Conservare e proteggere il patrimonio in terra cruda : sperimentazione di intonaci in terra
Annalisa Marchiaro , Marta Berzano
Conservare e proteggere il patrimonio in terra cruda : sperimentazione di intonaci in terra.
Rel. Manuela Mattone, Fabio Fratini, Loredana Luvidi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Introduzione
La terra è stata, e in alcuni contesti lo è tuttora, il materiale più utilizzato per la costruzione di numerosi insediamenti; questi ultimi sono ancora presenti in molti paesi del mondo e rappresentano non solo una tradizione storica, ma costituiscono una testimonianza di saperi, usi e costumi di differenti civiltà.
Tuttavia, in tempi più recenti, a seguito dell'introduzione nel settore delle costruzioni di materiali "più moderni", la terra è stata reputata sempre più come materiale povero, adatto alla realizzazione di edifici in zone sottosviluppate. Oggi si assiste a un progressivo cambio di direzione, anche se solo in parte, grazie al diffondersi di un rinnovato interesse per un modo di costruire che utilizza le risorse del luogo con basso impatto ambientale, all'insegna di una sostenibilità economica, ecologica e sociale.
Pertanto, conservare, tutelare e tramandare le testimonianze dell'architettura in terra cruda costituisce un elemento fondamentale per la salvaguardia della cultura costruttiva legata a tale materiale.
La conservazione e la valorizzazione delle architetture in terra sono concretizzate non solo attraverso la diffusione della conoscenza relativa a tale patrimonio, ma anche tramite la ricerca di adeguate tecniche e materiali da adottare per la salvaguardia dei manufatti degradati.
L'attività sperimentale presentata in questa tesi costituisce il prosieguo di ricerche già avviate precedentemente1 e si pone come obiettivo la messa a punto di differenti tipologie di intonaci in terra efficaci, efficienti, da applicare su manufatti direttamente esposti alle intemperie.
Si sono sperimentate otto miscele a base di terra e sabbia con l'aggiunta di diversi additivi, di origine naturale o sintetica, al fine di valutare le prestazioni dei singoli intonaci. Gli impasti sono stati sottoposti a test sia chimico-mineralogici sia prestazionali, in modo da poter osservare e caratterizzare il comportamento di ciascun intonaco.
Le prove sono state svolte nel Laboratorio Prove Materiali e Componenti "Roberto Mattone" della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e nei laboratori dell'ICVBC (Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali) del CNR di Sesto Fiorentino e di Monterotondo a Roma.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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