Architetture per lo sport: gli stadi da hockey nel panorama nazionale ed internazionale.Il palazzetto di Torre Pellice
Pietro Canale
Architetture per lo sport: gli stadi da hockey nel panorama nazionale ed internazionale.Il palazzetto di Torre Pellice.
Rel. Clara Bertolini Cestari, Tanja Marzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
Con questa tesi sui palazzetti del ghiaccio presenti in Italia, Europa, ed America, ho cercato di entrare a contatto con le strutture per cercare di capire più a fondo quali fossero i punti di forza, le problematiche e le possibili modifiche che questi edifici potrebbero subire per migliorare il loro utilizzo da parte dei fruitori.
La tesi si è sviluppata principalmente su esempi di stadi del ghiaccio presenti sul territorio nazionale, ma per approfondire maggiormente l’argomento ed avere un ulteriore termine di paragone, ho voluto inserire anche tre esempi in Europa, più precisamente in Spagna, Norvegia e Russia, ed altri due esempi di palazzetti del Nord America, ovvero in Canada e Usa.
La scelta dello studio dei palazzetti del ghiaccio e della loro fruizione è stata motivata dal fatto che io pratico l’hockey su ghiaccio, sport di squadra molto presente nel Nord Italia, Scandinavia e Russia, per essere poi sport nazionale in Canada. Da sempre ho frequentato arene in Italia e nel resto d’Europa potendo così osservare le varie strutture e potendone così apprezzare, in quanto fruitore, i punti di forza o di debolezza legati alle strutture. Negli anni ho potuto osservare come molte caratteristiche vincenti si ripropongano all’intemo dei vari edifici, ma ho anche potuto constatare la difficoltà di sopperire alle mancanze delle strutture, dovute sia agli ingenti costi di gestione delle strutture che alla poca presenza di questo sport in Italia. L’hockey infatti è uno sport meno conosciuto rispetto ad altri, ma con grandi potenzialità. Il fatto di essere uno sport “di nicchia”, lo porta ad avere una minore visibilità, un limitato numero di atleti e quindi di capitali da investire.
La mia tesi si è concentrata in modo particolare sul palazzetto del ghiaccio di Torre Pellice, edificio nel quale gioco. Ho deciso di trattare più approfonditamente di questa struttura per il fatto che ci sono cresciuto come giocatore, ma in particolar modo perché ne conosco gli ambienti, le problematiche, i punti di forza ed il modo in cui la struttura viene utilizzata dagli atleti e dal pubblico.
Con questa tesi ho voluto mettere in risalto un aspetto della mia vita che mi ha permesso di crescere fisicamente, ed emotivamente. L’hockey è infatti uno sport di squadra, in cui legami, amicizie ma anche piccoli dissapori insegnano alle persone delle regole che non sono scritte. L’hockey è per me fonte di grande guadagno interiore, sconfitte e vittorie mi hanno portato a lottare per le cose in cui credo facendomi dare il meglio di me. La sfida è stata anche fuori dal ghiaccio, perché la difficoltà di far combaciare questo sport, che io pratico a livello professionistico, e gli studi universitari, mi hanno portato a grandi sacrifici, tutti sempre come forma di crescita personale.
L’hockey su ghiaccio è radicato in me e nella valle in cui vivo, la Val Pellice, dove la maggior parte dei ragazzini gioca sul ghiaccio piuttosto che sull’erba dei campi da calcio. La Val Pellice è solamente una piccola realtà che non rispecchia il resto d’Italia, ma come questo esempio ve ne sono molti altri legati in particolare ai paesi del Trentino Alto Adige, dove l’hockey su ghiaccio è sicuramente lo sport regionale.
La volontà di non volermi limitare trattando solo casi studio in Italia è stata spinta dalla voglia di riuscire a dare alla mia tesi una visione più ampia di come le strutture siano differenti negli altri stati, ma anche per mettere in risalto come questo sport venga vissuto e quale importanza gli viene dato: ho infatti riportato due esempi esteri di stadi del ghiaccio in cui le strutture sono dei veri e propri monumenti a questa pratica sportiva. Il tutto non è stato pensato per sminuire o declassare gli impianti italiani, ma solamente per mettere in luce questo sport ancora poco conosciuto in Italia, cercando così di incuriosire le persone e magari spingerle ad avvicinarsi ad una fredda esperienza sulle piste da hockey.
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