Waterfront industriali: breve studio sulla forma e il rapporto con l’urbano attraverso il concorso di progettazione "Smart Harbor" a Pesaro
Giacomo Ferraro Fogno
Waterfront industriali: breve studio sulla forma e il rapporto con l’urbano attraverso il concorso di progettazione "Smart Harbor" a Pesaro.
Rel. Marco Trisciuoglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
Lo studio e la progettazione degli spazi della vita e dell'azione umana sono tra le più complicate e importanti missioni di cui storicamente l'architetto si è fatto carico in prima persona, un campo d'azione multidisciplinare dove si richiede di operare attingendo dalla storia, guardando i segni e le permanenze del passato per poter scorgere e plasmare il futuro, impiegando le conoscenze tecniche della propria epoca con le contaminazioni necessarie e fondamentali che possono essere fornite solamente dallo studio della società in cui si opera.
Durante i primi mesi del 2013 ero alla ricerca di un tema per poter svolgere la mia tesi magistrale rimanendo nel campo della progettazione architettonica e nello specifico mi sarebbe piaciuto lavorare su di una preesistenza industriale da poter rigualificare e rifunzionalizzare. Dopo un lungo lavoro di ricerca nei territori della mia regione, dalla Valsesia alla città di Torino, soffermandomi soprattutto sul Biellese, terra da cui provengo e che grazie al suo grande passato industriale garantisce un vasto bacino di architetture interessantissime, ho però capito che, negli ultimi vent'anni, guesto argomento era già stato fortemente trattato, anche se principalmente a livello accademico, visto che si è poi raramente trasformato in operazioni pratiche e concrete sul territorio; mi sono guindi trovato a dover prendere una decisione, proseguire verso un ennesima esperienza progettuale su di un architettura, magari già più volte studiata e disegnata, o cercare una via alternativa rimanendo nel campo della progettazione architettonica.
Di conseguenza ho, in accordo con il mio relatore, deciso di interrompere la ricerca di un architettura per focalizzarmi sul ben più concreto e vasto campo dei Bandi di Concorso di Progettazione, restando però sempre legato al macro-argomento della riqualificazione industriale.
Ho così trovato un bando, proposto da YAC (YOUNG ARCHITECTS COMPETITIONS) e dalla città di Pesaro, a cui ho deciso di partecipare. YAC è una società promotrice di concorsi di progettazione ed architettura, rivolti a giovani progettisti, neolaureati o ancora studenti, che si propone di incentivare la ricerca nel campo della progettazione, fornendo periodicamente temi concreti d'architettura ed urbanistica, in grado di provocare gli interlocutori e di generare soluzioni innovative, valorizzando e pubblicizzando l'inventiva e il talento dei giovani progettisti, riconoscendo ad essi consistenti premi monetari ed una prestigiosa vetrina su numerose piattaforme editoriali ed informatiche, come la famosa rivista THE PLAN, che in questo caso supportava e pubblicizzava il concorso.
Per uno studente di architettura fortemente interessato e affascinato dalla disciplina progettuale, con tutte le sue opportunità e anche difficoltà, prossimo all'impatto con il mondo reale della professione, soprattutto in questo momento di dura selezione e crisi della società, il CONCORSO DI PROGETTAZIONE rimane un campo di prova eccitante, dove potersi allenare e mettere alla prova, spesso con il mondo intero, con professionisti e studenti di differente provenienza e formazione, magari da più settori e campi disciplinari, su quello che si può considerare il compito con le radici tra le più antiche: pensare e costruire lo spazio della vita antropica.
In questa Tesi Magistrale andrò a presentare il lavoro svolto durante 2 differenti periodi, partendo da una fase iniziale in cui ho appunto partecipato, in gruppo con un altra studentessa della mia facoltà, ad un reale concorso di progettazione architettonica per la riqualificazione e rifunzionalizzazione di un arsenale industriale della città di Pesaro, svoltosi nel primo semestre del 2013, per giungere ad una seconda fase maggiormente teorica, dove attraverso l'esperienza del concorso ed ai risultati emersi attraverso le tavole finaliste mi sono soffermato sull'analisi della particolare situazione architettonico/urbanistica dei Waterfront Industriali, cercando così di comprendere meglio come questi spazi possano e stiano diventando l'anima centrale delle moderne città portuali. Questo lavoro ha poi trovato la sua completezza e la naturale conclusione del suo ciclo nell'operazione di riprogettazione dell'area portuale pesarese; attraverso la rilettura, l'analisi critica e la correzione del Bando creato dalla municipalità e dall'associazione YAC per il concorso si è sviluppato un nuovo METAPROGETTO, alla scala concettuale e di idee, legato alla stesura di un nuovo bando di concorso di progettazione nato da un più ponderato e approfondito studio dell'area di progetto, dal confronto di essa con alcuni noti e importanti casi studio, e infine da una maturata conoscenza del macrotema dei Waterfront Industriali.
Il bando e il concorso che andrò di seguito a presentare brevemente mi ha subito interessato per le sue particolarità, l'unione del tema "industriale" con altre tematiche ugualmente interessanti e stimolanti, come quella della riqualificazione di un WaterFront, sono state tra le principali motivazioni che mi hanno spinto a preferirlo alle altre numerose proposte trovate.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
