La ricerca si prefigge per innescare meccanismi di rigenerazione e riqualificazione urbana? La ricerca si prefigge l’obiettivo di individuare nel progetto della casa pubblica, uno dei possibili campi di sperimentazione architettonica, urbanistica e paesaggistica, per rispondere alle istanze sociali, individuali e alle emergenze di carattere ambientale del nostro tempo."
OBIETTIVO
GREENING THE GRAY; dall’analisi delle problematiche delle aree industriali all’adozione di strategie basate sui principi della sostenibilità.
"La costruzione di un maggiore equilibrio tra la pressione antropica e l’uso delle risorse costituisce la base stessa dello sviluppo sostenibile delle città e del territorio, al fine di assicurare il bilanciamento dei bisogni in base alla dotazione di capitale naturale.” (Arrowet al. 1995).
L’attuale pianificazione del territorio continua comunque a orientarsi più verso l’occupazione di suolo che alla gestione organica del territorio, il quale continua a essere concepito come uno spazio suddivisibile in “aree piene” (quelle già urbanizzate) e in “aree vuote” (es. gli spazi aperti e/o agricoli peri-urbani considerati come “aree disponibili all’edificazione”). Infatti, nei piani urbanistici si individua dove localizzare gli interventi volti a soddisfare solo parte dei fabbisogni espressi dalla popolazione (istruzione, salute, residenzialità, ecc.), senza porre adeguata attenzione a quelle necessità che, riconducibili al concetto di bene comune, possono essere assicurate solo mediante una buona pianificazione degli spazi aperti fornitori di servizi eco-sistemici.
A tale scopo e nel tentativo di riconnettere città e campagna, gli spazi aperti e le aree agricole assumono un ruolo essenziale che ha bisogno del supporto di adeguati strumenti di governo del territorio.
Lo spazio aperto peri-urbano da “vuoto” in attesa di urbanizzazione deve essere interpretato come area da sottoporre a un’attenta riorganizzazione multifunzionale mantenendone la sua funzione produttiva agricola nel rispetto degli specifici caratteri agro-ambientali.
Ci sono delle città in tutto il mondo, che hanno le stesse problematiche ambientali e territoriali. Per quelle comunità che hanno come carattere una natura confusa con funzioni urbanistiche e distribuzioni carenti, si sono create delle strategie d’intervento. Queste si potranno applicare in diverse aree con differenti nature progettuali e di scale diverse che hanno generato un’eterogeneità di attività tale da rendere difficile la trasformazione e la ricucitura dell’ambito.
Per condividere l’obiettivo e individuare le azioni concrete che portino alla realizzazione del progetto, si sono definiti delle strategie sostenibili che possano contribuire alla realizzazione del progetto. I temi principali sono:
il paesaggio:
la gestione delle risorse naturali e dell’impronta ecologica la architettura:
la gestione territoriale e la progettazione urbana la eco-efficienza:
l’applicazione delle energie rinnovabili la partecipazione: la mobilità ed i trasporti la coesione economica e sociale
La ricerca si propone l’obiettivo di individuare, nel progetto della industria verde, uno dei possibili campi di sperimentazione architettonica, urbanistica e paesaggistica, per rispondere alle molteplici e spesso contraddittorie richieste individuali e alle emergenze di carattere sociale e ambientale (recupero urbano e sostenibilità) che caratterizzano il nostro tempo, mettendo in moto un processo di ricerca che delinei le forme di un nuovo spazio di lavoro.
L’obiettivo del “green industry" è quello di definire un modello condiviso di aree industriali e di ricercare soluzioni concrete che favoriscano la possibilità di sviluppo urbano seguendo delle “buone pratiche” progettuali. Queste premesse potranno permettere la graduale formazione di una nuova visione che consenta di sviluppare azioni volte aH’incremento della qualità e della funzionalità dei luoghi, rendendoli utili e utilizzabili ad ambienti diversi per una sostenibilità economica ed ambientale.
L’obbiettivo della tesi è quello di individuare modi e strategie di progetto che siano in grado di rispondere efficacemente ma compatibilmente alle esigenze di risparmio energetico e sostenibilità ambientale che sembrano indirizzare l’architettura della industria verso nuove forme di aree industriale verde, più integrati e collegati con il loro intorno, al fine di consumere meno suolo e favorire un uso collettivo delle risorse. L’idea è di generare un paesaggio in cui le costruzioni non hanno un impatto ambientale talmente forte che riproduce un cambio importante al livello abitativo, produttivo ed economico. Allo stesso tempo, dal punto di vista dell’architettura della città, si cercherà di individuare un progetto urbano, in grado di ricostruire pezzi di città reale e non semplicemente il suo effetto.
A questo scopo verrà analizzata un’area industriale localizzata a Quinto di Treviso, in cui dopo l’analisi delle problematiche presenti si applicheranno i diversi principi e strategie del green industry che definiranno gli interventi a realizzare dentro di un progetto di ristrutturazione urbana.
Relatori
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