Il Padiglione della Cultura di Basilea
Mattia Barlocco , Alessandro Bausola
Il Padiglione della Cultura di Basilea.
Rel. Silvia Gron, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Con buona probabilità, la prima cosa che viene in mente quando pensiamo alla Svizzera è la precisione dei suoi orologi, il suo discusso sistema bancario o la sua cioccolata.
Ma la Svizzera possiede anche un bagaglio culturale e artistico degno di nota. Basti pensare, già dal medioevo, alla grande tradizione artistica legata all’arte sacra, oppure come, all’inizio del Novecento, il Paese divenne la capitale mondiale del design. Designer come Max Bill e Théo Ballmer diedero vita a un movimento estetico che ebbe - e ha ancora - una forte influenza nelle arti grafiche: un movimento che, grazie al suo enorme successo, prese il nome di Stile Svizzero o Stile Internazionale. Chi non conosce i manifesti del Bauhaus, o non ha mai usato, almeno una volta, il font Helvetica?
Ma non si tratta solo di arti grafiche. In pittura, artisti del calibro di Alberto Giacometti, Angelica Kaufmann e Paul Klee hanno segnato la storia dell’arte, e in architettura Mario Botta, Herzog & de Meuron, Bernard Tschumi, Peter Zumthor e Le Corbusier, solo per citarne alcuni, compaiono in tutti i più autorevoli testi del settore. Tutti questi esempi illustri fanno intuire che, senza la Svizzera, la sua arte e le sue forme espressive, la modernità nel campo delle arti come la conosciamo oggi sarebbe qualcosa di molto diverso.
Il robusto e stabile sistema finanziario svizzero, insieme a questa ricchezza artistica, ha consentito al Paese di arricchirsi di un gran numero di collezioni di arte privata di inestimabile valore. Negli anni, e in special modo nella seconda metà del Novecento, molte di queste sono state aperte al pubblico.
Relatori
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